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Inaugura “Il Limes e l’invasione”

Cultura e Spettacolo
13 gennaio 2021

Le culture dell'est e dell'ovest si incrociano a Trieste

a cura della redazione
In mostra, in anteprima assoluta, le opere inedite create attraverso quattro residenze d’artista
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“Luce al Kita”, Carmela Cosco; scatto realizzato durante l’esecuzione della performance al Parco del Castello di Gradisca d’Isonzo, 2020
Cultura e Spettacolo
13 gennaio 2021 della redazione

Venerdì 15 gennaio dalle ore 18 alle ore 21 presso la galleria Elena Cantori Contemporary di Trieste, in collaborazione con Trieste Film Festival 32, inaugura la mostra collettiva “Il Limes e l’invasione”. Saranno presentate le opere inedite degli artisti Alice Mestriner & Ahad Moslemi, Barbara Mydlak, Carmela Cosco e Nantia Skordopoulou prodotte nell’ambito delle residenze d’artista della 6ͣ edizione del Festival B#Side War. L’esposizione ha ingresso gratuito e sarà visitabile fino al 3 febbraio.

Sabato 16 gennaio, alle ore 18, sarà possibile assistere alla performance “Luce al Kita” dell’artista Carmela Cosco nella sede della mostra.

È disponibile inoltre un servizio di visite guidate gratuite per le giornate di sabato 16, 23 e 30 gennaio, dalle ore 15 alle 19.

Per tutti gli eventi (inaugurazione inclusa) è obbligatoria la prenotazione all’indirizzo magdalena.dokowska@iodeposito.org.

La rassegna B#Side War, nata nel 2014, è un evento culturale e artistico diffuso fondato sull'idea che il forte potere simbolico delle arti contemporanee possa aiutare a sondare le profondità della nostra coscienza individuale e collettiva, sciogliendo il trauma della guerra - che silenziosamente e inconsapevolmente continua ad essere trasmesso di generazione in generazione - e portandoci a contatto con lesperienza umana di chi ha vissuto il conflitto.

La 6ͣ edizione del B#Side War Festival si concentra sulle caratteristiche geo-politiche del Friuli Venezia Giulia, che hanno portato il suo territorio a rappresentare il confine geografico e culturale tra l’“Est” e l’“Ovest” del mondo. Dai tempi dell’occupazione romana diverse culture hanno infatti avuto accesso alla penisola italiana, passando dalle metaforiche porte, permettendo lo stratificarsi di un retaggio storico che ha caratterizzato la nostra identità anche nell’ambito della storia moderna.

Attraverso un sistema di residenze sparse sul territorio regionale, artisti internazionali sono stati coinvolti nella ricerca e nella realizzazione delle nuove opere basate sulla memoria del luogo, coinvolgendo i cittadini in attività di arte partecipativa. Esaminando il passato della regione hanno cercato di coltivare una cultura dello scambio e della pace, ma soprattutto della ricchezza culturale della regione.

In mostra, in anteprima assoluta, saranno presentate le opere inedite create attraverso le quattro residenze d’artista. Il duo artistico Alice Mestriner & Ahad Moslemi (Italia, 1994; Iran 1983) sarà presente con l’opera “Albero a Gomiti”, un’installazione cinetica dove viene simbolicamente e ininterrottamente mescolata della terra proveniente da Austria, Italia e Slovenia; la performer Carmela Cosco (Italia, 1989) presenterà invece la sua opera performativa “Luce al Kita”, messa in atto per la prima volta a Gradisca d’Isonzo e che, ispirandosi alle storie delle Krivapete, le mitiche abitanti delle foreste friulane, esplora la storia del territorio anche attraverso la chiave della differenza di genere.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A essere rappresentate in mostra saranno inoltre due opere pubbliche di land art: “The Window / Eve & Adam”, installazione di Nantia Skordopoulou (Grecia, 1984), realizzata al Parco Europa Unita di Cervignano del Friuli,  che vuole interpretare lo spazio verde come un nuovo giardino dell’Eden, rievocando gli antichi dittici pittorici raffiguranti Adamo ed Eva; e “Gates”, di Barbara Mydlak (Polonia, 1987), costruzione in legno che sorge nelle vicinanze del Sacrario di Oslavia: costituendo una metaforica “porta” sul confine tra il Collio Italiano e Sloveno - proprio laddove sorgevano i varchi che per millenni hanno rappresentato le porte d’accesso al territorio regionale – è auspicio di una "riapertura del passaggio" (e della comunicazione) tra Est e Ovest.

 

La mostra è una narrazione per immagini dei lavori d’artista effettuati sul territorio, con il coinvolgimento delle persone del luogo. Le opere, immerse nella penombra chiaroscurale di un ambiente rarefatto, semplice e spirituale, evocheranno la storia del territorio, fatta di invasioni, di scambi, di mescolanza culturale e identitaria.

Prodotta dalla ONG IoDeposito, la rassegna B#Side coinvolge ricercatori, curatori, musei, istituzioni culturali e un vivaio di più di 200 artisti provenienti da 55 paesi del mondo, una rete di 67 partner internazionali, nazionali e locali, ed è patrocinata e sostenuta dallUnesco, dal Consiglio dEuropa e dalla Regione Friuli Venezia Giulia. 

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