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Attualità
07 aprile 2017

Nuovo splendore per l'antica Aquileia

di redazione (fonte Ufficio stampa Fondazione Aquileia)
Apre al pubblico il nuovo sito archeologico "Domus e Palazzo episcopale". Grazie a un gioco architettonico, visibile la sovrapposizione di livelli pavimentali di diverse epoche
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Un particolare del mosaico (ph. Fondazione Aquileia)
Attualità
07 aprile 2017 di redazione (fonte Ufficio stampa Fondazione Aquileia)

Sarà inaugurata sabato 8 aprile alle 15 la nuova struttura di protezione e valorizzazione,  realizzata dalla Fondazione Aquileia, dell’area archeologica denominata “Domus e Palazzo Episcopale” in Piazza Capitolo ad Aquileia. L’opera completa la riqualificazione della piazza della Basilica sul lato nord, restituendo alla fruizione del pubblico uno spaccato della vita della città e offrendo l’opportunità di vedere, grazie a un gioco architettonico, la sovrapposizione di livelli pavimentali di diverse epoche.

L’area archeologica “Domus e Palazzo Episcopale” è il frutto di una storia di valorizzazione iniziata con l’acquisizione da parte dello Stato di un rustico privato denominato “stalla Violin”. Già negli anni Cinquanta la Soprintendenza alle Antichità delle Venezie aveva condotto i primi scavi in quest’area di piazza Capitolo, sotto la direzione di Luisa Bertacchi, ed erano stati messi in luce (e lasciati in vista) tre ambienti di un più ampio complesso, identificato come un settore del palazzo episcopale di V secolo.

Tra il 2009 e il 2010, nuove indagini promosse dalla Fondazione Aquileia e con la direzione scientifica della Soprintendenza Archeologia del FVG hanno portato alla scoperta di una sala mosaicata dell’inizio del IV secolo, dotata di abside, e quindi alla decisione della Fondazione Aquileia di attuare un progetto di copertura e musealizzazione del sito per consentire la protezione dei resti e permettere contestualmente al pubblico di apprezzarli.

Con l’avvio del cantiere, a inizio 2016, ulteriori scavi hanno raggiunto i livelli del I-II secolo, imponendo una variante al progetto originario, che è confluito nell’attuale struttura.

Nella nuova struttura sono visibili i resti  di uno degli isolati della città romana che si svilupparono, alla fine del I secolo a.C., fuori dalla cinta muraria originaria eretta quasi due secoli prima. Il percorso di visita si snoda tra strutture e pavimenti musivi delle diverse fasi edilizie del sito, visibili a profondità diverse (si raggiungono i 4 metri sotto il piano di campagna attuale): il visitatore potrà così effettuare un viaggio a ritroso nel tempo nel ventre di Aquileia, ammirando le strutture della domus di I-II secolo, la grande aula absidata del IV secolo, gli estesi resti musivi e murari del palazzo episcopale del V secolo.

Questi ultimi sono i resti archeologici che s’incontrano per primi nel percorso di visita. La lunga sala, collegata probabilmente al complesso basilicale, faceva parte della residenza di rappresentanza del vescovo di Aquileia, la cui autorità era cresciuta in maniera significativa durante il IV secolo. Il muro occidentale divideva la sala da un’area esterna lastricata (scavata nel 2010 e oggi non più visibile), che è stato possibile datare tra la fine del IV e l’inizio del V secolo d.C. grazie al rinvenimento di alcune monete.

Il mosaico, databile nel corso del V secolo d.C., è suddiviso in due tappeti di diversa ampiezza separati da una fascia di tessere gialle. Nella porzione settentrionale è un motivo a piccoli quadrati concentrici, attorno a un bottone nero, realizzati con l’utilizzo di tessere di cotto. Il più ampio spazio di forma allungata è invece decorato da una composizione a reticolato ornata da losanghe e quadrati, impiegata anche in altri contesti cristiani di Aquileia.

Al centro del percorso espositivo e al livello più profondo, si conserva parte di una casa del I secolo d.C., con i resti di muri recanti ancora la decorazione ad affresco per un’altezza di più di un metro: una circostanza straordinaria ad Aquileia in livelli di questa epoca.

Il percorso si conclude con la sala absidata di una domus  di IV secolo, scoperta tra il 2009 e il 2010. L’aula absidata, costruita all’interno dell’isolato occupato dal complesso basilicale teodoriano e forse appartenente alla residenza del vescovo, aveva un’ampiezza di circa 100 metri quadrati e fu realizzata secondo modelli architettonici in voga al tempo e documentati ad Aquileia anche in altri contesti residenziali di alto livello.

L’abside, con ampiezza di oltre cinque metri, era sopraelevata e raccordata al piano dell’aula da un gradone. Le pareti e il soffitto erano decorati con affreschi, dei quali sono stati rinvenuti numerosi frammenti nel corso dello scavo: raffinati tralci di vite con foglie, grappoli d’uva e volatili su fondo rosso davano risalto al catino absidale rispetto al più semplice soffitto bianco della sala. Nel pavimento a mosaico, un motivo a tendaggio realizzato in tessere dai colori sfumati esaltava la funzione rappresentativa dell’abside, usata come spazio di ricevimento, al quale era destinato il maggiore impegno decorativo.

Il pavimento dell’aula è suddiviso in tre campiture da raffinate fasce vegetali con al centro un riquadro del quale si conserva solo parte della cornice.

Le semplici trame geometriche, a esagoni e cerchi allacciati, sono arricchite da motivi figurati policromi raffrontabili con la decorazione delle aule teodoriane, con le quali condividono le maestranze e la datazione successiva all’Editto di Costantino del 313 d.C. Le raffigurazioni attingono al repertorio dei soggetti di genere ampiamente diffuso nella produzione musiva romana: pesci, polipi, conchiglie e volatili sono affiancati a grappoli d’uva, racemi fioriti, cesti e bacili ricolmi di frutti, per evocare, attraverso l’allusione alla ricchezza della natura, un’idea di benessere e prosperità.

L’intervento, firmato dagli architetti Tortelli Frassoni e da Mads & Associati, è stato finanziato anche grazie al progetto europeo Expoaus finanziato dal Programma IPA Transfrontaliero Adriatico 2007-2013 e al generoso sostegno ricevuto da alcuni veri e propri mecenati dell’arte Olimpias Group, BCC di Fiumicello e Aiello, Allianz Italia e Danieli & C Officine Meccaniche – che hanno voluto contribuire all’opera grazie alla normativa sull’Art Bonus.

La cerimonia di inaugurazione si terrà sabato 8 aprile alle ore 15 con gli interventi di Debora Serracchiani, presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Gianni Torrenti, assessore alla Cultura della Regione FVG, Antonio Zanardi Landi, presidente della Fondazione Aquileia, Cristiano Tiussi, direttore della Fondazione Aquileia, Gabriele Spanghero, sindaco di Aquileia, Pietro Fontanini, presidente della Provincia di Udine, Corrado Azzollini, Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio del Fvg, Marta Novello, direttrice scientifica della Soprintendenza.

Realizzazione delle opere: CP costruzioni Trieste; Eu.Co.Re restauri di Pavia di Udine.

Da domenica 9 aprile l'apertura dell'area sarà gratuita e regolamentata su 4 turni giornalieri con l'assistenza del personale di sorveglianza che coordinerà l'accesso dei gruppi: sarà necessario presentarsi all'ingresso del sito puntuali alle ore 10, 12, 15 o 17. Dal 7 maggio ingresso libero tutti i giorni con orario continuato 10-19.

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