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Panoramica sulle contestazioni

Polizia di Stato
16 gennaio 2014

Multe, sì o no al ricorso?

di Maurizio Fabris
Ecco come possono comportarsi gli automobilisti che ricevono a casa un verbale di illecito amministrativo.
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Il ricorso deve essere presentato entro 30 giorni al Giudice di pace e entro 60 al Prefetto
Polizia di Stato
16 gennaio 2014 di Maurizio Fabris

Questo breve vademecum vuole rappresentare una guida agile per tutti gli automobilisti che si siano visti contestare sul posto notificare presso l’abitazione un verbale di illecito amministrativo previsto dal Codice della strada.

A che cosa si ricorre?

Al verbale di accertamento. Vediamolo nel dettaglio. Il verbale è il documento che attesta una violazione del Codice della strada, redatto dagli organi di polizia stradale i cui Uffici inviano una copia dell’atto al trasgressore, se la sua identità è stata accertata, o, in caso contrario, al proprietario del veicolo, considerato per legge “obbligato in solido” ovvero tenuto a pagare comunque la sanzione, per conto di chi ha commesso la violazione.

Quando invece il trasgressore viene fermato nell’immediatezza della commissione dell’illecito dalla Polizia, la copia del verbale gli viene consegnata direttamente.

Il verbale è scritto a mano, quando è stato redatto da un agente sul luogo della violazione o al computer, se l’infrazione è stata rilevata tramite apparecchiature elettroniche, come ad esempio il tutor e l’autovelox.

La copia del verbale è valida anche se non è firmata in originale.

Nella stessa busta che contiene la copia del verbale, sono inclusi anche altri documenti:

- relazione di notifica, cioè la dichiarazione della persona che ha provveduto a spedire il verbale, con la quale si attesta l’ora, il giorno e il contenuto della notifica: è dunque il documento dal quale si può ricavare, aggiungendo 60 giorni, la data entro cui va effettuato il pagamento;

- istruzioni per il pagamento ovvero le garanzie difensive;

- bollettino di pagamento;

- eventuali altri documenti che è importante leggere (ad esempio, l’intimazione a fornire delle informazioni).

Il verbale deve obbligatoriamente contenere tutti gli elementi che consentano al trasgressore di capire esattamente quale infrazione gli viene contestata, ovvero:

- le coordinate spazio-temporali dell’illecito: giorno, ora, località;

- le generalità dell’autore

- i dati di identificazione del veicolo: tipo e targa;

- l’indicazione della norma violata;

- la sommaria esposizione del fatto;

- le eventuali dichiarazioni che il trasgressore intenda formulare a propria discolpa;

- l’esatto ammontare della sanzione;

- le modalità di pagamento e di ricorso;

- eventuali sanzioni accessorie;

- l’indicazione che, in assenza di pagamento o di ricorso, il verbale diventa titolo esecutivo;

- la sottoscrizione della persona che redige il verbale, a meno che questo non sia effettuato con un sistema elettronico.

L’infrazione deve essere portata a conoscenza del trasgressore immediatamente. Se l’illecito emerge grazie all’utilizzo di particolari dispositivi ovvero da controllo in modalità remota (Autovelox, Tutor) il termine a disposizione della Pubblica Amministrazione è di 90 giorni.

I giorni diventano 100 quando l’illecito sia già stato contestato al trasgressore e si debba notificarlo al cosiddetto obbligato in solido (proprietario del veicolo).

Il rapporto che presenti dei vizi su qualcuno di questi elementi, o che venga notificato oltre 90/100 giorni dalla constatazione della violazione, è illegittimo e può essere annullato facendo ricorso.

Cosa fare

Una volta ricevuto il verbale, ci sono solo due scelte possibili:

- pagare la sanzione in misura ridotta entro 60 giorni dalla data di notifica, successivamente si deve pagare il massimo; è poi consigliabile conservare la ricevuta per 5 anni;

- presentare ricorso:

- entro 60 giorni, al Prefetto;

- entro 30 giorni, al Giudice di pace.

Entrambi i termini si riferiscono al tempo trascorso dalla contestazione della violazione del Codice stradale, o dalla notifica del relativo verbale di accertamento. In entrambi i casi, le autorità competenti sono quelle del luogo dove è stata commessa la violazione.

