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Nuove emigrazioni

Turismo
30 dicembre 2016

Italia-Australia, solo andata?

di Moira Cussigh (Ufficio stampa)
Ogni anno 53.000 italiani sbarcano in un aeroporto australiano per un'esperienza di studio o lavoro. Molti di loro per non tornare più. Due udinesi hanno aperto un info-point per aiutarli
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Ilaria Gianfagna e Stefano Riva
Turismo
30 dicembre 2016 di Moira Cussigh (Ufficio stampa)

Sono circa 53 mila gli italiani che ogni anno atterrano in un aeroporto australiano, per vacanza, per un'esperienza di lavoro, per studiare e spesso con l'obiettivo di trasferirsi in maniera definitiva. In particolare, sono 33.300 i visti turistici richiesti, più di 14 mila i visti vacanza e lavoro (working holiday visa), 3.000 quelli per gli studenti (student visa), 2.100 quelli per i dipendenti che hanno ricevuto un'offerta di lavoro di 2 o 4 anni (sponsor), e circa 600 i visti permanenti rilasciati, secondo il sito del Dipartimento di immigrazione. Un totale quindi di quasi 53 mila italiani che ogni anno scelgono l'Australia, un Paese che da sempre vanta una forte comunità italiana grazie all'emigrazione del secolo scorso. Sono 300 mila le persone che a casa parlano italiano, 200 mila quelle nate in Italia e oltre 916 mila quelle di origini italiane.

Ne sanno qualcosa Ilaria Gianfagna e Stefano Riva, entrambi di Udine, che tre anni fa hanno fondato Just Australia, l'infopoint per chi vuole trasferirsi in Australia, con sede a Melbourne dove sono passati circa 6 mila italiani in 3 anni.

“L'Australia è un Paese multi-etnico – spiegano – estremamente moderno, dove la qualità della vita è molto alta, tra burocrazia snella, infrastrutture e servizi efficienti, stipendi elevati e commisurati ai costi, opportunità di lavoro e prospettive future, clima mite, spazio per il tempo libero e la vita all'aria aperta. In particolare Melbourne è stata nominata per il sesto anno consecutivo la città più vivibile al mondo. L'ideale per chi vuole cambiare vita e crearsi un futuro all'estero”.

Just Australia è un infopoint italiano e gratuito, oltre che un'agenzia educativa specializzata in percorsi di studio e di lavoro. Vanta una serie di collaborazioni in Australia e in Italia, con scuole, studi legali, traduttori, agenti di immigrazione, banche, agenzie di viaggi, assicurazioni sanitarie e altre aziende. Just Australia, inoltre, mette a disposizione annunci e contatti di lavoro. “Cerchiamo di creare il percorso più adatto a ogni singola persona, a seconda di professione, età, stato civile, budget, tempo a disposizione e passioni – illustrano Stefano e Ilaria  – e in più svolgiamo gratuitamente le prime pratiche per i neoarrivati: tax file number (il codice fiscale australiano), curriculum in inglese, apertura del conto in banca, assistenza nella ricerca di casa e lavoro, consigli e dritte su come vivere e lavorare in Australia”.

“Di lavoro in Australia ce n'è per tutti – continuano Ilaria e Stefano – a patto di darsi da fare, sapersi reinventare se necessario e ricominciare da capo. Fondamentale è avere un buon livello d'inglese, poter vantare anni di esperienza e qualifiche”.

Le opzioni per trasferirsi in Australia sono tante, ma c'è da dire che emigrare definitivamente non è facile. Forse le regole sono meno restrittive che negli Stati Uniti, ma comunque un visto permanente bisogna sudarselo e tutto dipende sempre da tre fattori: il livello d'inglese, il titolo di studi e gli anni di esperienza. Il visto turistico dura da tre mesi ad un anno ed è utile per farsi un'idea della vita in Australia; il working holiday è il più famoso e permette a chi ha meno di 31 anni di vivere un'esperienza di viaggio e lavoro della durata di un anno con la possibilità di rinnovarlo di altri 12 mesi, a patto di lavorare per 88 giorni in una fattoria australiana; lo student visa è un'opzione interessante per chi ha superato i 31 anni e per chi vuole frequentare un corso di inglese o professionale, dà accesso a un permesso di lavoro part time; lo sponsor visa è quello più ambito, permette di vivere e lavorare in Australia fino a 4 anni per la stessa azienda, che offre un contratto temporaneo; infine c'è lo skilled visa che è un visto permanente a tutti gli effetti, rivolto alle professioni di cui c'è carenza.

La maggior parte degli italiani lavora nella ristorazione e nelle costruzioni, semplicemente perché si tratta di settori in cui è semplice inserirsi appena arrivati o se il livello d'inglese è ancora da migliorare. Per chi mastica bene l'inglese, l'Australia è sempre in cerca di medici, infermieri, architetti, chef, ingegneri, meccanici e in generale tutte le professioni collegate all'edilizia. Poi per i più audaci, c'è chi ha intrapreso un'attività di importazione e chi ha aperto un ristorante.

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