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La presa di posizione del segretari di Euretica

Sport
20 marzo 2017

Derby e fair play: binomio impossibile?

a cura della redazione
Prima della gara di basket tra Udine e Trieste di serie A2, distribuite al pubblico magliette per sensibilizzare verso un tifo corretto. Ma non tutti hanno aderito...
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Da sinistra: Vanuzzo, Medves, Damele, Lardo e Micalich prima del derby
Sport
20 marzo 2017 della redazione

“Amo Udine e rispetto Trieste, w il fair play e anche lo sfottò, non l’odio”: è questa la frase scritta sulle magliette regalate al palazzetto dello sport di Cividale in occasione di Apu GSA Udine – Alma Trieste di basket maschile A2 (gara disputata ieri e vinta dai padroni di casa) consegnate, tra gli altri, al capitano dell'APU Manuel Vanuzzo, al coach Lino Lardo e al gm Davide Micalich.

«L’idea e la frase – afferma il segretario Euretica Udine, Daniele Damele – le ho partorite dopo il derby d’andata assistendo allo spettacolo deprimente della maglietta triestina “Odio Udine”, addirittura indossata da un giocatore. Nessuna strumentalizzazione andava fatta, ma rispondere a quell’errore con fair play era d’obbligo. Grazie, quindi, a Micalich, e, poi, a Massimo Medves, presidente dell’associazione Vallimpiadi, che hanno condiviso la mia idea».

Secondo lo stesso Damele, tuttavia, anche ieri gli eccessi non sono mancati: «Due sciarpe con scritto “Odio Udine” sono l’anticamera della violenza e domenica sono state, ahinoi, esposte a lungo. Ovvio attendersi reazioni con cori all’insegna dello sfottò (ci stanno tutti da ambo le parti sempre), ma anche, purtroppo, con parole offensive. Eppure c’erano anche tanti bambini in un palasport in festa e gioioso. Come spiegare loro parole e addirittura scritte di odio? Urge un intervento. I media non possono esimersi dal fare la loro parte, ma anche Federazione e Lega devono intervenire, le scuole, le famiglie. Non possiamo accettare come inevitabili certi comportamenti. Siamo alla violenza verbale, va fermata».

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