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Operazione della Guardia di Finanza

Attualità
29 ottobre 2019

Trieste, scoperto giro di mazzette in A.N.A.S.

di redazione (fonte Guardia di Finanza)
Nei guai due dirigenti: hanno ricevuto prebende per 65.000 euro da un imprenditore triestino. Indagate sette persone, coinvolte tre società. Sequestrati 640.000 euro
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Attualità
29 ottobre 2019 di redazione (fonte Guardia di Finanza)

L’operazione «strade salate» condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Trieste - sotto le direttive del sostituto assegnatario, Cristina Bacer, e il coordinamento del Procuratore di Trieste, Carlo Mastelloni - ha fatto emergere un diffuso sistema di frode e illeciti nell’esecuzione di appalti per servizi di manutenzione strade, pronto intervento, sgombero neve e spargimento sale, in cui la stazione appaltante - l’A.N.A.S. S.p.A. - è risultata truffata per oltre 500.000 euro.

Secondo gli inquirenti, il disegno criminoso sarebbe stato realizzato grazie alla collusione tra il direttore operativo della partecipata pubblica - responsabile esecutivo delle gare - e l’amministratore di una S.r.l. triestina appaltatrice di cui peraltro il primo è stato già dipendente in passato. Le indagini hanno rivelato come sia stata sistematicamente «gonfiata» la rendicontazione di lavori e di interventi da quest’ultima effettuati, in quanto fondata su una «doppia contabilità», abilmente occultata, ma poi rintracciata e decodificata dagli investigatori.

Al fine di non farsi sfuggire tutto l’importo fissato dal Bando di gara - trattandosi di interventi, per loro natura, non programmabili - la società triestina ha infatti consuntivato ad A.N.A.S. le attività manutentive sulle strade regionali in numero maggiore di quelle realmente eseguite oppure inserendo, in tutto o in parte, dati fittizi sugli impieghi di mezzi strumentali e di personale. Dai riscontri incrociati è emerso che taluni operai si trovavano in posti diversi e non certamente sul posto di lavoro: ad esempio, alcuni in ferie, anche in Croazia, altri a una festa di matrimonio in Sicilia. Quelli di un’altra società indagata, del bellunese, aggiudicataria di un appalto per pronto intervento, benché presenti in cantiere secondo i rapportini giornalieri, hanno invece univocamente dichiarato di non aver mai lavorato sulle strade del Friuli Venezia Giulia.

L'ammontare complessivo dei reali costi sostenuti alla luce degli accertamenti è risultato sempre inferiore all'importo di aggiudicazione della gara, soprattutto in relazione agli appalti di sgombero neve, dove gli effettivi interventi degli addetti sono stati di entità significativamente inferiore rispetto a quanto rendicontato.

A fronte degli indebiti guadagni conseguiti, l’amministratore della S.r.l. in questione – come emerso dai documenti setacciati dagli inquirenti – ha pagato «mazzette» al direttore operativo e a un altro dirigente dell’Ente, per aver “chiuso gli occhi” dinanzi agli illeciti perpetrati, sotto forma di ristrutturazione di un appartamento, fornitura e posa in opera di finestre e installazione di impianto di riscaldamento, per un controvalore complessivo di 65.000 euro.

Dieci i denunciati a vario titolo: gli amministratori della S.r.l. e di altre due imprese sub appaltatrici nonché i due funzionari pubblici di AN.A.S., per concorso in «truffa aggravata», «falso ideologico in atto pubblico» e «corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio».

Le tre aziende coinvolte sono state segnalate per responsabilità amministrativa degli Enti di cui al D.Lgs 231/2001. In considerazione del solido quadro probatorio è stato eseguito - su provvedimento del G.I.P. del Tribunale di Trieste - il sequestro preventivo «per equivalente» di complessivi 640.000 euro nella disponibilità degli indagati, frutto degli illeciti consumati nell’arco temporale dal 2014 al 2017.

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