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Nuove norme per contrastare la violenza di genere

Diritto
22 gennaio 2014

Donne e tutele, tutti i dettagli della Legge sul femminicidio

di Massimiliano Sinacori
In Italia ogni minuto ventisei donne subiscono maltrattamenti. Dati agghiaccianti su cui è doveroso intervenire
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Nel 2012 in Italia gli atti di violenza contro le donne sono stati 14 milioni
Diritto
22 gennaio 2014 di Massimiliano Sinacori Image

Nuove norme per il contrasto della violenza di genere, con l’obiettivo di prevenire il femminicidio e proteggere le vittime. È quanto contenuto nel Decreto Legge 14.08.2013 n. 93, convertito il Legge 15.10.2013 n. 119.

Sulla base delle indicazioni provenienti dalla Convenzione del Consiglio d’Europa, conclusa a Istanbul l’11 maggio scorso, concernente la lotta contro la violenza sulle donne e in ambito domestico, recentemente ratificata dal Parlamento italiano, la Legge mira a rendere più incisivi gli strumenti della repressione penale dei fenomeni di maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale e atti persecutori (stalking).

Recentemente, infatti, un pool di ricercatori di diverse università italiane, assieme a un comitato scientifico e a diverse Onlus coinvolte, ha concluso l’importante indagine “Quanto costa il silenzio?” volta a far luce su quante siano le donne che ogni anno subiscono delle violenze, e quali siano i costi sociali collegati, a partire da quelli dei Servizi alla persona e delle Forze dell’ordine. Oltre, soprattutto, ai costi umani e psicologici.

Nel 2012, infatti, più di un milione di donne ha subito almeno una molestia e un terzo degli omicidi è stato ascritto al proprio partner. Considerando anche gli atti di violenza, si arriva alla terribile cifra di 14 milioni: nell’arco di un minuto, quindi, 26 donne italiane stanno subendo una violenza.

L’intervento del Legislatore è la conseguenza di una vera e propria emergenza. Anche perché, lo dice la ricerca, questa enorme aggressività che attraversa la società italiana e i rapporti personali è per lo più invisibile: soltanto il 7,2 % delle donne violentate denuncia all’autorità giudiziaria, e quasi il 34 % trascorre la propria vita senza raccontare a nessuno quanto ha subito.

Nuove aggravanti e nuove misure a tutela delle vittime di maltrattamenti e violenza domestica apparivano indispensabili. Il decreto sul femminicidio, divenuto Legge con il voto del Senato, non punta solo alla repressione, ma prevede anche risorse per finanziare un piano d’azione antiviolenza, una rete di case rifugio e l’estensione del gratuito patrocinio a tutte le donne trovatesi coinvolte in episodi di violenza.

Quali sono i contenuti principali?

Allontanamento urgente da casa, braccialetto elettronico e intercettazioni. Se le forze dell’ordine sorprenderanno una persona nell’atto di commettere i reati di maltrattamenti in famiglia e stalking, dovranno arrestarlo all’istante. Inoltre, la Polizia Giudiziaria, se autorizzata dal Pubblico Ministero, e se ricorre la flagranza di reati gravi (lesioni gravi, minaccia aggravata, violenze), può applicare la misura pre-cautelare dell’allontanamento d’urgenza dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa. I destinatari di questi provvedimenti potranno essere controllati attraverso l’utilizzo del braccialetto elettronico o di altri strumenti elettronici. Nel caso di reati persecutori, sarà possibile anche ricorrere alle intercettazioni telefoniche.

Relazione affettiva, nuovo parametro per le aggravanti. Sotto il profilo penale, sarà rilevante la relazione tra l’aggressore e la vittima di violenza. A nulla rileva se i soggetti siano sposati, separati, conviventi. È sufficiente che abbiano intrattenuto un legame sentimentale per far scattare una pena più grave nei confronti del responsabile. La nuova aggravante comune è applicabile al maltrattamento in famiglia e a tutti i reati di violenza fisica commessi in danno o in presenza di minorenni, o in danno di donne incinte.

Case rifugio, piano antiviolenza, gratuito patrocinio e obbligo di informazione per le vittime. Finanziamenti in arrivo anche per i centri antiviolenza e le case-rifugio. Nel testo di legge sono poi previste azioni di prevenzione, educazione e formazione che fanno parte di un cosiddetto “piano anti-violenza”, finanziato con 10 milioni di euro. Il piano, elaborato dal ministro per le Pari opportunità, dovrà tra l'altro promuovere il recupero dei soggetti maltrattanti, e sensibilizzare i media ad adottare codici di autoregolamentazione per una informazione che rispetti le donne. Ogni anno sarà presentata una relazione in Parlamento. Sarà inoltre garantito, a prescindere dal reddito, il gratuito patrocinio per le donne che hanno subito stalking, maltrattamenti domestici e mutilazioni genitali. In linea con la Direttiva europea sulla protezione delle vittime di reato, inoltre, viene prevista – in sede processuale – una serie di obblighi di comunicazione nei confronti della donna che abbia subito violenza o stalking. La persona offesa, ad esempio, dovrà essere informata della facoltà di nomina di un difensore e di tutto ciò che attiene alla applicazione o modifica di misure cautelari o coercitive nei confronti del responsabile di reati di violenza alla persona.

Querela irrevocabile in caso di alto rischio per la persona, ammonimento per lesioni. La denuncia per stalking potrà essere ritirata se relativa ad atti non gravi; al contrario, in presenza di gravi minacce ripetute, ad esempio con armi, la querela diventa irrevocabile. Negli altri casi, pertanto, è possibile la remissione della querela, ma solo in sede processuale davanti all’autorità giudiziaria, e ciò al fine di garantire, e non comprimere, la libera determinazione e consapevolezza della vittima. Ove venissero riscontrate percosse o lesioni sulla donna, il Questore potrà ammonire il responsabile e dovrà informarlo su quali centri di recupero e  quali servizi sociali siano disponibili sul territorio. L’aggressore potrebbe inoltre vedersi sospesa la patente dal Prefetto. In questo modo, la misura preventiva, già prevista per il reato di stalking, è estesa a quello di violenza domestica. Infine, non sono ammesse segnalazioni anonime, ma è garantita la segretezza delle generalità del segnalante.

Processi e indagini preliminari più rapide. Nella trattazione dei processi priorità assoluta ai reati di maltrattamenti in famiglia, stalking, violenza sessuale, atti sessuali con minori, corruzione di minori e violenza sessuale di gruppo. Si accelerano anche le indagini preliminari, che non potranno mai superare la durata di un anno per i reati di stalking e maltrattamenti in famiglia.

Permesso di soggiorno per le immigrate. In analogia a quanto già accade in attuazione di Direttive europee per le vittime di tratta, il permesso di soggiorno potrà essere rilasciato anche alle donne straniere che subiscono violenza, lesioni, percosse, maltrattamenti in ambito domestico. Sarà sempre però necessario un parere dell'Autorità giudiziaria. I maltrattanti (anche in caso di condanna non definitiva) potranno essere espulsi.

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