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Thailandia

Turismo
16 marzo 2018

Una caotica calma

di Margherita Reguitti
Dalla frenetica Bangkok all’antica Chiang Mai. Viaggio della nostra inviata nel Paese in cui cristianesimo, islam e buddismo hanno radici tanto profonde quanto diverse
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Panorama notturno di Bangkok (ph. Bruno Soppelsa)
Turismo
16 marzo 2018 di Margherita Reguitti Image

Thailandia regno del sorriso: non solo un modo di dire ma una realtà che accoglie già dai primi passi nell’area controllo documenti dell’aeroporto internazionale di Bangkok. Passata la verifica dei passaporti, la visione immediata sono le cascate di orchidee disseminate lungo i lucenti corridoi. Piccole donne vestite di bianco le innaffiano con cura rispettosa, una ad una.  

Gentilezza e cortesia, modernità e arretratezza, ricchezza e povertà, cosmopolitismo e attaccamento alle tradizioni culturali e religiose, libertà e soppressione dei partiti politici con una giunta militare al potere dal 2014. Una monarchia costituzionale nell’area centro-asiatica la cui economia nell’anno 2561 del suo calendario ritorna a crescere dopo la crisi finanziaria delle “tigri asiatiche” di fine secolo. La Thailandia si avvia verso una nuova era dopo 70 anni di regno saggio e fermo. Concluso il funerale dell’amatissimo e longevo re Bhumibol Adulyadej (Cambridge 1927 – Bangkok 2016), Rama IX della dinastia Chakri, svoltosi nella capitale e seguito da milioni di sudditi, ora il popolo, la potente nobiltà, i militari, il mondo della finanza e del business attendono di sapere quale sarà la politica dell’erede, il figlio 64enne Maha Vajralongkorn, Rama X. Un principe in jeans, appassionato di tatuaggi, feste e lusso, che fino ad oggi ha scelto di vivere all’estero.

Di tutto questo il turista non ha percezione, salvo restare sorpreso dai giganteschi ritratti a figura intera del vecchio sovrano che, via via, vengono sostituiti da quelli del figlio. Viaggiare nel paese che ha fatto del turismo una delle sue industrie più importanti non è difficile, basta prendere confidenza con la guida a sinistra. La rete stradale è buona, tutta in superficie, movimentata – soprattutto in montagna – da un andamento curvilineo.

Non esistono infatti gallerie, la loro realizzazione è sconsigliata dalla religione buddista-animista: disturberebbe gli spiriti del sottosuolo. Buoni gli aeroporti che permettono di spostarsi dal sud, paradiso naturalistico, mare di smeraldo, isole ricche di vegetazione e spiagge di sabbia bianchissima, dalla consistenza di cipria, verso la capitale abitata da oltre 13 milioni di persone (nessuno conosce il numero preciso di abitanti). Ma anche il nord, montagnoso e disseminato di templi buddisti e parchi eco-religiosi, è ben servito.

Terra di uomini liberi, mai conquistata da colonizzatori, dove il saluto è l’elegante e rispettoso Wai, un cenno del capo con le mani giunte di fronte al viso. Nazione dove non esistono emergenze né alimentari né sanitarie, l’accoglienza e l’attenzione per lo straniero sono sincere, in passato anche per i profughi giunti dalle vicine nazioni in guerra. Il periodo migliore per una vacanza è da novembre a febbraio, da evitare per piogge il periodo da giugno a settembre, ma essendo un paese tropicale, con diversi microclimi, le temperature sono sempre piacevoli, magari più fresche al nord. Arrivati al sud, nella penisola di Phuket, le possibilità di alloggio sono diverse; dalla tranquilla Kamala beach alla vorticosa movida di Patong e della città di Phuket. Qui, contrariamente al resto del paese a maggioranza buddista, la popolazione è mussulmana: donne velate e risveglio all’alba con la preghiera del muezzin.

Un’escursione da non perdere alle isole Phi Phi, rese famose dai film di James Bond, con bagno alla Monkey beach – dove fare attenzione alle scimmie, dispettose e mordaci – e vista sulle grotte dei pipistrelli giganti. Interessante anche una visita al parco naturale. Fantastico è invece fare snorkeling nelle acque cristalline, con gli organizzatori di escursioni che forniscono tutto l’occorrente. Piuttosto che arrivare su potenti motoscafi, scegliete le longtail boats, barche in legno dalla prua addobbata  da ghirlande colorate. Alcune isole sono molto turistiche, ma cercando e avendo tempo, si trovano angoli liberi dalle frotte di cinesi e russi.

Di notte, le città della penisola del turismo di massa e del piacere “cheap”, si trasformano in grandi bazar: i marciapiedi diventano ristoranti, si spalancano le vetrate su pub e club, locali generosi di birra e belle ragazze. Per gli appassionati di centri commerciali, no problem; ce ne sono di grandi e belli, con miriadi di negozi stile etnico e global. Nella old Phuket troverete un poco di storia, fra architettura sino-portoghese, thai e tanto traffico.

Bangkok non dorme mai: tutto è in movimento, un flusso continuo di auto, tuktuk, motorette, milioni di persone che  camminano, cucinano e mangiano per strada, commerciano, escono e entrano in modo ordinato dal metrò. Una marea movente e colorata. Prendendo uno dei battelli che percorrono il fiume Chao Phraya si arriva al palazzo Reale: difficile non trovare coda, ma la bellezza del complesso rende la ressa accettabile. La gente thai è pudica, è bene evitare nudità di gambe e braccia visitando gli edifici pubblici e i templi, rispettando l’obbligo di togliersi le scarpe in ingresso.

