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Progetto Nuova Manifattura

Società
11 aprile 2017

Industria 4.0 "nuovo modello di società"

di redazione (fonte Ufficio stampa FFF)
Presentata a Udine la sintesi del percorso promosso da Friuli Future Forum: focus non più su innovazione sociale ma su cambiamento epocale
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(ph. Tassotto&Max)
Società
11 aprile 2017 di redazione (fonte Ufficio stampa FFF)

Sarà ancora manifattura? La risposta alla domanda che ha scandito l’incontro di sintesi del progetto Nuova Manifattura di Friuli Future Forum, in Camera di Commercio a Udine, è contenuta nel libro che ha raccolto gli atti del percorso. Una risposta affermativa ma che va declinata sul modello dell’industria 4.0, programma che non si riferisce alla mera innovazione industriale ma a un cambiamento epocale, a un «nuovo modello di società», come l’ha definito l’assessore regionale alle attività produttive Sergio Bolzonello, intervenuto assieme ai rappresentanti degli altri enti che, con la Regione e l’Ocse, hanno promosso il progetto Nuova Manifattura, ossia i presidenti delle Cciaa di Udine e Pordenone Giovanni Da Pozzo e Giovanni Pavan.

Al tavolo, moderati dal project manager di Fff Renato Quaglia, c’erano anche Alessandro Russo di Ires Fvg, Lydia Alessio-Vernì, Direttrice centrale attività produttive, turismo e cooperazione e Stefano Sacchi, presidente Inapp - Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche, che ha parlato del lavoro che cambia, di digitalizzazione, automazione e futuro del lavoro, temi che ha ripreso anche Da Pozzo nell’introdurre l’incontro. «Il numero delle imprese manifatturiere dal 2009 al 2016 è fortemente calato», ha evidenziato il presidente della Cciaa Udinese anticipando i numeri approfonditi poi anche da Russo. «Ma è un comparto che si è molto trasformato e che ora per primo, ma non solo, affronta industria 4.0, un percorso di innovazione e “contaminazione” con i servizi che prevede un mix di strumenti e competenze nuovi e modelli business innovativi in cui anche le Camere di Commercio avranno un ruolo, con le associazioni di categoria, per istituire i “digital hub” sul territorio, che dovranno fornire l’alfabetizzazione base per le imprese proprio su “industria 4.0”, su cui si innesteranno i percorsi più evoluti studiati e forniti dalle categorie». Per Da Pozzo, è necessario che affrontiamo il cambiamento con la consapevolezza di quali sono i megatrend che stanno trasformando la nostra vita e il nostro modo di lavorare e ha citato i colossi della new economy, «che fanno grandi fatturati, ma in genere con poca proprietà e meno dipendenti.  Più le aziende sono innovative, tecnologiche, più salgono i fatturati e meno ci sono addetti, ma ci sono anche milioni di fruitori in tutto il mondo, con evoluzione delle strutture produttive e distributive e nuove professioni e mestieri, e trasformazione di quelli esistenti. Un paradigma che ci spinge ad aprire gli occhi, anche da qui, dall’Italia e dal Fvg, perché dobbiamo capire quali sono le linee di velocità e di azione che fanno muovere il mondo e in cui tutti ci troviamo immersi».

Russo di Ires ha riassunto in cifre l’andamento del manifatturiero. A fronte di un calo numerico, le imprese del comparto sono più strutturate: il calo 2009-2016 si concentra infatti tra Snc (-643, pari a -30%) e ditte individuali (-655, pari a -15%), mentre l’incidenza delle società di capitali è passata dal 32% al 36%. I settori più colpiti risultano legno-arredo (-519 imprese) e produzioni in metallo (-398) mentre In crescita solo riparazione e manutenzione di macchine e apparecchiature (+245, +76%). In termini di unità locali la flessione è più contenuta (-10%). Crescono poi i contratti di rete: il Fvg è primo in Italia per numero di imprese in rete ogni 1.000 registrate. E il 25% sono manifatturiere. Note positive arrivano dall’occupazione anche a tempo indeterminato e dall’innovazione: il Fvg ai primi posti in Italia per spesa in Ricerca e sviluppo in percentuale del Pil (1,64% nel 2014, media nazionale 1,38%), un dato in costante crescita nell’ultimo decennio (1,15% nel 2005), ed è la seconda regione per numero di imprese con attività innovative. 

Le conclusioni sono arrivate dal vicepresidente Bolzonello, che ha chiamato “Industria 4.0”  un «nuovo modello di società», in cui una delle parole d’ordine è velocità, stare al passo con l’esigenza di agire nel più breve tempo possibile nel mettere in campo tutti gli strumenti possibili. Fare manifattura oggi significa inserirsi in questo nuovo contesto che riguarda tutta la società.

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