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Torna il Festival Maravee

Cultura e Spettacolo
30 giugno 2020

Lusso e sostenibilità ambientale si sposano a Grado

a cura della redazione
Dalla filosofia dell’economia circolare alla gestione degli scarti alimentari: un viaggio fra estetica e coscienza etica nel progetto di Sabrina Zannier
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Un'immagine di Benedetti Life (ph. Ursa Premik)
Cultura e Spettacolo
30 giugno 2020 della redazione

La XIX edizione del Festival Maravee, intitolata Dress, si fa estiva e concentra tre eventi nel mese di luglio. A Grado, al Castello di Colloredo e a Gemona.

“I limiti e le difficoltà offrono sempre l’occasione di affrontare stimolanti sfide – afferma il direttore artistico, Sabrina Zannier – ed è così che abbiamo ripensato il calendario e la mappa geografica delle location di Maravee Dress. Uno sforzo organizzativo per trasformare le problematiche logistiche generate dalle normative dell’emergenza sanitaria in un’opportunità per approdare in nuovi lidi, allargare ulteriormente la mappa del Festival continuando ad accendere i riflettori sui tanti meravigliosi siti di pregio storico del Friuli Venezia Giulia”.

Il cuore pulsante del percorso scenografico quest’anno si concentra a Grado, nuovo approdo di Maravee, anche alla luce di una tematica che intende suggerire un riflessivo ponte con l’antichità, che dal Patriarcato di Aquileia conduce alla dominazione vivacemente cosmopolita di Venezia e approda alla contemporaneità futuribile.

Il primo appuntamento intitolato Motivi di natura \ Benedetti Life è previsto alla Casa della Musica di Grado venerdì 3 luglio, dalle ore 19.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Successivamente il Festival salirà sul palco all’aperto, riconfermando il suo format di “teatro dell’arte”, con lo spettacolo Abiti in Fieste del Teatro Incerto al Castello di Colloredo sabato 18 luglio e lo spettacolo Trasformismi con Claudia Contin Arlecchino e progetto coreografico di Marina Forgiarini e Martina Tavano nel sedime dell’ex chiesa della Beata Vergine delle Grazie a Gemona venerdì 24 luglio.

Sarà riservata all’inverno, come sempre, la tappa festivaliera alle Obalne Galerije Piran, con la novità di un approdo a Pirano. Il ritorno nel Castello di Susans è invece assicurato per la prossima edizione.

Ideato e diretto da Sabrina Zannier, gestito dall’Associazione culturale Maravee con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, dei Comuni di Grado e Gemona del Friuli e delle slovene Obalne Galerije Piran, Maravee Dress affronta il tema dell’abito scoprendone tra le sue pieghe il valore simbolico, sociale e antropologico, per svelarne la cerniera tra interno ed esterno. Perché l’abito non è solo una pellicola che sta intorno al corpo, ma pretende di possederlo, plasmarlo e trasformarlo. Incidendo sull’identità e sull’ambiente attraverso il riciclo e la produzione di rivoluzionarie fibre. Facendo leva sui valori della memoria e delle sapienze territoriali, riabilitando in chiave contemporanea antiche tradizioni tessili friulane, nella tensione fra locale e globale affiora la riappropriazione del genius loci.

Abiti che vestono percorsi scenografici e corpi, in spettacoli di danza, prosa e musica, inscenando il dialogo fra identità e ambiente. Motivi di natura, svelati dall’universo Benedetti life della stilista slovena Matea Benedetti, che sposa il lusso alla sostenibilità ambientale promuovendo il dialogo fra estetica e coscienza etica, innovazione stilistica e tecnologica, in scena alla casa della Musica di Grado il mood dell’intero Festival Maravee Dress. Affidando all’abito il ruolo di rigenerare l’uomo e i territori, facendo leva sul concetto di habitus indicato dalla filosofia aristotelica come la disposizione a essere o ad agire in un certo modo: ecologico, creativo e sorprendente. Tra natura e cultura, Benedetti inscena abiti realizzati con fibre insolite: Appleskin, un biopolimero ottenuto dagli scarti delle mele nella produzione dei succhi di frutta; Piñatex, un innovativo tessuto naturale, simile alla pelle, a base di fibre di foglie di ananas; una fibra originata dalla pasta del legno e tessuti ottenuti dal riciclo della plastica. Dalla filosofia dell’economia circolare alla gestione degli scarti alimentari, Motivi di natura suggerisce la via per un mondo migliore.

Motivi di natura traccia un percorso scenografico ideato da Belinda De Vito che si dispiega in due suggestioni naturalistiche. Il piano terra della Casa della Musica ammicca alla foresta amazzonica, ammantata, tra piante vere, dai verdi e dai rossi dei pappagalli. Quelli della Collezione Parrots’ Poetry, che celebra la loro bellezza per sensibilizzare l’attenzione sulla minaccia di estinzione dettata dai cambiamenti climatici, dalla caccia e dal commercio illegale. Compagni dell’uomo sin dall’antichità, i volatili riecheggiano anche nelle opere della Scuola Mosaicisti del Friuli, che raffigurano particolari tratti dai mosaici della Basilica di Aquileia, rimandando alle pavimentazioni musive dell’attigua zona archeologica gradese. Al primo piano, la suggestione naturalistica approda al fondo marino con il lightbox di Adriano Morettin, che amplifica l’esperienza immersiva nel blu più profondo dal quale affiorano gli abiti della Collezione Octopus Intelligence, che tra luci e ombre svelano le tonalità dei polpi inneggiando ancora alla bellezza di una natura da ammirare e preservare.

All’ultimo piano della Casa della Musica, accanto a un abito “dal sapor di mela” uno schermo pulsa l’universo Benedetti come un work in progress dalla produzione degli abiti alla sfilata. Nello stesso monitor, segue in loop il video della performance Upcycling per motivi di natura, tenutasi nell’antistante area archeologica. È una migrazione danzante, di corpi, abiti e memorie. Con la voce attoriale di Aida Talliente, gli abiti della stilista udinese Romina Dorigo e il progetto coreutico di e con Erica Modotti, Matilde Ceron, Giulia Bauzon sulla colonna sonora di Vittorio Vella, narra dell’amore per l’ambiente e l’artigianalità antica.

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