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L'esempio della CDA di Talmassons

Società
13 luglio 2017

Benessere dei lavoratori e l'azienda prende il volo

di redazione (fonte Ufficio stampa Silvia Marconi)
Per il secondo anno consecutivo distribuiti gli utili tra i dipendenti. Il CEO Cattelan: "Siamo convinti che al capitale umano vada riconosciuto un grande valore"
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I lavoratori della CDA durante i festeggiamenti per i 40 anni dell'azienda
Società
13 luglio 2017 di redazione (fonte Ufficio stampa Silvia Marconi)

Conferma il proprio impegno a favore dei lavoratori la CDA di Talmassons che, per il secondo anno consecutivo, ha deciso di distribuire al personale una parte degli utili. Per il 2017 ammonta in totale a 50 mila euro la cifra erogata dalla società di distributori automatici friulana. «Il mercato ci svela che le aziende di successo - dichiara Fabrizio Cattelan, CEO di CDA - sono quelle dove i lavoratori stanno bene al loro interno, quelle in grado di generare profitto e benefici non solo per chi le guida, ma anche per quanti contribuiscono con il loro lavoro alla vita e allo sviluppo quotidiano delle stesse».

Nel 2016 la decisione di coinvolgere, in occasione dei 40 anni di CDA, il personale nella divisione degli utili ha portato risultati positivi in termini non solo di qualità del lavoro e produttività, ma anche di clima lavorativo. «I nostri collaboratori – sottolinea Cattelan, promotore in azienda della divisione degli utili sono preziosi per il buon andamento dell’azienda che ha chiuso l’ultimo bilancio registrando un +5% rispetto all’anno precedente, superando la soglia dei 9 milioni di euro di fatturato. Siamo convinti che al capitale umano vada riconosciuto un grande valore. I nostri 68 collaboratori sono una componente determinante per assicurare buone performance all’impresa: quotidianamente la maggior parte di loro fa visita a uno e più dei nostri 2.500 clienti presenti nel Nordest per l’approvvigionamento e la manutenzione dei distributori automatici e presta il proprio volto in nome dell’azienda».

In CDA, dove le 8 ore lavorative non sono il parametro che misura la produttività, per favorire la conciliazione famiglia-lavoro si punta alla flessibilità dell’orario, al part-time e si guarda con interesse al lavoro agile (smart-working). Nel futuro più prossimo prenderà il via lo sviluppo di un articolato piano di welfare aziendale, di fatto uno strumento di responsabilità sociale delle imprese, cavallo di battaglia di Fabrizio Cattelan, anche alla luce dell’esperienza, appena conclusasi, da presidente dell’associazione AnimaImpresa. Attualmente è in corso l’elaborazione di un’indagine interna all’azienda per conoscere i bisogni concreti dei lavoratori e individuare le tipologie d’intervento più idonee (assistenza sanitaria, educativa, economica, sociale). Al termine dell’indagine sarà selezionata una rosa di servizi e strumenti utili e tangibili per i dipendenti della CDA e, di conseguenza, anche per i loro familiari.

«Sono convinto che, se più aziende cominciassero a ragionare in quest’ottica sottolinea Cattelan il mondo del lavoro ne trarrebbe grande giovamento. Le iniziative di welfare aziendale contribuiscono ad accrescere la competitività delle aziende. I “benefit” non sono una prerogativa delle grandi imprese; anche per le PMI rappresentano un’opportunità da cogliere. Dal punto di vista fiscale la Legge di stabilità 2017 prevede il potenziamento delle misure incentivanti riguardanti gli interventi di welfare aziendale. Le politiche di welfare aziendale sono uno strumento utile per attrarre, trattenere e motivare le risorse umane e la loro adozione produce benefici che si ripercuotono positivamente anche sul territorio in cui vivono aziende e collaboratori. A propria volta, le imprese stesse non possono che beneficiare dell’incremento della qualità della vita delle comunità locali in un circolo virtuoso destinato a creare ulteriore valore».

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