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A Stübing e Vorau

Turismo
05 dicembre 2013

Stiria, due compleanni da non dimenticare

di Anna Pugliese
Un museo e un monastero festeggiano ricorrenze speciali: l'occasione migliore per un viaggio affascinante, tra memoria e presente.
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Il monastero di Vorau
Turismo
05 dicembre 2013 di Anna Pugliese

L’Osterreichisches Freilichtmuseum di Stübing è un museo all’aria aperta di 60 ettari circondato da splendidi boschi di larici e abeti, mughi e pini neri. Un museo che quest’anno compie 50 anni, ma che continua a crescere, originale, anzi unico, e divertente.

Raccoglie 96 edifici rurali tra i più rappresentativi dell’Austria. Ed è un museo vivo, ricco di iniziative, coinvolgente, dove si può imparare a filare la lana, dove si assiste alla mungitura delle capre, dove si ammirano gli anziani impegnati nella lavorazione dei cestini di rametti di nocciolo. Dove, semplicemente, pare di essere immersi in un mondo contadino autentico, rispettoso dell’ambiente e della natura. Perché ogni zona del museo sembra davvero abitata. Gli orti sono coltivati, le case sono aperte, gli empori sono veri negozi, la biblioteca è un bookshop, gli edifici più ampi ospitano mostre tematiche sempre affascinanti, la gasthaus è un punto di ristoro dove gustare i sapori del territorio e nelle stalle ci sono gli animali. Tutt’intorno, poi, c’è un mondo da scoprire. È quello della memoria architettonica rurale austriaca. Perché Stübing raccoglie gli edifici tradizionali di tutta l’Austria. Superato l’ingresso si entra subito nell’area dedicata al Burgenland, con le sue casette basse in pietra, con il tetto di paglia. Qui si trovano anche il primo mulino e il battitoio, la segheria e la corderia. È tutto aperto, per permettere agli ospiti di scoprire strumenti ormai introvabili, di toccarli con mano, di provare a farli funzionare.

Dal Burgenland si passa alla Carinzia: gli edifici sono più grandi, in muratura. Ci sono abitazioni ma anche un forno, la fucina del fabbro, il giardino delle erbe, coltivato con gran cura e profumato di menta e aneto. Sul lato sinistro del sentiero, poi, le case stiriane. Si passa dalle baite tutte in legno, piccole e raccolte, alle possenti stalle in muratura, con il tetto in paglia, sino ad arrivare a  una scuola, bellissima, arredata di tutto punto, con tanto di banchi, lavagna, libri e quaderni d’epoca, appoggiati sulla cattedra.

Proseguendo si passa all’Alta e alla Bassa Austria. Qui si trova anche un vasto campo coltivato secondo le regole della permacultura, un processo di sviluppo ecologico e coordinato di agricoltura, allevamento e silvicultura. Poi, più avanti, i masi del Sudtirolo e quindi le baite tirolesi e quelle, splendide, del Voralberg, tutte ricoperte di scandole di legno. Poi, avendo ancora un po' di tempo, ci si può concedere una visita alle esposizioni dedicate a “I mezzi di trasporto e gli strumenti contadini” e “I tempi da ricordare”. Propongono attrezzature a dir poco sorprendenti. Che confermano il detto “contadini, scarpe grosse e cervello fino” (http://www.freilichtmuseum.at).

 

Compie gli anni, ben 850, anche il monastero agostiniano di Vorau, fondato nel 1163. Per questo importante compleanno la chiesa dell’abbazia, in puro stile barocco, è stata completamente restaurata: gli affreschi ora sfoggiano colori vivaci, vividi, l’organo ha un suono più puro, suadente, e gli stucchi dorati che decorano la rappresentazione della Gloria di Dio, sulla cupola, risplendono come fossero illuminati dal sole. Brilla di nuova luce anche la preziosa sacrestia, il capolavoro di Johann Cyriak Hackhofer, eseguita tra il 1715 e il 1716.

Sulle pareti viene raccontata la storia di Cristo, mentre sul soffitto l’uso sapiente dei colori crea delle immagini sorprendenti, illusionistiche: Cristo è seduto sull’arcobaleno, come fosse su un trono, circondato dai santi e dagli angeli adoranti.

Nella visita, poi, non può mancare una puntatina alla meravigliosa biblioteca, sempre in stile barocco: raccoglie dei veri tesori, come 415 manoscritti del IX secolo e 206 incunaboli. In tutto i volumi conservati a Vorau sono più di 40.000

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