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Lo sviluppo di Ditedi

Società
31 gennaio 2017

Comunicazione e metalmeccanica, in FVG l'industria 4.0

di redazione (fonte Ufficio stampa Ditedi)
Nuove sinergie per il Distretto delle tecnologie digitali: "vogliamo consentire ai nostri ‘cervelli’ di creare economia sul territorio e restare a lavorare in regione"
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L'incontro tra i rappresentanti dei vari cluster regionali a Tavagnacco (ph. Ufficio stampa Ditedi)
Società
31 gennaio 2017 di redazione (fonte Ufficio stampa Ditedi)

Il Distretto delle Tecnologie Digitali (Ditedi) è stato riconosciuto come ‘cluster’ (concentrazione di imprese dello stesso settore, ndr) Ict (Tecnologie per l’informazione e la comunicazione) del Friuli Venezia Giulia, aggiungendosi così a quelli dell’agroalimentare, del sistema casa (mobile e sedia), della metalmeccanica, delle tecnologie marittime e dello “smart health” (settori del biomedicale, delle biotecnologie e della bioinformatica). Ditedi è ‘catalizzatore’ di un centinaio di aziende che fanno del digitale e delle nuove tecnologie il proprio business.

Il community manager del Distretto, Massimiliano Liva, ha già iniziato a incontrare i rappresentanti degli altri cluster e qualche giorno fa, a Tavagnacco, gli affiliati Ditedi hanno avuto modo di interfacciarsi con Saverio Maisto, cluster manager del Comet (il cluster regionale della Metalmeccanica). Un incontro che ha consentito di gettare le basi per alcune collaborazioni tra le due realtà. In un momento in cui si parla molto di ‘industria 4.0’, riuscire a fare rete mettendo in contatto le imprese del comparto Ict con quelle della metalmeccanica, può risultare una strategia vincente di crescita e di sviluppo. Tra gli obiettivi dei cluster (e del Ditedi) c’è proprio lo scambio e il trasferimento di conoscenze e competenze, con l’obiettivo di creare reti e trasferire conoscenze per migliorare la competitività del territorio.

«Il nostro intento – conclude Liva – è quello di far lavorare le imprese della regione sviluppando le potenzialità presenti in loco in modo da consentire ai nostri ‘cervelli’ di creare economia sul territorio e restare a lavorare in FVG». 

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