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Progetto presentato in municipio

Attualità
30 dicembre 2013

Nuovi alberi per la città di Trieste

di Rosanna Ferfoglia
Tracciate le linee guida del piano di rinnovo del patrimonio arboreo cittadino. Si parte dal censimento delle alberature.
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Una fase della conferenza stampa di presentazione
Attualità
30 dicembre 2013 di Rosanna Ferfoglia

150mila alberi su tutto il territorio comunale, compresi i parchi urbani Farneto, Villa Giulia, Strada Vicentina. Un patrimonio arboreo di cui sono state censite 16mila piante, costantemente monitorate dal 2000, con l’affidamento periodico di un servizio di ingegneria arborea per l’aggiornamento dello stato fitosanitario. Ogni anno il Comune, in base alla verifiche effettuate, provvede a sostituire le alberature risultate pericolose – cioè quelle in classe D – riferimento della scala convenzionale di valutazione della stabilità delle alberature; per queste si rende necessario un sollecito abbattimento poiché ogni intervento di risanamento e/o messa in sicurezza è ritenuto vano, rappresentando un elemento di pregiudizio alla pubblica incolumità. Così si esprime la classificazione della pianta in classe D in base alla V.T.A.: “tutte le piante che per difetti morfologici e strutturali devono considerarsi statisticamente ad alto rischio di caduta. Per questi soggetti, la cui prospettiva di vita è gravemente compromessa, ogni intervento di risanamento risulterebbe vano. Le piante appartenenti a questo gruppo devono essere sostituite”.

Pertanto allo scopo di garantire la pubblica incolumità e l’integrità del patrimonio arboreo, il Comune di Trieste mediamente sostituisce 150 alberature all’anno, che sulle 16.000 piante censite, rappresenta circa l’1%.

La metodologia “Visual Tree Assesment” ( V.T.A.) prevede, per ciascuna pianta, una analisi visiva con la quale si individuano i sintomi esterni che possono presupporre difetti gravi interni; di seguito, in relazione a quanto emerso da questa analisi, si procede, se necessario, ad una analisi strumentale utilizzando un trapano elettronico (Resistograph) per meglio quantificare il danno emerso dall’indagine visiva e stabilire  così il grado di sicurezza in base alla scala Failure Risk Classification - F.R.C.)

Le ultime verifiche, effettuate negli anni 2012-2013, hanno evidenziato un numero consistente di piante da sostituire leggermente superiore alla media degli anni passati in quanto queste hanno preso atto di un patrimonio arboreo (costituito sostanzialmente da platani, ippocastani e bagolari) molto degradato e anche vetusto che si trova concentrato in alcune vie. Le criticità rilevate sulle alberature sono legate al fattore sicurezza in quanto localizzate in zone molto trafficate. Si tratta di un numero di circa 89 alberi per il 2012 e 240 alberi per l’anno 2013 di varia dimensione (grandi, medi e piccoli ) comprendenti anche alberi di recente impianto che non hanno attecchito correttamente. Per garantire il raggiungimento degli obiettivi sopraccitati, nei prossimi mesi, è prevista la sostituzione di queste alberature  procedendo all’abbattimento obbligato delle piante classificate in classe D con priorità per quelle di maggior dimensione e localizzate nei luoghi più altamente frequentati, sia a livello veicolare che pedonale, come ad esempio viale Miramare, via Rossetti, viale XX Settembre, via Flavia, via Carnaro, via Caboto e in alcuni giardini pubblici, in primis il giardino pubblico de Tommasini.

Come stabilisce il Regolamento del Verde Pubblico ogni pianta abbattuta sarà sostituita con una nuova pianta, posta nello stesso sito e della stessa specie arborea.

È quanto emerso dalla conferenza stampa tenutasi in Municipio, alla presenza del sindaco Roberto Cosolini, dell’assessore al Verde Pubblico Andrea Dapretto, del direttore di Servizio Antonia Merizzi, dell’agrotecnico Andrea Biro Zoltan, del perito agrario Renato Ravara e dell’ingegner Giovanni Zvara.

