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Proposte dalla PromoTurismo regionale

Turismo
07 febbraio 2018

Montagna d'inverno, 10 esperienze in FVG

di redazione (fonte Ufficio stampa PromoTurismo FVG)
Dallo sci alle ciaspole, dall'enogastronomia al wellness, dallo sleddog ai borghi storici. Eccole nel dettaglio
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Monte Lussari (ph. Pentaphoto)
Turismo
07 febbraio 2018 di redazione (fonte Ufficio stampa PromoTurismo FVG)

Sono diverse le possibilità di svago che una vacanza in inverno sulle montagne del Friuli Venezia Giulia offre al turista. Da Tarvisio e Sella Nevea, passando dal Monte ZoncolanSauris e Forni di Sopra, fino a raggiungere il comprensorio di Piancavallo, l’offerta delle attività praticabili sulla neve nei 5 poli sciistici della regione si interseca con le proposte dell’enogastronomia, della storia, del relax e del benessere. Fra le tante, 10 sono le esperienze suggestive, stimolanti e in alcuni casi uniche nel loro genere, da vivere in questo inverno 2018.

1 - Sciare guardando il mare a Piancavallo
Piancavallo si è ritagliata l’immagine di località che sa abbinare lo sci e il divertimento. Gli impianti di risalita, che si snodano dal centro abitato, portano gli sciatori a godere di 25 Km di piste per la discesa, delle quali una parte è fruibile anche in notturna in sci alpinismo. Non solo, c’è infatti spazio anche per lo sci di fondo e lo snowboard e a disposizione dei un baby snow park e l'Alpine Coaster (bob su rotaia). Ma la caratteristica che rende Piancavallo unica tra le località dell’arco alpino è la possibilità, sci ai piedi dalle cime più alte, di spaziare con lo sguardo fino alle Lagune di Marano Lagunare e Grado e al mare Adriatico.

2 - Imparare a cucinare le innumerevoli varianti dei cjarsons
La cucina carnica e di tutto il Friuli Venezia Giulia è particolarmente ricca di sapori. Durante una vacanza prendere parte ai laboratori di cucina che vengono proposti può diventare un’esperienza che porta con sé golosità e conoscenza. Ad esempio imparare a cucinare i cjarsons o cjalsons o cjarzons, uno dei piatti poveri più tipici della cultura gastronomica carnica che venivano preparati con ciò che la credenza offriva. Riscoperti ed elevati a piatto della ristorazione negli anni 1970 dal cuoco carnico Gianni Cosetti, sono costituiti da una pasta di patate ripiena, molto simile agli agnolotti o ai ravioli mentre il ripieno è caratterizzato da una infinità di varianti, tra salato e dolce, e possono quindi essere serviti come primo piatto o come dessert.

3 - A Tarvisio come in Lapponia, in compagnia degli husky
I boschi che incorniciano i Laghi di Fusine di Tarvisio e l’omonima piana soleggiata rendono il luogo dove cimentarsi nello sleddog, la slitta trainata dai cani Alaskan Husky, ancora più suggestivo. È un’esperienza resa possibile dalla Scuola internazionale mushing-sleddog di Fusine diretta da Araràd Khatchikiàn, pluricampione di questa disciplina nonché allevatore e istruttore. Per tutto l’inverno propone corsi di sleddog, riconosciuti dalla FIMSS Federazione Italiana Musher Sleddog Sport, ed escursioni lungo 14 km di pista. I cani da slitta di Fusine sono anche utilizzati per la pet therapy volta all'aiuto e alla riabilitazione di persone che attraverso il contatto con gli animali possono migliorare le loro capacità mentali e fisiche.

4 - Passare il confine tra Italia e Slovenia con gli sci ai piedi
Passare i confini nazionali con gli sci ai piedi in Friuli Venezia Giulia è possibile: a Sella Nevea infatti, grazie al collegamento transfrontaliero, si può raggiungere sciando la località sciistica slovena di BovecUn unico skipass, acquistabile su entrambi i fronti, consente agli appassionati di godere a 360° delle opportunità offerte dal monte Canin sui due versanti, quello italiano e quello sloveno, per un totale di 15 km di piste. Grazie alla funivia "Prevala", abbinata a due cabine da 100 posti, si parte dai 1.845 metri della stazione Gilberti e si arriva ai 2.133 di Sella Golovec, a monte di Sella Prevala, per poi scendere lungo le piste slovene fino a Bovec. Impreziosita da un panorama mozzafiato, è un’esperienza che si vive fino alle sciate dei weekend primaverili.