Il pagamento della sanzione pecuniaria non può essere effettuato direttamente agli agenti verbalizzanti, (tale possibilità è prevista solo laddove il veicolo sia immatricolato con targa estera) poiché occorre provvedere tramite le modalità di pagamento indicate sul verbale: bollettino di conto corrente, versamento bancario, pagamento telematico o recandosi presso gli sportelli dell’ente emittente.

Il mancato pagamento

Lo scadere del sessantesimo giorno determina il raddoppio automatico della somma pagabile in misura ridotta. Se l’inerzia del trasgressore o dell’obbligato persiste, la P.A. attiverà le debite procedure esecutive che provvedono la costituzione dei ruoli esattoriali con l’emissione, da parte di un concessionario/esattore, della cartella esattoriale entro cinque anni dalla notifica del verbale.

Entro 30 giorni dal ricevimento della cartella esattoriale, è possibile fare ricorso al Giudice di Pace, ma solo per i vizi concernenti la cartella stessa e la sua notifica, nonché la notifica del verbale.

Il mancato pagamento della cartella esattoriale comporta la riscossione forzata e il successivo pignoramento.

Chi non volesse procedere al pagamento decidendo invece di contestare la contravvenzione, deve presentare ricorso al Prefetto o al Giudice di pace. Vediamoli.

Ricorso al Prefetto

Si presenta all’Ufficio Territoriale di Governo competente per territorio, personalmente o mediante raccomandata con avviso di ricevimento, entro 60 giorni, al comando da cui dipende l’agente accertatore. Il ricorso in tal caso deve essere redatto e presentato in carta semplice.

Dopo aver presentato il ricorso contro il verbale di contestazione, il ricorrente deve esclusivamente attendere l’esito che verrà comunicato con ordinanza. Sessanta giorni di tempo sono a disposizione dell’organo di polizia per trasmettere il ricorso, debitamente istruito delle controdeduzioni, alla prefettura, la quale dispone di ulteriori 120 giorni per emanare l’ordinanza, da notificare al ricorrente entro 150 giorni. Il ricorrente per far valere le ragioni del suo ricorso contro la contravvenzione, può non solo allegare a questo ricorso idonea documentazione, ma anche chiedere l’audizione personale.

Se il ricorso viene rigettato, l’importo della sanzione da pagare raddoppia, oltre alle spese di procedimento.

Ricorso al Giudice di pace

In alternativa al ricorso al Prefetto, il soggetto che ha ricevuto il verbale può ricorrere anche dinanzi al Giudice di Pace del luogo in cui è stata commessa la violazione al Codice della strada. Il ricorso in tal caso va presentato entro 30 giorni, a differenza dei 60 per il ricorso al prefetto, sempre dal giorno della contestazione su strada o dalla notifica della contravvenzione, sempre che non sia stato effettuato il pagamento in misura ridotta nei casi consentiti. Il ricorso al Giudice di pace può essere proposto anche dopo l’esito negativo del ricorso al Prefetto, entro 30 giorni dalla notifica dell’ordinanza di quest’ultimo. Il ricorso contro il verbale presentato al giudice di pace, in carta semplice, va depositato presso la cancelleria dello stesso giudice o inviato per posta raccomandata, pagando il contributo unificato (va effettuato al momento del deposito).

Processo Civile - 1° Grado

Valore della Causa                                                                Contributo

Fino a € 1.100,00                                                                     € 37,00

Superiore a € 1.100,00 e fino a € 5.200,00                        € 85,00

Superiore a € 5.200,00 o sanzioni non pecuniarie          € 206,00

Il ricorrente deve comunque presenziare all’udienza, pena l’annullabilità del procedimento. Per poter ricevere le informazioni necessarie (ad esempio, la data fissata per l’udienza), se non si è residenti, è necessario domiciliarsi entro l’area operativa dell’Ufficio del Giudice di pace dove è stato presentato ricorso o, in alternativa, fissare presso la cancelleria il domicilio e poi informarsi costantemente, anche via telefono, sull’andamento della pratica.

Il Giudice di pace fissa l’udienza per il contraddittorio tra le parti.

In caso di rigetto del ricorso il Giudice di pace convalida il verbale di contestazione può - non deve come il Prefetto – indicare in sentenza l’importo da pagare che potrebbe essere quello originario indicato nell’atto oggetto del contendere, oltre alle spese di giudizio, se non compensate.

 

Il dottor Maurizio Fabris è Assistente Capo della Polizia di Stato - Ufficio Verbali - Sezione Polizia Stradale Gorizia

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