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Prodotto dall'azienda Colutta di Manzano

Società
03 aprile 2018

Vino friulano per la Pasqua ebraica

di redazione (fonte Colutta)
Un Pinot Grigio realizzato con la rigida procedura kosher per poter essere consumato durante le cene previste per celebrare la "Pessah"
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Il Vino Kosher di Colutta
Società
03 aprile 2018 di redazione (fonte Colutta)

Si chiama Pessah ed è la Pasqua ebraica. Una festività che celebra l'uscita dall'Egitto e l'esodo verso la Terra Promessa, e dura otto giorni al di fuori dei confini dello Stato di Israele.

I primi due e gli ultimi due giorni sono feste solenni. Pessah significa il passaggio dalla schiavitù alla libertà, e la sua celebrazione cade tra il 15 e il 22 di Nissan, che quest'anno coincide fra il 31 marzo e il 7 aprile. Durante celebrazione si usa consumare molto vino: nelle prime due cene tutte le famiglie si riuniscono per un appuntamento conviviale dove un narratore racconta l'uscita dall'Egitto. Durante tale narrazione si è obbligati a bere quattro bicchieri di vino.

Giorgio Colutta a Manzano ha voluto cimentarsi in questa avventura coadiuvato dalla società Bluma di Bergamo, specializzata nella vendita di vini kosher, che ha messo a disposizione della cantina Colutta tutto il suo know how: la decisione è stata di produrre il Pinot Grigio doc Friuli. Come primo passo sono stati siglati gli accordi con l’ente preposto per far certificare il vino con tutte le fasi richieste dal disciplinare Kosher. Un incaricato dell'ente certificatore, proveniente da Trieste, ha supervisionato l'intero processo. Per ottenere la certificazione più rigida e di qualità più alta si è proceduto al riempimento delle vasche di acqua per tre giorni, mentre la pigiatura e tutte le procedure sono state realizzate dagli addetti dell’ente certificatore. Alla fine di ogni giornata lavorativa le vasche venivano sigillate e poi riaperte al momento delle altre lavorazioni. A prodotto pronto si è proceduto all'imbottigliamento, sempre con un addetto presente, e la quantità finale è stata di 3.300 bottiglie.

«È stata un'esperienza particolare e insolita – racconta Giorgio Colutta, titolare dell'azienda agricola –, ma anche molto stimolante. Produrre vino Kosher non è cosa di tutti i giorni, ma è un esperimento che puntiamo a ripetere, magari utilizzando anche altre tipologie di uva tipica dei Colli Orientali come la Ribolla Gialla e il Refosco».

Il vino nato da questa esperienza è di un colore giallo carico, con riflessi ramati. Ha un profumo fresco, che richiama frutti tropicali, ananas e banana. Si sposa molto bene con gli antipasti, in particolare con il prosciutto, ma anche con minestre leggere, pesce e carni bianche. Non da ultimo, è ottimo anche come aperitivo. Va servito a 8-10°.

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