5 - A Forni Avoltri per ciaspolare su uno dei fronti della Grande Guerra
Riflettere e conoscere l’ambiente che circonda i luoghi teatro di importanti eventi storici. Forni Avoltri, uno dei punti nevralgici del fronte durante la Grande Guerra, è stato conteso tra le truppe italiane e quelle austriache. La storia viene ripercorsa nelle sale del Museo dedicato al conflitto e durante le ciaspolate condotte da guide esperte verso il lago Volaia dove dopo 100 anni si può vedere lo stesso ambiente e immaginare le enormi difficoltà logistiche e le condizioni di vita non semplici provate dai soldati lungo questo tratto del fronte. Le visite guidate, proposte da PromoTurismoFVG, partono nei giorni festivi da Forni Avoltri.

6 - Sciare su una pista della Coppa del Mondo
A Tarvisio si può provare l’ebbrezza di scendere lungo una classica del discesismo nazionale, la Di Prampero (deve il suo nome al generale degli Alpini Artico Di Prampero) che non a caso ha spesso ospitato prove delle discipline veloci di Coppa del Mondo femminile. Con quasi 4 km di lunghezza e oltre 800 metri di dislivello, porta dal Monte Santo del Lussari, il pittoresco borgo posto in cima a 1.790 metri d’altitudine, fino al paese di Camporosso, e con i suoi curvoni, i falsopiani e i continui cambi di pendenza mette alla prova anche gli sciatori più capaci. La pista Di Prampero è inoltre aperta per lo sci in notturna ogni martedì e venerdì sera.

7- Giocare con i bambini a caccia al tesoro a Forni di Sopra
A carnevale ogni scherzo vale! Chissà se la caccia al tesoro di carnevale a Forni di Sopra porterà uno scherzo ai piccoli esploratori. Sicuramente no, sarà una vera e propria caccia al tesoro, un’esperienza unica ed emozionante, ambientata negli scenari selvaggi e suggestivi delle Dolomiti friulane, uno dei parchi più ricchi di animali selvatici. Oltre a partecipare all’ originale caccia al tesoro naturalistica proposta da PromoTurismoFVG, a Forni di Sopra si può visitare l’area faunistica comunale e vedere da vicino animali selvatici come la volpe, la lince, i cervi e anche i gufi.

8 - In cerca del party giusto sulla neve dello Zoncolan
Salire sul comprensorio di Ravascletto-Zoncolan e trascorrere momenti musicali divertenti in uno dei molti rifugi che organizzano le tipiche feste après-ski direttamente sulle piste. Tra tutti i poli del FVG, quello del monte Zoncolan è il più mondano e maggiormente vocato al divertimento durante e dopo una giornata di sci di discesa. Qui si esprime al meglio l’ospitalità carnica, impreziosita da deliziosi piatti della cucina tradizionale come il frico e la polenta e dall’accompagnamento di vini e birre regionali.

9 - Immergersi nelle acque termali amate da Carducci
“Belle montagne, un bel fiume. Acque sulfuree. Foreste di abeti. Incanto di frescura, di luce e di purità” così scriveva Giosuè Carducci nel 1885 durante un soggiorno ad Arta Terme, in Carnia, per passare le acque, come si diceva allora. La montagna in inverno in Friuli Venezia Giulia non è soltanto neve. È anche godere dei benefici dell’acqua minerale solfato-calcico-magnesiaca-sulfurea che sgorga a una temperatura di 9 °C dalla sorgente Pudia. Siamo a pochi chilometri da Tolmezzo e dal polo sciistico di Ravascletto-Zoncolan, qui lo stabilimento termale propone pacchetti salute e tanti trattamenti, dalle terapie con acque e fanghi termali alla riabilitazione e fisioterapia. E inoltre uno spazio relax, saune di diverse temperature, bagno turco, docce emozionali e percorso kneipp. L’ideale per un après-ski o per una pausa rigenerativa in qualunque stagione.

10 - Esplorare i borghi custoditi dalle montagne Patrimonio dell’Unesco
Innumerevoli sono i borghi montani pittoreschi del Friuli Venezia Giulia dove vivere esperienze autentiche di immersione nella storia, nell’arte, nell’architettura, nella natura. L’ambiente invernale li riveste poi di abiti ancora più affascinanti, regalando sensazioni di pace e quiete. Come Poffabro, una sorta di museo a cielo aperto nel cuore della Val Colvera, dove le tracce di insediamenti antichi si unisce alle tipiche strutture architettoniche di pianta cinque-seicentesca delle lunghe schiere di abitazioni con pietre tagliate al vivo e balconi di legno. Pilastri, scale, ballatoi e archi in pietra convivono da secoli in armonia perfetta con la natura circostante.
Poco distanti da Poffabro, altre due perle adornano le montagne, i borghi Erto e Casso il cui ricordo è legato alla diga del Vajont. Il forte legame degli abitanti con il territorio ha permesso di realizzare nel corso degli anni una ricostruzione autentica che conserva il loro antico aspetto rurale legato alle tradizioni, alle usanze e all'artigianato, il tutto immerso nella purezza e la freschezza dell'aria di montagna.

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