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Osiride Brovedani

Società
18 settembre 2019

La fiducia di riuscire

di Claudio Pizzin
Nella sua Casa Museo di Trieste rivivono i ricordi di una vita incredibile, tra geniali intuizioni e momenti difficili da dimenticare. Che la Fondazione a lui dedicata tramanda nel tempo
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L'immagine di Osiride Brovedani sulla sede della Fondazione a Gradisca (ph. C. Pizzin)
Società
18 settembre 2019 di Claudio Pizzin Image

Imprenditore e benefattore. Comprendere chi è stato Osiride Brovedani (Trieste, 11 febbraio 1893 – 2 luglio 1970) non è cosa semplice, perché per farlo è necessario studiare la sua complessa personalità. Tuttavia per penetrare nel suo mondo occorre nominare due sue creature: la Fissan e la Fondazione Brovedani.

In esse si racchiude, in un certo senso, tutta la vita di un uomo, che, dopo aver raggiunto l’apice della sua attività creativa e produttiva nella Fissan, si è voluto ricordare di quella che era stata la sua base di partenza ardua, difficile e sofferta, che lo indusse, in uno slancio di umana solidarietà e altruismo, a voler risparmiare a quanti più giovani poteva le sue sofferenze e offrire loro la sua esperienza per affrontare la vita con quella serenità e sicurezza che a lui erano mancate.

Nato in una modesta famiglia, composta dal padre Giovanni, impiegato all’Ufficio Esattoriale Comunale, dalla madre Noemi casalinga e dalle due sorelle maggiori Aristea e Armida, si impegnò fortemente negli studi fino a quando, mentre frequentava la seconda liceo scientifico, fu costretto a interromperli per aiutare, con il suo lavoro, il padre che non riusciva a sostenere la famiglia. Suo primo impiego fu il galoppino tuttofare al giornale Il Piccolo. In seguito, grazie alla sua versatilità e intelligenza, riuscì a passare da correttore di bozze a critico d’arte nel giornale Il Lavoratore, che meglio esprimeva in quel tempo la sua ideologia politica. Nel frattempo non smise mai di studiare per conto proprio, spinto da una grande curiosità di conoscere e di sapere.

Nel 1930 Osiride Brovedani ottenne dal dottor Arthur Sauer, medico tedesco inventore della Pasta di Fissan, la concessione per la commercializzazione del prodotto e, successivamente, dalla Deutsche Milchwerke di Zwingenberg, anche quella per la produzione. Il nome Fissan è una sintesi latina da un imperativo categorico “Fissuram Sanare”: sanare le screpolature.

Iniziò in uno scantinato nel rione di San Giacomo, installando un piccolo laboratorio che diede vita alla ditta “Osiride Brovedani”. Ottenne poi anche la licenza per la “polvere aspersoria Fissan”. Osiride non si limitò a essere il titolare della sua ditta: divenne chimico, tecnico, propagandista medico, pubblicitario, venditore e… distributore. La Pasta di Fissan veniva inserita in tubetti di alluminio e confezionata in astucci muniti dell’immancabile bugiardino. Tale confezionamento era affidato alle famiglie del rione di San Giacomo, ma la merce veniva consegnata e poi ritirata da lui stesso in bicicletta. Brovedani promuoveva i prodotti Fissan contattando direttamente i medici, tanto che pasta e polvere venivano da loro prescritte. Pur non essendo chimico elaborò la formula di due prodotti, Inavit e Inavit Base, che si rivelarono estremamente efficaci nell’azione di normalizzazione della pelle alterata; entrambi ebbero l’autorizzazione del Ministero della Sanità. Si occupò inoltre di una pomata per emorroidi e della Stria Fissan, preparato avveniristico per le smagliature.

Lo scadere della concessione coincise con i 72 anni di Brovedani. La casa madre aveva all’epoca deliberato la costruzione di un nuovo stabilimento nella zona industriale di Trieste e gli propose l’incarico di amministratore, che lui accettò. Dopo la sua morte, la moglie Fernanda affidò a Raffaele De Riù, di cui assieme al marito aveva apprezzato le qualità, il compito di amministrare la Fissan.

Lo stabilimento Fissan si ingrandì sotto la nuova guida aziendale e, anche attraverso la ricerca e grazie a nuovi impianti e tecnologie, la produzione fu ampliata con una vasta gamma di nuovi articoli per la cura della persona. Questo successo imprenditoriale contribuì a dare compimento alle ultime volontà della signora Fernanda Brovedani. La Fondazione nacque infatti nel 1973 per sua volontà testamentaria, realizzando così il desiderio espresso in vita dal marito di dare un’istruzione ai ragazzi che provenivano da famiglie disagiate: venne eretto un Convitto a Gradisca d’Isonzo – località scelta dopo una ricerca sul territorio regionale – in cui si offriva gratuitamente accoglienza a ragazzi orfani anche di un solo genitore, in età compresa fra i 6 e i 21 anni, provvedendo alle loro esigenze per l’intero ciclo della formazione scolastica in scuole pubbliche, fino agli studi superiori, secondo una concezione assistenziale libera da schemi tradizionali. Presidente a vita della Fondazione venne nominato Raffaele De Riù, sempre per volontà testamentaria della signora Fernanda.

