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Secondo l’Osservatorio Mobilità e Sicurezza realizzato da Continental

Società
29 ottobre 2020

Spostamenti sicuri? I friulani scelgono l'auto

a cura della redazione
Il 69% continuerà a preferirla anche quando la pandemia sarà conclusa. L’88,5% del campione si sente sicuro di sé stesso alla guida del proprio mezzo
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(ph. pixabay.com)
Società
29 ottobre 2020 della redazione

Come la pandemia ha cambiato le esigenze di mobilità dei friulani tra nuove paure, necessità e abitudini.

La seconda edizione dell’Osservatorio Mobilità e Sicurezza realizzato da Continental in occasione del Giro d’Italia, cerca di rispondere a queste temi tracciando una fotografia del vissuto, delle percezioni e delle aspettative degli utenti della strada oggi e nel prossimo futuro. Per offrire uno spaccato completo dell’Italia, regione per regione, di come la pandemia ha cambiato le persone e come l’industry automotive sta reagendo al cambiamento, Continental si è affidato ai due importanti istituti di ricerca Euromedia Research e Ernst & Young.

In questo momento di ricerca di una nuova normalità e di convivenza con il Covid-19, l’automobile è ritenuta dal 69,2% dei friulani il mezzo più sicuro con cui muoversi, ed è percepita oggi come sinonimo di prudenza e responsabilità. Un dato rilevante, spiegabile soprattutto dal sentimento negativo di ansia (32,7%) che accompagna gli abitanti della regione e che si configura come il motivo principale dei loro cambiamenti di abitudini.

Chi dichiara di spostarsi in modo differente rispetto al periodo pre Covid-19, lo fa principalmente per paura di prendere i mezzi pubblici (45,5%) o dell’affollamento sui treni (27,3%), infatti chi prima utilizzava questi mezzi, ora sceglie la propria auto privata (63,6%).

Queste nuove abitudini sono destinate a perdurare nel tempo? In linea con i risultati ottenuto a livello nazionale, anche in Friuli Venezia Giulia non si prevede di tornare alle abitudini pre-covid a breve: il 72,8% manterrà le nuove abitudini “sicure” di spostamento anche in autunno e in inverno, l’81,8% anche quando sarà finita la pandemia e arriverà il vaccino.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dal cambio delle abitudini e dalle intenzioni di comportamento futuro emerge una mobilità che ha ancora, al centro, l’automobile come il principale e prescelto mezzo di trasporto. Un mezzo che gli intervistati desiderano sostenibile sia dal punto di vista economico che da quello ambientale e in grado di garantire spostamenti sicuri, efficienti e puliti.

Ma i friulani sono orientati ad acquistare un nuovo veicolo e a cambiare quello attuale? Il 51,9% dice di no o per motivi economici (il 37% del sub campione) o perché ritiene ancora affidabile il proprio mezzo (25,9%) o ancora per la mancanza di incentivi adeguati (11,1%).

Lo scenario cambia davanti all’ipotesi di poter usufruire di incentivi per l’acquisto di nuovi autoveicoli ecologici: in presenza di aiuti da parte dello Stato o delle Regioni, il 76,9% si dichiara propenso a utilizzarli e cambiare la propria auto. In questo frangente il 48% sceglierebbe ancora un autoveicolo a benzina, a discapito dei mezzi ad alimentazione ibrido plug-in, ibrido benzina e ibrido diesel scelti rispettivamente dal 12% della popolazione.

In previsione di un ritorno alla completa “normalità”, si avverte la necessità di ripensare la struttura, la viabilità e le infrastrutture delle città. L’82,7% dei friulani infatti desidera una mobilità fatta di sostenibilità vera che rispetti l’ambiente e che veda come protagonisti autoveicoli sicuri ed ecologicamente “puliti”, e non una mobilità fatta di monopattini elettrici, mono-ruota o biciclette (15,4%).

Consultati sulle misure utili per mantenere le città decongestionate dal traffico e più vivibili da un punto di vista di qualità dell’aria, il 51,9% propone il potenziamento dello smartworking e dei servizi di prossimità, il 28,8% consiglia di puntare sull’elettrificazione dei veicoli e il 25% di promuovere la mobilità ciclistica attraverso l’ampliamento delle piste ciclabili.

Il desiderio di trasformazione però si scontra con la percezione delle persone (71,1%) che crede che il proprio Comune non sia ancora pronto ad accogliere questi cambiamenti di tipo sociale e strutturale.

I blocchi della mobilità e delle attività produttive che hanno caratterizzato il lockdown hanno inciso positivamente sull’ambiente e, di pari passo, sembrava essere aumentata la consapevolezza e la sensibilità degli italiani rispetto al tema “ecosostenibilità”. Tuttavia, finita la fase emergenziale, questo trend sembra diminuire a livello nazionale, tranne in Friuli Venezia Giulia dove più della metà degli intervistati (53,9%) dichiara di prestare maggiore attenzione alle tematiche green rispetto a prima dell’emergenza sanitaria.

L’88,5% si sente sicuro delle proprie capacità alla guida del proprio mezzo di trasporto. Da cosa dipende la sicurezza stradale secondo i cittadini? L’elemento più importante viene ricondotto alla figura del guidatore (53,8%). Seguono poi gli pneumatici (11,5%), i sistemi di guida assistita (9,6%) e i freni (9,6%).

In questo contesto rispettare il codice della strada significa compiere un atto di responsabilità verso sé stessi e gli altri utenti della strada (76,9%), adottare un comportamento che evita di incorrere in sanzioni (13,5%) e tutela dal rischio di incidenti (7,7%), mentre per l’1,9% è un limite che impedisce di godere appieno delle prestazioni del proprio veicolo.

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