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Progetto Sport, Emozioni e Cervello

Sport
13 dicembre 2013

Insegnare facendo attività fisica

a cura della redazione
Un percorso tra la SISSA e la Provincia di Trieste mira a sviluppare l'attività motoria tra gli studenti.
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La correlazione tra sport e apprendimento è ormai un dato acquisito
Sport
13 dicembre 2013 della redazione

Insegnare facendo attività fisica è l’obiettivo del progetto Sport, Emozioni e Cervello, iniziativa promossa dalla Sissa e sostenuta dalla Provincia di Trieste per l’anno 2013-2014.

Sono cinque gli istituti scolastici superiori – Deledda, Galilei, Dante, Petrarca, Slomsek – coinvolti nelle diverse attività previste dal progetto e cioè un seminario di aggiornamento per insegnanti, il laboratorio di formazione di tutor per l’educazione tra pari,  l’elaborazione di prodotti innovativi e creativi da parte dei ragazzi per la trasmissione dei contenuti del laboratorio al resto dei compagni di scuola.

L’evento conclusivo, denominato Festa dello Sport, si svolgerà all’aperto con l’incontro di tutti gli studenti-tutor dei vari istituti di provenienza. La finalità dell’intero progetto, enfatizzata dalla modalità didattica generale e dall’uso di un tipo di informazione scientificamente accreditata e obiettiva, consiste nel facilitare l’interiorizzazione della pratica sportiva come stile di vita permanente dell’individuo, attraverso l’acquisizione delle conoscenze sul cervello e sul rapporto che intercorre tra funzioni somatiche, facoltà mentali, controllo emotivo.

Contenuti principali del laboratorio. 
Il tema centrale dell’intero progetto e del Laboratorio di formazione consiste nel mostrare e raccontare i modi in cui l’esercizio fisico è cruciale nell’orientare e organizzare la maniera in cui pensiamo, sentiamo. In particolare si spiegherà: 

1. Il modo in cui l’esercizio interviene nella costruzione delle basi neuronali dell’apprendimento e della memoria. Ricerche condotte nel primi anni del 2000 hanno individuato una correlazione positiva tra sport e apprendimento, valutata durante la somministrazione di test di valutazione dell’intelligenza (Sibley et al, 2003), dei tempi di reazione (Hillman et al, 2003), e apprendimento del vocabolario (Winter et al, 2007). Individui che conducono uno stile di vita attivo, ottengono perciò migliori prestazioni in compiti che coinvolgono il ragionamento logico, la memoria di lavoro, il vocabolario e i tempi di reazione rispetto a soggetti sedentari (Colcombe et al, 2003).

2. Come equilibra le funzioni emotive e migliora lo stato dell’umore. Un largo corpo di ricerche mostra che l’attività fisica e il movimento sarebbero in grado di modificare la funzione del sistema di neurotrasmettitori, le sostanze che all’interno del cervello permettono la conduzione o il blocco dei segnali nervosi e modulano i livelli di attività dei neuroni. I primi studi collegano i benefici della corsa a un incremento della concentrazione degli oppioidi endogeni, sostanze prodotte dal cervello stesso con potente effetto antidolorifico, ansiolitico e euforizzante (Sforzo et al, 1986). L’attività motoria attiva inoltre il sistema delle monoamine (Chaouloff, 1989), il complesso dei neurotrasmettitori, tra cui dopamina e serotonina, che sembra regolare il tono dell’umore e che è al centro della neurobiologia dei processi emotivi.

3. In che maniera riduce e mantiene a freno l’ansia, perché e come fa da presidio preventivo contro stress e depressione. Il gruppo Cochrane ha recentemente passato in rassegna un corpus di ricerche che dimostrerebbero gli effetti dello sport nel trattamento della depressione. L’articolo riporta le scoperte di 32 diversi esperimenti nei quali l’esercizio viene comparato sia a trattamenti standard, con psicofarmaci e psicoterapia, che a trattamenti con un placebo (cioè finti farmaci, senza nessuna azione sul cervello) in soggetti adulti (dai 18 anni in poi) con diagnosi di depressione (Rimer et al., 2012). L’esercizio fisico sembrerebbe migliorare i sintomi depressivi e può essere quindi paragonato agli effetti dei farmaci, dal momento che innalza il livello delle endorfine e regola tutti i neurotrasmettitori bersaglio degli antidepressivi.

L’esercizio fisico sembra elevare immediatamente i livelli di noradrenalina e potenzia la dopamina, migliorando la sensazione di benessere e la motivazione al fare. Inoltre, riduce i livelli del cortisolo, l’ormone dello stress (Duclas et al., 2003) esercitando un’influenza sul tono dell’umore e il livello dell’autostima. Effetti benefici e positivi dello sport sono stati scoperti anche nel trattamento del disturbo dell’ansia. I circuiti cerebrali dei disturbi dell’ansia sembrano coinvolgere una struttura profonda del cervello che si chiama amigdala, principale stazione di elaborazione degli stimoli associati alla paura. Inoltre, sembrano essere interessati anche l’ippocampo e la corteccia prefrontale, proprio come accade per la depressione. Ecco quindi che già da molti anni è stato stabilito che l’esercizio aerobico lavora immediatamente per allontanare stati ansiosi.

La formazione di giovani tutor per la peer-education. Di cosa si tratta? L’educazione tra pari consiste in un approccio, una metodologia, una strategia educativa in cui il cambiamento, la conoscenza, l’insegnamento, la formazione vengono promosse dai pari, ossia tra individui che per età, situazione sociale, culturale o altre caratteristiche, hanno una condizione uguale o analoga agli altri a cui si rivolgono. Il peer educator, in questo progetto, è la persona che più di qualsiasi formatore o insegnante adulto condivide e usa il sistema di valori e di simboli dei giovani, vive le stesse inquietudini e emozioni, è in grado di accedere ai linguaggi e di conseguenza possiede reali capacità di stabilire una relazione di contatto, ascolto e fiducia con gli individui con cui entra in un rapporto comunicativo e educativo.

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