Usciti gli ultimi ragazzi, la struttura venne destinata all’accoglimento di persone anziane. «A volte – racconta Lorena Blanch, Responsabile di Struttura della Fondazione Brovedani – l’avvento di una nuova normativa costringe a rivoluzionare i propri progetti, ma quello della Fondazione è un intento di amore e questo non può essere modificato».

La Casa Albergo offre ospitalità gratuita a persone sole, di cittadinanza italiana, di età superiore ai 66 anni, autosufficienti con un reddito che non garantisca una completa situazione di benessere. «Diventare anziano – conclude Blanch – vuol dire subire cambiamenti significativi e ritrovarsi a mettere in gioco nuovamente il proprio senso di identità: la Casa Albergo si propone di migliorare la qualità della vita dei suoi ospiti offrendo, a titolo completamente gratuito, oltre a vitto e alloggio, tutti gli altri servizi accessori che consentono di condurre una vita autonoma all’interno di un ambiente comunitario per allontanare la solitudine e rallentare il declino della persona».

II museo

Il Museo Casa di Osiride Brovedani è stato concepito come un ritorno alle origini. È dallo stabile di via Alberti 6 a Trieste, infatti, che tutto è iniziato. È lì che Osiride abitava con la moglie Fernanda, ed è nel salotto di casa sua che riceveva gli appuntamenti di lavoro, trasformando il tavolo della sala da pranzo in scrivania. Ma soprattutto è nello scantinato che nacque la Fissan, nel 1930.

L’obiettivo del Museo è diventare un luogo della memoria per far conoscere la figura di Osiride Brovedani ai cittadini e soprattutto ai giovani e ai ragazzi delle scuole. Inaugurato l’11 febbraio 2013, precisamente a 120 anni dalla nascita del “signor Fissan”, è stato sottoposto a un riallestimento e ampliamento degli spazi e riaperto al pubblico il 19 settembre 2017. L’esposizione si snoda attraverso cinque ambienti, organizzati in senso cronologico e contraddistinti da sfumature cromatiche diverse. L’allestimento offre al visitatore i momenti salienti della vita di Osiride Brovedani: dall’infanzia al lavoro come giornalista, passando per il primo stabilimento Fissan, quello appunto nello scantinato dello stabile stesso, fino all’emozionante spazio dedicato all’esperienza della deportazione, per poi tornare al mondo libero post conflitto, denso di ritrovata vitalità.

Appartengono a questo ultimo periodo l’amore per la fotografia e la montagna, e l’incredibile espansione dell’azienda Fissan. E poi gli anni ’70 e ’80, con la costituzione della Fondazione, il Convitto e la Casa Albergo.

L’ingresso al museo “Casa di Osiride Brovedani” è gratuito. Ingresso accessibile da via San Marco (con ascensore). Per prenotare una visita guidata fuori orario e per le visite di gruppo contattare il numero 366 6766799 oppure scrivere a museo@fondazionebrovedani. it. Orari di apertura: martedì 15–18, giovedì 10–13, domenica 10-13 (ogni prima e terza domenica del mese).

La Fondazione

Nel corso degli anni l’aspetto giuridico della Fondazione si è modificato. Inizialmente costituitasi come Istituzione Pubblica di Assistenza e Beneficenza (IPAB), nel 1996 è stata riconosciuta la personalità giuridica di diritto privato e nel 1998 la Fondazione è stata iscritta all’anagrafe delle Organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS). L’organigramma della Fondazione conta una trentina di dipendenti, che provvedono alla gestione sia dell’attività della Casa Albergo di Gradisca, del Museo di Trieste e del patrimonio della Fondazione. Sono suddivisi in quattro aree: direzione, attività amministrativa, servizi socio-assistenziali e servizi alberghieri e generali. L’impostazione gestionale, concepita con criteri organizzativi e finanziari del tutto nuovi, rendono la Fondazione autosufficiente e quindi non legata a sovvenzioni o ad altri assoggettamenti.

L’attuale Consiglio d’Amministrazione è così composto: Raffaele De Riù, presidente nominato a vita; Loredana Bruseschi Samengo, vicepresidente in carica e consigliere nominata a vita; Monica De Riù, consigliere eletta dal CdA; Rita Ravalico Fenzi, consigliere designata da Soroptimist Club Trieste; Rino Russian, consigliere nominato a vita; Gianfranco Sinagra, consigliere nominato a vita; Marco Stener, consigliere designato dal Rotary Club Muggia; Paolo Volli, consigliere eletto dal CdA.

 

Contatti:

Fondazione Osiride Brovedani onlus, via Eulambio 3 – Gradisca d’Isonzo. Tel. 0481 967511 – www.fondazionebrovedani.it Sede legale: via Alberti 6 – Trieste

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