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Alberto Cottica al Future Forum

Società
07 novembre 2013

Wikicrazia, il modello Wikipedia applicato alle politiche pubbliche

a cura della redazione
L'economista: "Osserviamo cittadini motivati che, attraverso siti pubblici sempre più trasparenti e social, partecipano ai processi amministrativi".
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Alberto Cottica
Società
07 novembre 2013 della redazione

Il modello Wikipedia è applicabile alle politiche pubbliche? Una risposta positiva arriva dall’economista Alberto Cottica, intervenuto stamattina per Future Forum in Sala Ajace, assieme al direttore di Media 2000 Maria Pia Rossignaud.

I due relatori, affiancati dal multimedia manager di Future Forum Daniele Pitteri e dall’assessore comunale all’innovazione Gabriele Giacomini, hanno approfondito il rapporto fra rete web e processi democratici, in un percorso che sta ci sta portando a passare dalla società del “cittadino utente” a quella del “cittadino protagonista”.

Cottica si è soffermato su alcuni “errori” compiuti dal sistema pubblico, come il portale italia.it. «Un progetto che come altri è fallito pur avendo alle spalle grandissime risorse e coinvolgimento politico istituzionale ai massimi livelli, ma che è un po’ l’emblema di come ci siamo pressoché abituati a veder fallire le politiche pubbliche in tal senso. I cittadini, nei processi amministrativi, sono infatti sempre considerati come soggetti passivi, che ricevono servizi, sono destinatari e non attori delle proposte e delle azioni».

Retaggio di un sistema ancorato a logiche tradizionali, novecentesche (se non ottocentesche), che però deve fare i conti con «un’alfabetizzazione e dunque un’intelligenza collettiva oggi sempre più abbondante e diffusa», ha evidenziato Cottica.

E che cosa può fare l’intelligenza dei cittadini se aggregata in modo nuovo, diverso? Wikipedia, per esempio. «Perché Internet – dice Cottica – ci aggrega in modo diverso da quella che è la gerarchia tipicamente amministrativa o elettorale». Wikipedia è infatti la più grande “biblioteca” esistente, che praticamente fa il lavoro di un’azienda con 6.500 persone come soli redattori.

La realtà è ben diversa: i dipendenti di Wikipedia sono pochissimi, ma il sistema regge e funziona benissimo perché può contare  su 14 milioni di volontari che, senza comando, senza denaro e senza conoscersi tra loro, forniscono contenuti coerenti. Il processo si basa sull’abbinata vincente di autoselezione e reti sociali. «Autoselezione in Wikipedia è quella espressa dalle decine di milioni di volontari, che decidono di partecipare, decidono quali articoli editare e quando farlo in piena libertà». Ognuno dei 14 milioni si posiziona dove ha più passione e più competenza, «dunque il risultato è massimo – afferma Cottica –, senza che il sistema decida chi sa fare cosa e chi vuole fare cosa. Sono flussi non progettati né progettabili, risultato di una miriade di posizioni indipendenti».

Le reti sociali sono invece «quelle che sottendono a Wikipedia, stimolando a interagire tra loro le persone che scrivono lo stesso articolo. Il sistema sociale mantiene traccia delle conversazioni e si formano così dei gruppi omogenei, persone che senza conoscersi interagiscono per correggersi e perfezionarsi continuamente».

Metodi analoghi per le politiche pubbliche cominciano ad affermarsi, e Cottica ha citato alcuni esempi, come “Cities” del Comune di Modena o anche “Visioni urbane” della Regione Basilicata. Ma anche il milione circa di siti internet delle amministrazioni pubbliche europee, sempre più fondati su trasparenza, rispetto, accettazione del cambiamento, sempre più socializzati, sono alla base di un percorso che porta i cittadini a essere protagonisti, in grado anche di influire sui processi decisionali o sull’azione politica. È questo il germoglio per arrivare a quella che Cottica chiama “Wikicrazia”, un insieme di tante comunità di cittadini motivati che, attivamente, collaborano in rete alla realizzazione di politiche pubbliche. 

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