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Dal 23 al 25 febbraio

Cultura e Spettacolo
19 febbraio 2018

Com'è la rivoluzione vista in tv?

di redazione (fonte Ufficio stampa Io Deposito)
A Udine una selezione di lavori di videoarte indaga la creazione dell’identità nazionale (anche attraverso la propaganda) dalla Prima guerra mondiale ai conflitti di oggi
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Udine, rifugio antiaereo
Cultura e Spettacolo
19 febbraio 2018 di redazione (fonte Ufficio stampa Io Deposito)

“You will not be able to stay home, brother / You will not be able to plug in, turn on and drop out” così recitava Gil Scott-Heron nei primi versi della sua "The revolution will not be televised". Oggi, a quasi cinquant’anni dai versi del poeta, e a cento dal primo conflitto mondiale, il rapporto tra la macchina da presa e le vicende belliche sembra essersi morbosamente cementificato in visioni crude, assuefacendo lo spettatore a immagini angoscianti e ripetitive.

Contrariamente alla comunicazione unilaterale imposta dai mass media, l’arte lascia ancora ampia possibilità di dialogo, di rappresentazione, di significazione e di ricerca: gli artisti Mattia Cesaria (Italia), Vanessa Gageos (Romania), Michal Hustaty & Lenka Kuricova (Repubblica Ceca), Arijana Fridrih (Croazia) e Katarzyna Pagowska (Polonia), esporranno le loro opere video all’interno del bunker udinese indagando e affrontando l’ampio tema della manipolazione dell’immagine in epoca bellica, non indugiando sulla violenza delle immagini stesse, bensì favorendo una percezione intima dei simboli che contengono.

Perché, se è vero che le rivoluzioni e i conflitti sono stati trasmessi sugli schermi, abituando gli occhi delle folle a una violenza insensata, è anche vero che la sensibilità estetica e umana degli artisti può proiettare i nostri sguardi verso un linguaggio interattivo e universale, conferendo nuove prospettive e nuove percezioni del conflitto e dei media attraverso il quale viene giustificato.

Il bunker ospitante la mostra, costruito nel 1943 per dare rifugio ai cittadini in seguito ai continui bombardamenti aerei, diventa parte integrante delle installazioni stesse, cornice che penetra nelle opere con la sua estetica tagliente, spiccata, dal suono riverberante.
I video impongono un silenzio rituale, la location, un isolamento ermetico dal caotico vivere quotidiano, ricongiungendo chi vi entra con il suo trascorso e con i ricordi dell’esperienza bellica che gli è stata tramandata dalla collettività, rivelando la memoria familiare (saggia, intima e personale), come antidoto alla propaganda.

 

La selezione di opere di videoarte sarà visitabile solo per i giorni del 23, 24 e 25 febbraio 2018.
Ingresso gratuito, visite guidate disponibili in loco. Info: www.iodeposito.org

(l'ingresso del rifugio antiaereo, è in piazza I maggio).
Evento organizzato con la collaborazione del Comune di Udine e con il finanziamento della Regione Friuli Venezia Giulia

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