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Al via "Cantiere Friuli"

Società
19 maggio 2017

Udine, l'Università come centro di sviluppo

di redazione (fonte Ufficio stampa Università di Udine)
Progetto dell'Ateneo che mira a proporsi al territorio come agenzia di sviluppo ed esempio di buone pratiche. Come avvenne dopo il terremoto del 1976
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I componenti delle Officine con il rettore De Toni e, a destra, il direttore generale Massimo Di Silverio e il prorettore Roberto Pinton
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19 maggio 2017 di redazione (fonte Ufficio stampa Università di Udine)

L’Università di Udine ha organizzato il primo incontro pubblico di Cantiere Friuli. L’Università che ri-costruisce". L’Ateneo con questo progetto, ideato nell’ambito del Piano strategico, intende proporsi al territorio come agenzia di sviluppo ed esempio di buone pratiche, attraverso la produzione di idee e progetti per il Friuli – decisori, attori politici e popolazione –, in una prospettiva di ri-costruzione, sulla scia della stagione della ricostruzione seguita al terremoto del 1976, da cui la stessa Università friulana ebbe origine. L’appuntamento, aperto a tutte le categorie e a tutta la popolazione interessata, si è tenuto presso l’auditorium di palazzo di Toppo Wassermann.

Protagoniste della giornata di lavoro sono state le sette “Officine” in cui “Cantiere Friuli” si articola. Vero braccio operativo del progetto, ciascuna di esse affronta le prime linee tematiche individuate dal Gruppo tecnico di indirizzo del progetto.

Dopo i saluti del rettore Alberto De Toni, i lavori sono stati introdotti da Mauro Pascolini, delegato al “Cantiere Friuli”. Sono quindi intervenuti i capi delle sette OfficineDemografia e territorio (Alessio Fornasin, Andrea Guaran e Gian Pietro Zaccomer); Sistemi digitali di supporto avanzato alle decisioni strategiche per il territorio (Carlo Tasso e Salvatore Amaduzzi); Innovazione manifatturiera (Antonio Abramo e Alessandro Gasparetto); Nuovi fattori produttivi e nuova imprenditorialità (Maria Chiarvesio e Andrea Moretti); Vuoti da riempire: rigenerare e recuperare il capitale territoriale (Dipartimenti Politecnico di ingegneria e architettura, di Studi umanistici e del patrimonio culturale e di Scienze agroalimentari, ambientali e animali); Persone, comunità e servizi sociosanitari (Silvio Brusaferro); Autonomia e istituzioni (Elena D’Orlando). L’incontro è stato moderato dal giornalista Rossano Cattivello.
Quello odierno è stato il primo di una serie nell’ambito dei “Luoghi di condivisione”, luoghi reali, ma anche luoghi di discussione e di incontro con i portatori di interesse espressione del territorio e con la popolazione, considerato che “Cantiere Friuli” vuole confrontare i saperi e condividere i risultati sia all’interno delle Officine, sia con il territorio, rinnovando quei legami e quel rapporto che hanno caratterizzato sin dall’origine la stessa nascita dell’Ateneo.

Ogni Officina è composta da un Gruppo di conduzione, formato da docenti dell’Ateneo friulano e da esperti e qualificati esponenti espressione delle forze più vitali e innovative del territorio. I Gruppi di conduzione hanno il compito di sviluppare il tema di ricerca, articolare un progetto con relativo cronoprogramma, individuare le risorse umane e finanziare e fissare tutte le azioni di condivisione ritenute utili. Attenzione particolare è data allo sviluppo di iniziative concrete finalizzate a fornire supporto ai decisori delle politiche territoriali.

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