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Tiziano Verdelli

Figli di uno sport minore
23 marzo 2018

Le dodici fatiche del... CrossFit

di Michele D'Urso
Alla scoperta dell'Hangar X di Ronchi dei Legionari e di uno sport "giovane" in grado di coinvolgere sempre più persone
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Tiziano Verdelli, primo in piedi a sinistra, assieme ai suoi atleti
Figli di uno sport minore
23 marzo 2018 di Michele D'Urso Image

La scienza dell’allenamento, intesa come studio completo, oserei dire ‘olistico’, della spiegazione di tutte le reazioni che accadono in un soggetto che si allena, è relativamente giovane. Ma se ci limitiamo alla domanda del “come posso fare per aumentare le mie prestazioni?”, troviamo prove che certificano il suo inizio addirittura nella mitologia. Dal vitello portato sulle spalle da Milone di Crotone alle lunghe nuotate di Chilone di Patrasso, tutti i competitori di qualsiasi disciplina si sono posti il quesito. Il CrossFit, sport relativamente giovane, a detta di molti, me compreso, risponde con efficacia a questo antico dilemma; ne chiedo conferma a Tiziano Verdelli, istruttore e fondatore assieme a Michele Pacor e Danilo Innocenzi, dell’ASD Hangar X di Ronchi dei Legionari.

Tiziano, è d’accordo sulla mia introduzione?

«Si sono d’accordo, anche se una descrizione in versione “mitologica” non l’avevo mai sentita. Più che dodici fatiche sono molto importanti le dieci qualità fondamentali che alleniamo nel CrossFit: resistenza  cardiovascolare e respiratoria, stamina (capacità di produrre, immagazzinare e utilizzare energia), forza, flessibilità, potenza, velocità, coordinazione, agilità, equilibrio e precisione. Tutto ciò rende il CrossFit portatore di veloci risultati: il segreto sta nell’intensità sempre molto alta dei circuiti di allenamento. Abbiamo anche numerosi studi scientifici che provano la bontà della nostra disciplina».

Prima del CrossFit ha praticato altri sport?

«Diversi: canottaggio, canoa fluviale, rugby, sci alpino, sci di fondo, scialpinismo e mountain bike.  Professionalmente ho iniziato a insegnare più di 25 anni fa, ai tempi d’oro del body building e dell’aerobica. Ho vissuto il cambio dalle “vecchie” palestre ai “centri wellness” come un’opportunità di crescita e mi sono dedicato, fra i primi, allo studio e alla pratica di tre discipline che non ho più abbandonato: il pilates, il power yoga e il functional training. Mi ritengo fortunato e bravo ad aver intuito questo cambiamento, in quanto lo studio di tali discipline mi ha dato una conoscenza ‘completa’ del mestiere».

Come è arrivato al CrossFit?

«Il passaggio è stato naturale in quanto il CrossFit è “un allenamento funzionale costantemente variabile ad alta intensità”: pane per i miei denti, insomma. Circa 8 anni fa ho cominciato a sentirne parlare, ho fatto delle ricerche in rete, mi ha interessato e ho iniziato a seguire i corsi presso uno dei primi “box” - come vengono chiamate le palestre CrossFit - in Italia, a Milano. Un paio d’anni dopo ho deciso di dare l’esame per la certificazione ufficiale CrossFit e ottenere la licenza per poter aprire un box».

Come nasce la vostra associazione?

«Dalla passione, intesa sia come amore per la disciplina che dedizione per gli allievi».

Questa disciplina deriva dall’addestramento militare?

«Non proprio, anche se molte volte lo sento dire. Negli Stati Uniti anche i pompieri e le forze dell’ordine in genere usano il CrossFit come allenamento per le dure prove della loro professione. Da questo si può dedurre come sia utile a qualsiasi persona perché ci prepara alle difficoltà che incontriamo giornalmente nella nostra vita».

Ci sono competizioni regolamentate da una federazione?

«Attualmente non  ci sono federazioni in Italia; le gare sono organizzate dai box presenti sul territorio, come  l’appena concluso campionato regionale. Gli atleti praticanti vengono divisi in categorie in base al livello di  allenamento e in base all’età. Con grande soddisfazione, nella categoria donne la nostra Valentina Pisano si è piazzata al primo posto. E non sono mancati altri piazzamenti di rilievo, come quello dell’ottimo Michele Forte, sul podio al terzo posto nella categoria over 40. Le gare “importanti” sono organizzate dalla CrossFit, che è un marchio registrato, tramite  il suo sito. Una gara si svolge partecipandoal WOD (work of day), che è il classico circuito che caratterizza ogni classe di CrossFit. I WOD sono pubblicati ogni settimana sul sito ufficiale, dove vengono registrate le prestazioni di atleti di tutto il mondo, certificate da un giudice; ciò permette che solo i più forti vengano selezionati per partecipare ai livelli superiori, fino ai CrossFit Games, competizione che si tiene negli Stati Uniti».

Con che criterio si scelgono gli esercizi sui quali competere?

«Non esiste un gruppo o un numero di esercizi: il CrossFit si basa sulla continua variabilità degli allenamenti e questo principio si ritrova poi nelle gare dove si può trovare di tutto, dagli esercizi classici del weightlifting alla corsa, salti, nuoto, vogatori… Per esempio, in una finale dei Games, il primo WOD richiedeva di portare nel minor tempo possibile un numero prestabilito di sacchi molto pesanti giù dalle gradinate dello stadio, lanciarli oltre un muro, trasportarli con una carriola e riportarli in cima alle gradinate. E questo era solo il primo WOD…»

Quale soddisfazione professionale la entusiasma di più: un allievo che vince una competizione o un allievo che recupera una buona condizione fisica?

«Sono due soddisfazioni diverse ma entrambe molto entusiasmanti. Nel nostro box non alleniamo solo atleti dediti a gare CrossFit, ma anche atleti di altre discipline: lo scopo primario è portare in buona condizione fisica qualsiasi persona. L’ambiente nel ‘BOX’ è magnifico perché è il gruppo che si crea a stimolarti a raggiungere ogni giorno risultati migliori, non solo il carisma dell’istruttore».

C’è un limite massimo di età per la vostra attività?

«No assolutamente; abbiamo nonne che si allenano e assicuro che danno filo da torcere alle ragazze più  giovani. Una di queste ‘nonnine’ è una nostra coach trainer; io stesso, con i miei 50 anni suonati, non mi tiro certo indietro durante i WOD».

E già, non ci si tira indietro. Perciò non mi resta che augurare all’ASD Hangar X CrossFit T20, un futuro ricco di soddisfazioni e... sudore. Non per niente, caccia esclusa, ogni volta che vedo un atleta di CrossFit allenarsi, mi vengono sempre in mente le 12 fatiche di Ercole!

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