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Bilancio di un anno di CETA

Attualità
21 settembre 2018

San Daniele, bene l'export con gli accordi di libero scambio

di redazione (fonte Prosciutto San Daniele)
Grazie all'accordo tra UE e Canada, cresciute del 35% le vendite di prosciutto verso il Paese nordamericano. Dati positivi anche per il commercio con il Giappone
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Attualità
21 settembre 2018 di redazione (fonte Prosciutto San Daniele)

A un anno esatto dall’entrata in vigore, se pur in via provvisoria, del CETA (Comprehensive Economic and Trade Agreement), il Consorzio del Prosciutto di San Daniele rinnova la sua posizione favorevole e di supporto all’accordo di libero scambio tra UE e Canada. A partire dal mese di settembre 2017, infatti, il Consorzio ha registrato dati positivi per quanto riguarda l’export in Canada, con un +35% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, oltre a un incremento del numero delle aziende esportatrici.

Con l’avvio dell’accordo, il Prosciutto di San Daniele ha ottenuto un’ulteriore garanzia per quanto riguarda la difesa della suo essere un prodotto DOP, eccellenza del Made in Italy, potendo essere esportato con la sua denominazione corretta e i relativi simboli di identificazione. Sino all’avvio di questo trattato, infatti, era impossibile a causa della preesistenza nel mercato canadese di un marchio similare registrato agli inizi degli anni 70, che obbligava il San Daniele a essere denominato “Authentic Italian Prosciutto” in quel paese.

Sul fronte export in generale, i dati di bilancio del primo semestre del 2018 vedono un incremento totale del 2,7% rispetto allo stesso periodo del 2017, con un’incidenza del 19% sul totale delle vendite.

A ulteriore conferma degli effetti positivi dell’entrata in vigore dei trattati internazionali di libero scambio, nel primo semestre 2018 la quota delle esportazioni di Prosciutto di San Daniele verso i paesi dell’Unione Europea vale circa il 55% e verso i paesi extra-comunitari circa il 45%, in controtendenza con quanto registrato nello stesso periodo del 2017. Proprio su questo fronte, è rilevante la variazione in percentuale con un +13,54% di Kg venduti per il mercato extra UE con un totale 943.840,50 Kg venduti. Lieve flessione per l’export nell’area Comunitaria, invece, con un totale di 1.175.905,50 Kg venduti.

Le vendite nei principali paesi di esportazione della DOP friulana vedono un incremento per quanto riguarda il mercato USA (+33,37%) e Svizzera (+7,38%); confermati i valori positivi della Francia e Australia, in flessione Germania e Belgio. 

Sempre in tema di accordi di libero scambio firmati di recente, l’entrata in vigore del JEFTA - accordo commerciale tra UE e Giappone per la facilitazione del commercio tra i paesi comunitari verso il Paese del Sol Levante - rappresenterebbe un ulteriore volano per il San Daniele in Giappone, che già nel primo semestre del 2018 ha registrato un aumento nelle vendite del 2,44%, rispetto al primo semestre del 2017.

Anche per quanto riguarda il mercato italiano, il primo semestre del 2018 ha registrato dati positivi, con un +5% sul numero di cosce avviate alla produzione, pari a 1.408.069 unità, rispetto allo stesso periodo del 2017. Anche la produzione di pre-affettato in vaschetta, formato che registra sempre indici positivi, ha ottenuto nei primi sei mesi del 2018 un aumento del 6,3%, sullo stesso periodo dell’anno scorso, con oltre 11.250.000 vaschette prodotte.

L’entrata in vigore del CETA e in generale di altri accordi che regolano il libero commercio tra paesi, costituisce un vantaggio positivo non solo per la DOP friulana, ma per l’intero sistema economico e dei prodotti dell’agroalimentare italiano, dando la possibilità di essere presenti nei diversi mercati e in modo tutelato”, afferma Mario Emilio Cichettidirettore del Consorzio del Prosciutto di San Daniele. “Queste opportunità permettono inoltre di contrastare con sempre più efficacia i prodotti imitazione e l’Italian sounding, in tutto il mondo”.

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