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Venerdì convegno a Udine

Attualità
22 gennaio 2014

Malattie neurodegenerative e inquinamento: relazioni pericolose

di Ufficio stampa UniUd
I ricercatori: "Morbo di Alzheimer e di Parkinson hanno legami con alcuni inquinanti ambientali"
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Studi confermano il legame tra inquinamento e malattie neurodegenerative
Attualità
22 gennaio 2014 di Ufficio stampa UniUd

Il ruolo degli inquinanti ambientali nell’insorgere delle malattie neurodegenerative sarà al centro dell’incontro che si terrà all’Università di Udine venerdì 24 gennaio, dalle 9, nell’aula interdipartimentale di piazzale Kolbe 4 a Udine. L’incontro, intitolato “Mina day”, si svolge nell’ambito del progetto di cooperazione transfrontaliera italo-sloveno “Mina - Inquinanti ambientali e malattie neurodegenerative: uno studio multidisciplinare basato su ricerca, formazione ed innovazione”. Al progetto lavorano la Scuola internazionale superiore di studi avanzati (Sissa) di Trieste, capofila dell’iniziativa; l’ateneo friulano con il dipartimento di Scienze mediche e biologiche, e, per parte slovena, l’Università di Nova Gorica (Slovenia), e il Centro di eccellenza per il controllo di biosensori, strumenti e processi (Cobik) di Ajdovščina.

«Le malattie neurodegenerative, come il morbo di Alzheimer e di Parkinson – sottolineano il coordinatore di Mina, Stefano Gustincich, della Sissa, e Gianluca Tell, responsabile del progetto per l’Università di Udine –, rappresentano un grave problema clinico di grande impatto sociale che crea nuove sfide per mantenere elevati standard di qualità della vita». Un elemento emergente nella comprensione di queste patologie è lo stretto legame tra l’azione nociva del danno neuronale a livello di Dna e proteine, legato allo stress ossidativo, e l’effetto di alcuni inquinanti ambientali come i metalli pesanti. «Con il progetto Mina – spiegano Gustincich e Tell – intendiamo comprendere meglio questi meccanismi di danno e mettere a punto dei sistemi per identificare dei “segnalatori naturali” della gravità della malattia che consentiranno non solo una migliore comprensione degli aspetti di alcune patologie neurodegenerative, ma anche lo sviluppo di approcci che potranno rappresentare un riferimento per l’applicazione di nuove terapie».

I lavori, aperti a tutti gli interessati, prevedono gli interventi (in mattinata) di Gianluca Tell, Fabio Barbone e Giulia Antoniali dell’Università di Udine; Stefano Gustincich e Graciela Mazzone della Sissa; Peter Krkoč del Centro Cobik ed Elsa Fabbretti dell’Università di Nova Gorica. Nel pomeriggio si terrà l’incontro riservato ai partner per fare il punto sullo stato di avanzamento del progetto in termini di risultati scientifici, formazione dei partecipanti e disseminazione.

Il progetto Mina (http://www.minaproject.eu) è finanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali per quasi un milione di euro, nell’ambito del programma per la cooperazione transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013.

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