Vicino sorge il palazzo Wat Pho, tempio composto da un insieme di edifici uno dei quali ospita il Buddha Sdraiato. Non lontano Yaowarat, la Chinatown di Bangkok, nel Wat Traimit è custodito il Buddha d’oro, oltre 5 tonnellate di metallo prezioso, uno dei tesori del paese. Il quartiere è un dedalo di strade, stradine e negozi di ogni tipo, chioschi di gustosa frutta, ananas, papaia, durian (re della frutta, ottimo il gusto ma forte e sgradevole l’odore), dragon fruit, lychee e papaya. Si nota la differenza architettonica fra i templi thai e quelli cinesi.

La notte Bangkok non dorme e certe zone diventano dei grandi mercati, le bancarelle invadono le strade, si compra di tutto e mercanteggiare è d’obbligo, ma con garbo. Per avere la città ai vostri piedi, sulle orme del film Una notte da leoni 2, salite al 64esimo piano di The Dom in Silom Road: un drink sulle terrazze non sarà economico, ma mozzafiato di sicuro. Molte altre sono le pellicole e i libri possibili guide inusuali; fra i gialli Uccelli di Bangkok di Manuel Vazquez Montalbàn.

La cucina thai è ricca e varia: carni, verdure, pesce, crostacei e mitili sempre accompagnati come companatico dal riso. Non serve un corso per usare le bacchette, a tavola forchetta e cucchiaio. Attenzione: zuppe e pietanze possono essere molto piccanti, i piatti vengono portati a seguire e non ci sono dolci o frutta finali. Non distante dalla cattedrale cattolica, un posto che vale la visita è il Delight kitchen, cibo tradizionale, locale accogliente e ottimo servizio.

Vicino ai palazzi vescovili anche un complesso scolastico cattolico dall’architettura moderna, labirintica ma molto funzionale. Muoversi in tuktuk è piacevole, ma se osate sarà molto divertente salire a bordo di una delle moto-taxi condotte da uomini e donne riconoscibili da pettorina e cartellino con foto e generalità. Non avrete il casco, ma proverete l’emozione di dribblare lunghe code, arrivando anche in parti della città precluse alle auto. Naturalmente sempre concordare tariffa e tragitto, meglio se in gruppo.

Il nord è tutta un’altra storia: meta di turismo interno, pochi gli occidentali. La capitale offre piacevole shopping diurno e notturno, visite a templi, ozio in caffè anche alla moda: gustarsi a proprio agio la vita thai. Non rinunciate a un massaggio, è un’esperienza da provare. Gli addetti, femmine e maschi, sono molto professionali. Prima di decidere a chi affidarvi, li potete osservare dalle grandi vetrate aperte sui centri, in modo da scegliere senza dubbi, anche nel caso di un massaggio per tutto il corpo.

Questa parte del paese è la culla del buddismo thailandese Theravada, che presenta influenze animiste, induiste e cinesi. Per questo qui sono in atto grandi investimenti nella realizzazione di parchi eco-religiosi, dove pregare, incontrare i monaci, passeggiare lungo sentieri nella giungla, o godersi il benessere di calde acque termali. I monaci iniziano la loro giornata al mattino con la questua. La regola prescrive che si possano nutrire fino alle 12, poi sono tenuti al digiuno. Dopo un periodo di noviziato, a 20 anni i giovani vengono ordinati, ma nella tradizione thai vi è anche la consuetudine per i laici di essere monaci a tempo determinato: settimane, mesi, anni. Una forma di spiritualità programmata che dà diritto a conservare il posto di lavoro e permette di acquisire meriti che, attraverso le reincarnazioni, conducano alla completa illuminazione del Nirvana.

A 26 chilometri dalla capitale, percorrendo una strada fra campi e risaie, si raggiunge la città di Lamphun, famosa per il complesso templare Wat Phra That Hariphunchai, meta di molti pellegrini, dedicato al gallo, uno dei simboli dell’oroscopo. Nel chedi dorato, alto 46 metri, si dice siano conservate le reliquie del Buddha. Scegliete un’ora al mattino o al tramonto e potrete seguire le preghiere dei monaci, assaporare il silenzio, leggere la storia dell’Illuminato raccontata sulle pareti, godere dell’atmosfera di pace e serenità del luogo. Fuori dal tempio un ponte coperto, all’interno le botteghe che offrono cibi e prodotti tipici. Percorretelo tutto e arriverete al Wat Ton Kaeo, dove donne tessono su antichi telai stoffe dai disegni geometrici e colori sgargianti, confezionando abiti tradizionali.

Sempre vicino alla capitale non fatevi scappare una visita a Lampang, città spesso snobbata. Sarete stupefatti dalla bellezza dei suoi templi e potrete visitare l’Elephant Hospital, l’istituto nazionale di cura dei pachidermi, con possibilità di farvi un giro in groppa al gigante.

Per una pausa termale si consiglia una visita al Chae Son National Park. Da Lampang si possono raggiungere i villaggi in montagna, un tempo triangolo d’oro dell’oppio, sui confini con Laos e Myanmar (Birmania). Da qualche anno, anche in virtù delle severissime pene per il traffico di droga, i contadini sono incoraggiati e sostenuti a coltivare caffè, peraltro di ottima qualità, frutta, fragole in particolare e altri prodotti.

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