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Blockchain revolution

L'analisi
07 novembre 2017

Il nuovo paradigma della società

di Paolo Marizza
Oggi sta muovendo i primi passi un’innovazione paragonabile solo all’avvento di Internet e, in passato, a quello della macchina a vapore. Destinata a mutare la nostra quotidianità
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L'analisi
07 novembre 2017 di Paolo Marizza Image

Intelligenza artificiale, big data, internet delle cose, apprendimento automatico. Sono alcune delle applicazioni più innovative della rivoluzione digitale che stiamo vivendo. Ormai tutti ne parlano, ma c’è poca consapevolezza delle profonde implicazioni che queste innovazioni avranno non solo sui modelli di business e le strategie delle imprese, ma anche sul settore pubblico – dall’istruzione alla  competitività dei sistemi economico-sociali – e nella nostra quotidianità.

La Blockchain è tra queste, a mio parere, la più grande innovazione che oggi sta muovendo i primi passi, paragonabile solo all’avvento di Internet, del personal computer e, all’inizio della rivoluzione industriale, alla macchina a vapore. A livello concettuale, la blockchain è un registro decentralizzato, cioè un elenco di tutte le transazioni che avvengono attraverso una rete peer-to-peer (da soggetto a soggetto, da nodo a nodo della rete).

La maggior parte del management delle imprese non esita a riconoscerne la portata dirompente, né sottovaluta le straordinarie sfide che tali trasformazioni comportano. Tuttavia, quando si tratta di definire ciò che è un “blocco” di una blockchain, in pochi sono in grado di farlo in modo esaustivo e convincente.

La blockchain è una tecnologia che permette la creazione e gestione di un grande database distribuito per la gestione di transazioni condivisibili tra più nodi di una rete. Si tratta di un database strutturato in blocchi (Block) o nodi di rete che sono tra loro collegati (Chain) in modo che ogni transazione avviata sulla rete debba essere validata dalla rete stessa. In estrema sintesi la blockchain è rappresentata da una catena di blocchi che contengono e gestiscono più transazioni. Ciascun nodo è chiamato a vedere, controllare e approvare tutte le transazioni creando una rete che permette la tracciabilità di tutte le transazioni stesse. Ciascun Blocco a sua volta è anche un archivio per tutte le transazioni e per tutto lo storico di ciascuna transazione che, proprio per essere approvata dalla rete ed essere presente su tutti i nodi (Block) della rete è immodificabile (se non attraverso la riproposizione degli stessi a tutta la rete e solo dopo aver ottenuto la approvazione) ed è dunque immutabile. Oltre alla immutabilità, l’altra grande caratteristica della Rete Blockchain è data dall’uso di strumenti crittografici per garantire la massima sicurezza di ogni transazione.

Ma la blockchain più che una tecnologia è un paradigma, un nuovo modo di interpretare il grande tema della decentralizzazione e della partecipazione. In linea di principio è l’uovo di colombo che risolve uno dei problemi secolari e più complessi nella rilevazione e rappresentazione delle informazioni che sottostanno a qualsiasi rapporto di scambio: ovvero come fornire sicurezza e fiducia in una rete di scambi peer-to-peer senza un’autorità centrale che la coordini e la certifichi.

La blockchain è infatti la rappresentazione digitale di quattro concetti molto chiari: decentralizzazione, trasparenza, sicurezza e immutabilità. È la  declinazione in digitale di un nuovo concetto di fiducia. E per queste ragioni alcuni ritengono che la blockchain possa assumere anche un valore quasi “politico”, come piattaforma che consente lo sviluppo e la concretizzazione di una nuova forma di democrazia, realmente decentralizzata e realmente in grado di garantire a tutti la possibilità di verificare, di “controllare”, di disporre di una totale trasparenza, di dare vita ad archivi immutabili e condivisi e dunque verificabili e per questo inalterabili, immodificabili e quindi immuni da corruzione.

