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Nutrizione e malnutrizione

Salute
25 luglio 2013

Alimentazione, scelta consapevole

di Annalisa Casarin
Per mangiare in modo corretto è opportuna una conoscenza su cibo e salute. Ecco alcuni suggerimenti.
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Salute
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Il termine dieta deriva dal latino diaeta che proviene dal greco dìaita. In tutti i casi, la parola assume il significato di regime, stile, tenore di vita, ed è sinonimo di alimentazione sana ed equilibrata. Alimentarsi correttamente vuol dire adottare una dieta in grado di soddisfare i bisogni fisiologici dell’organismo sia di energia che di nutrienti. In italiano corrente la definizione di regime alimentare si sovrappone abitualmente al termine dieta. Questo ad indicare che la dieta non è esclusivamente privativa, ma deve essere una scelta di stile di vita che si abbina a pratiche sportive o ricreative. Dal punto di vista qualitativo (cosa mangiamo) e quantitativo (quanto ingeriamo) possiamo distinguere diete per diminuire o aumentare il peso corporeo, regimi alimentari per attenersi a prescrizioni mediche legate a particolari quadri clinici e stili alimentari per ottenere differenti risultati sul proprio fisico, ad esempio, la dieta del soggetto sportivo.

La Dietologia si occupa dello studio dei fabbisogni e dei modi per fornire all’uomo, attraverso l’alimentazione, una nutrizione idonea e adeguata alle diverse necessità, temporanee o permanenti che siano. Questa scienza fa riferimento alla razione alimentare giornaliera, elaborando la distribuzione e la combinazione degli alimenti nella razione alimentare, il numero e il ritmo dei pasti, le modalità di cottura e di presentazione dei cibi. La dieta ideale è, pertanto, personalizzata e impostata secondo vari parametri: l’età, il sesso, il peso, il tipo di lavoro svolto, il clima, lo stato fisiologico, le condizioni di salute, il fabbisogno calorico e nutrizionale.

Le due fasi del processo fisiologico, di introduzione degli alimenti previsti dalla dieta e conversione in energia, si definiscono alimentazione e nutrizione. L’alimentazione comprende l’assunzione per via orale degli alimenti e la loro digestione; è un processo volontario. La nutrizione include l’insieme dei processi di assorbimento intestinale degli alimenti digeriti e la loro utilizzazione (o assimilazione) da parte delle cellule dell’intero organismo.

È, quindi, un fenomeno involontario. Purtroppo, per questioni di tempo o pigrizia, l’alimentazione è per qualcuno quasi ‘inconscia’, in altre parole sono introdotti cibi e bevande senza considerarne qualità e quantità e, a volte, senza neanche assaporarli. Da questo tipo di dieta derivano spesso la malnutrizione, con carenza più o meno manifesta di alcuni alimenti essenziali per il corretto funzionamento del corpo, e uno squilibrio del peso corporeo in difetto o in eccesso.

Il corretto comportamento alimentare dovrebbe essere acquisito in età infantile, ma non è mai troppo tardi! Possiamo far diventare le nostre scelte più consapevoli con dei piccoli accorgimenti. Innanzi tutto, tenere un diario alimentare per almeno tre/quattro settimane. Può sembrare una pratica noiosa e inutile, ma tramite la registrazione di quanto è introdotto quotidianamente si possono fare le dovute considerazioni sulla qualità e quantità degli elementi che compongono l’attuale dieta. Ad esempio, accorgersi che si utilizzano pasta e pane nello stesso pasto e per più volte al giorno, o che i pasti sono accompagnati da bevande gassate e caloriche troppo spesso, o addirittura che si saltano i pasti per poi incrementare l’introito calorico nel pasto successivo e con associazioni di alimenti errate. Inoltre, si possono individuare cibi che dovrebbero essere assunti solo raramente, ma che purtroppo possono diventare una routine difficile da eliminare. Provare a ridurne quantità e frequenza di assunzione potrebbe rivelarsi una pratica sufficiente per perdere qualche chilo. Il diario alimentare può essere utilizzato anche come esercizio per la memoria. Impressiona accorgersi come spesso ci si dimentica di quanto si è mangiato anche pochi istanti prima.

Andrebbe annotato anche l’introito liquido: l’acqua è un alimento e come tale deve essere considerato. La sua qualità e quantità sono fondamentali per sostenere le funzioni vitali dell’organismo, per migliorarne il metabolismo e le capacità di depurazione. Senza contare che spesso si mangia perché si ha sete! La disidratazione, come una cattiva alimentazione serale, è causa anche di una scadente qualità del sonno oltre che di affaticamento, mal di testa, visione offuscata, costipazione e crampi muscolari.

Molte persone non bevono perché non vogliono dover urinare frequentemente, ma non capiscono o non accettano che le funzioni depurative sono quelle che mantengono sano l’organismo e pertanto devono essere messe al primo posto. L’abitudine di bere almeno un bicchiere di acqua (circa 150ml) dalle 6 alle 8 volte al giorno avrà certamente l’effetto di aumentare le visite alla toilette, ma aiuterà tutti i processi fisiologici e migliorerà l’aspetto, specialmente se il primo bicchiere viene assunto la mattina a digiuno e con qualche goccia di limone. Le bevande zuccherate o addolcite con dolcificanti artificiali, quali succhi di frutta e bibite gassate, andrebbero riservate a occasioni rare, e annotate. Il tè, deteinato o alle erbe, se comprato in negozi specializzati che garantiscano che le scatole o le erbe siano conservate in modo adeguato e siano spesso sostituite da confezioni recenti, risulta più idratante dell’acqua e coadiuva la perdita di peso. Oltre ad aiutare la digestione, se utilizzato con erbe specifiche, il tè ha una funzione antiossidante e alcune delle sue varietà aiutano ad abbassare il colesterolo.

La dieta ottimale, oltre a soddisfare le esigenze fisiologiche dell’organismo di assunzione di alimenti essenziali e acqua, si dovrebbe armonizzare con la sfera psicologica e relazionale, appagando i sensi, aderendo alla tradizione del territorio e adeguandosi al ritmo vitale. È per questo che sono largamente sconsigliate diete restrittive fai-da-te, pre-compilate, suggerite da conoscenti o altamente privative e che rischiano di essere vanificate per mancanza di soddisfazione, poco effetto o noia.

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