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Siglato accordo a Pordenone

Società
15 dicembre 2017

Viticoltura sostenibile, il Triveneto fa squadra

di redazione (fonte Ufficio stampa Università di Udine)
Sette università ed enti di ricerca rinnovano la piattaforma per il miglioramento delle tecniche di coltivazione e della sostenibilità della vite
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I rappresentati degli enti che hanno siglato il protocollo (ph. uniud)
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15 dicembre 2017 di redazione (fonte Ufficio stampa Università di Udine)

Rinnovo della piattaforma varietale e del miglioramento delle tecniche di coltivazione della vite, con lo scopo primario di migliorare la sostenibilità della viticoltura dal punto di vista ambientale, economico e sociale. È questo l’obiettivo dell’accordo sottoscritto dalle Università degli studi di Padova, Verona e Udine, la Libera Università di Bolzano, l’IGA Udine, la Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige e il CREA Viticoltura ed Enologia di Conegliano.

Il protocollo, firmato a Pordenone nell'ambito di Expo Rive 2017, il Salone internazionale dedicato alla viticoltura e all’enologia, è preliminare a una raccolta di fondi che vedrà tutti i portatori di interesse, pubblici e privati, coinvolti nel finanziamento di un piano di lavoro di durata almeno quinquennale. Con questa firma, le università e gli enti di ricerca sulla vite e sul vino del Triveneto hanno dichiarato il loro comune impegno verso lo sviluppo di un progetto di ricerca dal titolo “Viticoltura 4.0”.

Le sette istituzioni rappresentano eccellenze a livello nazionale e internazionale che hanno già dato importanti contributi nella ricerca in viticoltura, che si sono anche già tradotti in applicazioni con un notevole impatto sul settore vitivinicolo del Triveneto e nazionale. Dieci anni dopo l’importante risultato ottenuto dalla ricerca italiana con il sequenziamento del genoma della vite, che ha visto protagonisti i “magnifici 7” della ricerca, questo accordo rappresenta un’altra pietra miliare su cui costruire il futuro della viticoltura. Lavorare da ora in poi congiuntamente su questi temi di ricerca consentirà di mettere a fattor comune risorse intellettuali e strumentali e grazie a ciò accelerare il processo di trasferimento dei risultati della ricerca dai laboratori ai vigneti con benefici per i viticoltori, per i consumatori e per l’ambiente.

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