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Operazione della Guardia di Finanza

Attualità
15 ottobre 2018

Pordenone, false dichiarazioni sui redditi percepiti: 83 denunciati

di redazione (fonte Guardia di Finanza)
Scoperte indebite ammissioni al patrocinio a spese dello Stato. Già avviate le procedure per il recupero delle somme liquidate
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Il comando della Guardia di Finanza di Pordenone (ph. Sala stampa GdF)
Attualità
15 ottobre 2018 di redazione (fonte Guardia di Finanza)

Nell’ambito dell’ordinaria attività di vigilanza a tutela delle procedure attinenti la spesa pubblica, il Comando Provinciale Guardia di Finanza di Pordenone ha avviato un monitoraggio su soggetti ammessi al cosiddetto “patrocinio a spese dello Stato”, ovvero un istituto agevolativo destinato a garantire una adeguata tutela legale e difensivistica nei procedimenti giudiziari a favore dei soggetti meno abbienti.

Il gratuito patrocinio, disciplinato dal “testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia” (D.P.R. 30 maggio 2012, n. 115), viene concesso a seguito della presentazione di apposita domanda, corredata da un’autocertificazione sulle condizioni reddituali del richiedente e del proprio nucleo familiare che non devono superare, per importi, precise soglie periodicamente stabilite dal legislatore. La successiva ammissione all’istituto compete, ordinariamente, nel processo penale al Magistrato davanti al quale pende il processo, mentre, nell’ambito del processo civile, amministrativo, contabile e tributario al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati. L’agevolazione consente il rimborso degli onorari dovuti ai legali incaricati della difesa dell’imputato/convenuto e lo sgravio del pagamento delle spese processuali (tasse, bolli e diritti di cancelleria), le cui entità sono proporzionali alla tipologia e durata del processo e all’eventuale sviluppo dello stesso nei vari gradi di giudizio.

Al fine di evitare possibili abusi, la richiamata normativa prevede specifici controlli, demandati all’Agenzia delle Entrate e alla Guardia di Finanza, tesi alla verifica dei presupposti legittimanti l’ammissione al beneficio. Nel corso delle richiamate attività ispettive, poste in essere nella provincia da parte della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Entrate nell’ultimo semestre, sono state complessivamente denunciati alla Procura della Repubblica di Pordenone 83 soggetti che risultavano essere stati ammessi al patrocinio a spese dello Stato (e in alcuni casi aver già usufruito delle agevolazioni che ne derivano) sulla scorta di documentazione attestante un importo complessivo dei redditi non veritiero rispetto alla loro reale situazione, fattuale o dichiarativa; oppure aver omesso, negli anni successivi all’ammissione, di comunicare incrementi reddituali comportanti il superamento dei limiti imposti dalla normativa e che, conseguentemente, avrebbero determinato l’immediata sospensione del beneficio.

In questi casi trova applicabilità una specifica fattispecie di falso, prevista dal Testo Unico, che sanziona tali condotte con la reclusione da uno a cinque anni e la multa da 309,87 a 1.549,37 euro. Parallelamente, sono state avviate le procedure per la sospensione del beneficio e il recupero delle somme pubbliche indebitamente liquidate o erogate. 

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