“È fuori discussione che gli alberi sono un prezioso patrimonio collettivo, determinante per la loro funzione in ambito urbano e non – ha sottolineato l’assessore Dapretto – sia per quanto riguarda la qualità della vita, che per le loro funzioni ecologiche e per la qualità del paesaggio. Ciò determina una crescente sensibilità soprattutto sul tema degli abbattimenti, o meglio sostituzioni, a maggior ragione quando si tratta di alberi di grande dimensione, ed esposti alla bora, allo smog e a malattie che nel tempo li deteriorano. La cittadinanza quindi è portata a difendere il patrimonio arboreo, e l’Amministrazione d’altro canto, pone l’accento sulla necessità della salvaguardia e della prevenzione. Anche il nuovo Regolamento del Verde, prossimo all’approvazione, segue queste linee guida. Si tratta perciò – aggiunge Dapretto – di un percorso necessario, proprio con la volontà di mantenere il patrimonio arboreo con nuove piantumazioni in un’azione continua di monitoraggio supportato da analisi attente e scientifiche da parte del Verde Pubblico, soprattutto in aree più sensibili e a rischio per la sicurezza e l’incolumità dei cittadini. Continueremo ogni anno in questa operazione di censimento delle piante, e sempre di più. Prossimamente ne saranno censite 4-5mila”.

Il Sindaco Cosolini, ringraziando gli uffici per il complessivo lavoro svolto, ha posto l’accento sul fatto che “la sicurezza delle persone, dei cittadini è la priorità assoluta, quindi va tutelato il patrimonio naturale arboreo impiantando piante giovani che cresceranno nel tempo, sostituendo alberi che, al di là del fattore sicurezza, sarebbero condannati a fine rapida nel tempo. E soprattutto mettiamoci in guardia dalle solite semplificazioni e banalizzazioni. Spesso i giudizi sulla salute e la stabilità degli alberi si basano sull’aspetto esteriore, un dato insufficiente che invece va verificato attraverso esami specifici per rilevare effettivi danni strutturali con tecniche scientifiche. Pertanto è stato fatto un lavoro attento, rigoroso, nell’interesse dell’incolumità delle persone e delle cose e come scelta di investimento e di conservazione attraverso il rinnovo del nostro patrimonio arboreo”.

“Dopo ampia e scrupolosa disamina – ha spiegato il direttore Merizzi – gli uffici procederanno agli abbattimenti e sostituzioni in base a dimensioni e collocazioni, relativamente alle parti più trafficate e pericolose. Un’indagine visiva, in cui vengono presi in considerazione tutti gli aspetti (contesto in cui vive, età, cedimenti, classificazione di rischio ecc) e strumentale, oggettiva, realizzata con strumentazioni che controllano radici e fusto della pianta e che non lasciano dubbi sulla vulnerabilità della stessa. Quando la pianta ricade in classe D, significa che va sostituita con una nuova pianta, in salute. Qundi si procede ad un’analisi riepilogativa: quanti alberi vanno potati in una singola via o abbattuti. La nuova messa a dimora non può essere effettuata contestualmente ma dopo un lasso di tempo. E’una metodologia adottata da oltre vent’anni in Italia e con documentazioni indiscutibili esistenti. Siamo in contatto anche con la Sovrintendenza per gli aspetti legati ai vincoli paesaggistici”.

“12-14 persone all’anno muoiono per schianti di alberi – ha evidenziato l’agrotecnico Biro Zoltan – perciò è molto importante effettuare valutazioni precise che sono state condivise con i tecnici del Comune. Oggi, le condizioni in cui vive un albero in città sono molto diverse dal passato, a causa di molteplici fattori esterni, dallo smog alle infestazioni da funghi che creano disagio e disturbo alla pianta, che certamente vive meglio in zone non urbane, fuori città, e non superando i 70 anni di età. Qualche esempio lo abbiamo in Rotonda del Boschetto o nel grande leccio del Castello di Miramare. Anche sulle Rive i numerosi lecci vivono bene”.

“E in quanto a metodologia, a Trieste siamo stati i primi a sperimentare con successo il sistema per contrastare la Cameraria Ohridella poi applicato in tutta Italia” – ha detto il perito agrario Ravara.

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