Se si esamina un’interazione che due o più persone hanno su Internet, tutti sono intermediati da una molteplicità di soggetti: chi dà l’accesso, chi verifica le credenziali e l’identità, chi processa  l’operazione, chi la valida, chi l’autorizza e la conferma, chi la registra… Intermediazioni spesso ridondanti e inefficienti che ritroviamo nelle transazioni bancarie, nei pagamenti, nel commercio elettronico, nelle interazioni dei social network, nello scambio di email, nelle ricerche di lavoro, nelle compravendite immobiliari, nelle aste online, nel pagamento di tasse e imposte, nei servizi sanitari-assistenziali. La blockchain elimina la necessità di questi intermediari: società di servizi pagamento, broker, aziende come Airbnb, Ebay, Facebook, Linkedin, aziende di servizi pubblici al cittadino…

Pensate a un pagamento. Se Paolo effettua un pagamento reale (fisico) a Luigi, Luigi è  completamente garantito che: (1) Paolo abbia disponibilità del denaro; (2) il denaro è stato trasferito a Luigi e (3) il denaro è ora legittimamente posseduto da Luigi. In un pagamento online, al contrario, nessuna di queste parti può essere certificata a meno che qualcun altro (una banca, un fornitore di servizi di pagamento, una società di carte di credito) garantisca tutti i passaggi della transazione.

Il ruolo dell’intermediario può essere ad esempio esteso alle attività dei registri catastali, alla conformità alle normative, al know-you-customer (KYC), alla contrattualistica online e così via.

La tecnologia blockchain risolve questo problema attraverso due semplici caratteristiche strutturali: innanzitutto un registro, cioè un elenco decentralizzato di tutte le transazioni in rete condivise contemporaneamente da ogni membro di tale rete. In secondo luogo, l’immutabilità di tale elenco, che è garantito perché il registro può essere ricostruito solo a monte, cioè ogni transazione nel libro contabile virtuale si collega alla precedente, quindi se la catena viene modificata arbitrariamente, la blockchain viene violata e la “rottura” della stessa è visibile a tutti.

Oggi la blockchain ha molte applicazioni tangibili. La più nota è il bitcoin. Eppure sarebbe un grosso errore considerare che la blockchain sia solo il bitcoin. Numerose banche centrali stanno già innovando nel campo delle cripto-valute (Inghilterra, Svezia, Estonia). E molte banche hanno costituito alleanze e consorzi, investendo massicciamente in alcune applicazioni. Ci sono applicazioni di blockchain nel campo del registro virtuale delle proprietà, in smart contracting (contratti codificati e digitalizzati nei blocchi, in termini di obbligazioni e clausole), nella certificazione di qualità e nella tracciabilità dei processi di trasformazione produttiva (agrifood).

La blockchain è anche l’alternativa più sicura e più economica all’intranet di qualsiasi azienda. All’interno delle aziende, la blockchain sostituirà anche qualsiasi lavoro che intermedia le transazioni e/o centralizza le informazioni. Ad esempio nel campo della contabilità, della conformità alle  normative, dei sistemi informativi, degli acquisti, tutte le informazioni potranno fluire senza frizioni: decisioni e comportamenti saranno trasparenti.

Ma sarà impattato anche il modo in cui le aziende potranno interagire con le altre aziende, perché i clienti avranno informazioni dirette sui prodotti e sui servizi delle aziende, perché le filiere produttive e i cicli logistico-commerciali diventeranno trasparenti (tracciabili). Gli investitori saranno in grado di finanziare le imprese anche senza la necessità di passare attraverso i mercati finanziari.

I modelli di business saranno drasticamente modificati e migliorati; le strutture dei costi diventeranno molto più efficienti; le relazioni con i clienti saranno basate sulla trasparenza e senza soluzione di continuità. L’impatto della blockchain non è limitato al mondo delle imprese. È uno strumento abilitante il rinnovamento del rapporto tra cittadini e istituzioni. In altri Paesi la nuova tecnologia è attualmente applicata nel settore pubblico. Le banche centrali stanno già abbracciando la trasformazione che questa innovazione comporta e i governi più innovativi (Singapore, Estonia, Svezia) la utilizzano per migliorare i rapporti con i cittadini (anagrafe e servizi amministrativi, registri di beni mobili e immobili, aggiudicazione degli appalti pubblici, rispetto delle normative, bilanci pubblici).

Come cittadini è importante essere consapevoli dei potenziali impatti di questa tecnologia nella sfera pubblica e privata. Leggere, fare ricerche, ricevere informazioni sulla blockchain, su come funziona e sulle potenziali applicazioni, consente di prepararsi alla trasformazione del modo in cui interagiremo con il resto del mondo. La blockchain revolution è già una realtà.

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