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Bernardo Secchi a Udine

Società
19 novembre 2013

"Città mal ideate provocano disuguaglianze sociali"

a cura della redazione
Il professore emerito dello Iuav non ha dubbi: "Sta aumentando la differenza tra quartieri ricchi e quartieri poveri. Urge intervenire".
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Bernardo Secchi e Mariagrazia Santoro
Società
19 novembre 2013 della redazione

Questione ambientale, diseguaglianze sociali e mobilità. Per Bernardo Secchi, professore emerito dello Iuav (Istituto universitario di Architettura) di Venezia, sono questi i problemi che la trasformazione urbana dovrà affrontare per lo sviluppo futuro, come ha confermato nell’incontro che lo ha visto protagonista, questa mattina, al Future Forum a Udine, affiancato dall’assessore regionale alla pianificazione territoriale Mariagrazia Santoro.

Sono dunque questi i pilastri della “La città nuova che verrà”, come recitava il titolo dell’incontro, perché proprio la città, ha evidenziato Secchi, va riposta al centro della pianificazione per il futuro. «Purtroppo invece – ha detto – non si mette mai la città al centro della costruzione della politica urbanistica, un gravissimo errore, non sempre innocente, di quasi tutte le classi dirigenti europee e statunitensi».

La città diventa dunque il paradigma della programmazione, come ha evidenziato anche l’assessore Santoro. E la costruzione delle politiche diventa sempre più “bottom-up” (dal basso verso l’alto), con l’ascolto e la proposta da parte dei cittadini. «Prima di dare avvio a un piano, però – ha aggiunto Secchi – è necessario avere una visione, capire e studiare le possibili alternative, intendere quali ci interessano di più e come costruirle». Per fare questo, ha evidenziato il professore, «ci vuole un lavoro interdisciplinare spinto. In questo l’urbanistica è avvantaggiata perché ha sempre rifiutato che il progresso dipenda dalla specializzazione, confrontandosi sempre, al contrario, con campi di sapere diversi». 

Politica ambientale. Per Secchi, dovrebbe dare luogo a seri progetti di  ricostruzione. «Sta venendo fuori in Europa un tema molto interessante, quello della montagna – ha detto Secchi –, si comincia a ragionare sulla montagna come una sorta di madre di tutti gli sviluppi successivi e dunque come occasione e punto di una nuova partenza». Ma politica ambientale è anche affrontare i problemi delle acque, la biodiversità, e non tanto la costruzione di parchi (considerati da Secchi «consolatori») quanto investendo in “ambiente” ogni metro quadro del territorio. 

Disuguaglianze sociali. Secchi ha citato il suo ultimo libro “La città dei ricchi e la città dei poveri”, in cui l’urbanista ha sollevato la questione, «con l’illusione, essendo uscito il libro lo scorso gennaio, di dare alcune idee a un governo che si stava formando. Ma niente, non c’è stata alcuna reazione». Nel libro Secchi evidenzia come dal 1970 le disuguaglianze sociali stiano aumentando in modo drammatico, anche in Italia. «Da sociali, stanno diventando disuguaglianze “spaziali” – ha affermato –. Parigi in questo è emblematica, con i ricchi in alcune zone e i poveri relegati in altre, con la conseguente creazione di ulteriori “ingiustizie spaziali” che ricadono sui poveri, più svantaggiati negli spostamenti, nei servizi, nell’accessibilità». 

Mobilità. Per Secchi la questione è cruciale. Ma «non serve che casa e lavoro siano più vicini, è un pensiero ottocentesco. Dobbiamo puntare su una nuova visione della società, che privilegi una mobilità capillare, diffusa, che permetta a tutti migliore e più facile accesso ai servizi di trasporto, in tutte le zone». 

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