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Gianluca Buttolo

Cultura e Spettacolo
30 maggio 2018

Il gioco della vita

di Margherita Reguitti
Il suo ultimo progetto editoriale continua a mietere successo in tutto il mondo. In esclusiva per iMagazine, l’illustratore, fumettista e scrittore friulano spiega perché
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Gianluca Buttolo, classe 1968, è nato a Udine
Cultura e Spettacolo
30 maggio 2018 di Margherita Reguitti Image

In questi tempi di tutto subito il suo passo è lento e riflessivo. I suoi progetti hanno tempi di nascita, misurati in anni, la sua determinazione non conosce l’ansia di arrivare, ma si gode il piacere dei pensieri scambiati con chi incontra sul suo cammino. L’aver scelto nella professione la qualità rispetto alla quantità ne fa un raro esempio di creativo fuori dagli schemi del business editoriale. Gianluca Buttolo, illustratore, fumettista e scrittore friulano ha un passo in apparenza lento, ma inesorabile verso la meta.

Il suo ultimo progetto editoriale Il libro di Dot (Renoir Comics, pagg. 40, euro 12) scritto a quattro mani con il premio Pulitzer Hisham Matar, scrittore nato a New York da genitori libici, dimostra la sua versatilità, la sua sete di nuove sfide. Un testo poetico, profondo, onirico e delicato, adatto a lettori di ogni età. Una storia semplice e avvincente nella quale le parole, scelte con attenzione alla musicalità del significato e alla forza di suggestione, si srotolano essenziali nel racconto del viaggio di un bimbo verso il senso di sé. Un’avventura nella quale il lettore entra e viaggia, sfogliando le raffinate tavole a colori del libro.

L’idea di scrivere questo volume a 4 mani è nata molto tempo fa sulla base di una sorta di canovaccio appena abbozzato, poi lasciata a decantare in quanto Matar è stato impegnato nel completare il suo libro Il ritorno con il quale ha vinto il prestigioso premio Pulitzer 2017 nella sezione biografie. Una narrazione della memoria, viaggio privato e storico in Libia, alla ricerca di un padre, fiero oppositore di Gheddafi, rapito, scomparso e mai più ritrovato; per la famiglia morto ma sempre vivo.

Nel frattempo anche Buttolo ha dato alle stampe La scelta, graphic novel incentrata sulla vicenda professionale e personale di Giorgio Ambrosoli, avvocato milanese che pagò con la vita l’aver svelato la grande truffa dell’impero di Michele Sindona. Una storia di valori etici e civili non negoziabili, scritti e disegnati dall’autore udinese. Anche in questo caso la storia di una perdita, della scomparsa di un uomo retto e determinato nella realizzazione delle proprie idee.

«Il libro di Dot – spiega Buttolo – è il risultato dell’incontro, abbastanza casuale, di due persone che amano essere contaminate. Il progetto è solo una parte di tanti momenti vissuti assieme, conoscendoci, scambiandoci pensieri, idee, visioni della vita, gusti musicali e tanto altro, in lunghe conversazioni via Skype o di persona a Londra, dove Matar vive. Ci siamo anche divertiti e abbiamo molto scherzato. Da questa relazione varia e intensa, senza fretta, è nata la contaminazione fra disegno e testo. Davvero un lavoro a 4 mani, in progressione per piccoli passi».

Nel libro La Scelta Buttolo aveva utilizzato il bianco e nero, giocando molto sulle ombre per raccontare il lavoro dell’avvocato milanese che aveva fatto emergere lo scandalo del Banco Ambrosiano e il suo omicidio. In questo nuovo libro il colore invece trionfa, in una complessità di piani.

«Non credevo di avere una sensibilità professionale spendibile per il colore: io stesso ne sono rimasto colpito vedendo come, dal confronto ampio e alto con Matar, sia scaturito un desiderio di sperimentare per la prima volta una tavolozza tanto ampia di toni. Direi che anche questa mia scelta stilistica è frutto dello scambio, umano prima che professionale, che si è innescato fra di noi. Quando sono andato a Londra, abbiamo trascorso dei giorni a parlare chiusi nel suo studio, che hanno prodotto idee per almeno una quindicina di libri. È stato bello e divertente, una creatività nata dall’empatia sia giocosa sia intellettuale, che ci ha permesso di vedere il lato buffo e ludico, mai superficiale, della vita. Ecco perché questo libro viene letto senza difficoltà dai bambini, anche molto piccoli, e dagli adulti che non hanno perduto l’immediatezza dei bambini, la capacità di stupirsi e sognare e di dare risposte semplici a domande complesse».

Ogni pagina è sorprendentemente diversa dalla precedente per stile e segno, ora densa di colore, linee e curve, ora elegante e vorticosa nell’aprire uno sguardo su una città o un cielo stellato…

«È un libro stratificato in quanto ho utilizzato e mescolato varie tecniche come l’olio e la matita su texture particolari, come carte ingiallite o sporche. I disegni sono stati acquisiti al computer e montati in strati, valorizzando la trama della carta e l’intreccio dei fili che la compongono. Un procedimento nuovo per me, impossibile da assemblare senza impiegare applicazioni tecnologiche. In questo trovo che il computer sia uno strumento importante sulla base di un’idea creativa forte che fa sempre la differenza. Sono infatti convinto che non ci sia supremazia dei mezzi sull’arte, ma essi portano alla creazione e sperimentazione di nuove tecniche espressive».

Quale sarà il prossimo lavoro?

«Ci sono molte idee ma per il momento sono impegnato nel far conoscere e diffondere questo libro. Spero che con Matar daremo vita a uno dei progetti scaturiti con tanta gioiosa immediatezza…»

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