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Confermato alla presidenza regionale

Attualità
04 maggio 2017

Confagricoltura FVG, Felluga alla guida della viticoltura

di Adriano Del Fabro (ufficio stampa)
Parteciperà anche ai lavori nazionali: "Va bene insistere sui Paesi emergenti, ma dobbiamo consolidarci in Europa"
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Roberto Felluga
Attualità
04 maggio 2017 di Adriano Del Fabro (ufficio stampa)

Roberto Felluga, viticoltore di Capriva del Friuli, è stato riconfermato alla presidenza della Sezione economica regionale viticoltura di Confagricoltura Fvg. Alla vice presidenza sono stati chiamati il pordenonese Michelangelo Tombacco e Michele Pace Perusini di Corno di Rosazzo. Felluga, in quanto delegato regionale, parteciperà pure ai lavori della Federazione nazionale viticoltura di Confagricoltura.

«Nei mesi corsi – spiega – nel settore vitivinicolo del Fvg si sono realizzate importanti convergenze che hanno portato all’ottimo avvio della Doc Friuli Venezia Giulia, della Doc interregionale del Pinot grigio e la “riforma” delle Igt. Si tratta, ora, di migliorare la programmazione di tutto il settore superando, per quanto possibile, i particolarismi e continuando pure a valorizzare le esperienze storiche. Serve, dunque, procedere speditamente sulla costituzione del Consorzio unico delle Doc regionali e ragionare sulla promozione vinicola con obiettivi di efficacia e di opportunità. Va bene insistere sui Paesi emergenti (Russia, Cina e altri), ma dobbiamo soprattutto presidiare e consolidare in modo più deciso e continuativo i mercati nei Paesi più evoluti e vicini dove il “Made in Italy” e, quindi, i vini, la cucina e la cultura della nostra Penisola hanno già un posto di primo piano: Europa in primis. Infine – aggiunge Felluga – auspico una convinta presa di coscienza dei produttori e della filiera sulla proposta e sulla gestione di una viticoltura sempre più ecosostenibile che fa bene ai produttori, ai consumatori e all’ambiente».

«Lavoreremo a un patto fra collina e pianura – conclude Pace Perusini – per predisporre un disciplinare specifico per la nuova Doc della Ribolla gialla. Un’iniziativa che potrebbe contribuire  a mantenere alto lo standard qualitativo del vitigno e l’esclusività produttiva regionale del nostro importante e illustre autoctono».

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