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Progetto "Train"

Attualità
26 settembre 2017

Piattaforma transfrontaliera per l'industria biotech

di redazione (fonte Ufficio stampa Volpe Sain)
Presentata a Trieste l'iniziativa che coinvolge 6 partner italiani e sloveni per realizzare una serie di kit con cui creare nuovi prodotti biofarmaceutici
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Attualità
26 settembre 2017 di redazione (fonte Ufficio stampa Volpe Sain)

L'ICGEB di Trieste ospita il meeting iniziale del gruppo di lavoro del progetto Interreg Italia-Slovenia “TRAIN” che può contare su un finanziamento di oltre un milione di euro e coinvolge 6 istituti partner: International Centre for Genetic Engineering and Biotechnology (ICGEB), capo-progetto, Istituto Jožef Stefan, Parco tecnologico di Lubiana, Experteam srl, BioValley Investments S.P.A., Scuola post-universitaria dell’Istituto Jožef Stefan. Ad affiancarli due partner associati, la Direzione centrale salute, integrazione socio sanitaria, politiche sociali e famiglia della Regione Friuli Venezia Giulia e l’Istituto nazionale per la salute pubblica della Slovenia.

Le novità di questo progetto sono state illustrate in una conferenza stampa presso l’ICGEB di Trieste dalla coordinatrice scientifica del progetto Serena Zacchigna e dal dottor Saso Dzeroski per l’Istituto Josef Stefan.

Il progetto TRAIN, finanziato nell’ambito del Programma Interreg V-A Italia-Slovenia 2014-2020, intende potenziare le sinergie tra istituti di ricerca e imprese per accelerare l’innovazione attraverso il trasferimento tecnologico tra questi soggetti chiave, affrontando così la sfida comune alla Strategia Europa 2020 per la Crescita Intelligente.

Il progetto prevede attività di ricerca interdisciplinare mediante l’utilizzo di nuove tecnologie per promuovere l'innovazione nel campo della biomedicina, e attività di divulgazione e trasferimento dei risultati della ricerca all’industria, inclusa un’azione pilota. Per la prima volta, le competenze transfrontaliere in biomedicina e bio-informatica saranno unite per migliorare la diagnosi e la terapia di diverse patologie come l’infarto del miocardio, ferite difficili e malattie neuro-infiammatorie. Il risultato atteso è la realizzazione di una serie di kit e saggi pronti all’uso che saranno messi a disposizione delle aziende biomedicali per creare nuovi prodotti biofarmaceutici. Beneficiari del progetto saranno i professionisti del settore clinico, gli studenti e i ricercatori, i pazienti e i sistemi sanitari, nonché le piccole e medie imprese. 

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