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L'attività del Centro missionario diocesano

Attualità
29 febbraio 2016

Gorizia-Africa, un legame lungo 40 anni

di Margherita Reguitti
Oltre alle missioni in Costa d'Avorio e Burkina Faso, le attività di sostegno interessano anche altri luoghi del pianeta: dalla Thailandia al Messico ecco come operano i missionari goriziani.
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Ivana Cossar e Luisella Paoli assieme ai bambini africani (ph. Centro missionario diocesano Gorizia)
Attualità
29 febbraio 2016 di Margherita Reguitti Image

Storie che arrivano dall’altra parte del mondo per ricordare l’impegno del Centro missionario diocesano della diocesi di Gorizia in tempo di Quaresima. Si intitola “Misericordiosi come il padre”, l’agile volumetto di testimonianze raccolte dai missionari isontini, e non solo, nei paesi dove da 40 anni il Centro missionario diocesano è presente, pubblicato dal settimanale “Voce Isontina”. Storie di vita nel segno del Vangelo della Misericordia, come ricorda Papa Francesco, ma anche di grandi e piccoli gesti di umanità verso chi ha poco o niente, in condizioni di ignoranza, povertà di mezzi e di valori, spesso in società in guerra o martoriate dal terrorismo, come accaduto recentemente in Burkina Faso.

E proprio dal paese africano arrivano le storie delle missionarie laiche Ivana Cossar e Luisella Paoli, originarie di Aquileia e Turriaco. Le donne ne sono protagoniste: giovani madri per le quali il dono di un pezzo di sapone vale una ricchezza, sia per garantire la pulizia dei panni dei loro piccoli, sia per svolgere il lavoro di lavandaie dal quale ricavare il necessario per nutrire la famiglia. Sperduto nella savana, la speranza di vita di un bimbo nato prematuro è legato a un viaggio in moto, appena partorito, verso un ospedale pediatrico. Nella capitale Uagadugo 250 donne scacciate e condannate a morte perché “streghe” vivono in comunità protette: in una società dalle rigide regole morali le gravidanze di ragazzine in età scolare meritano il rifiuto della famiglia. Molte di loro si suicidano o muoiono per le complicazioni di aborti clandestini, così come i malati di mente vivono per strada senza nessun tipo di assistenza o cura. Nella città Dedugu, Nathalie e Pierre Marie, una coppia cristiana, ha creato un centro di accoglienza per madri-bambine che dopo il parto possono proseguire la scuola. Qui trovano rifugio anche le giovani che fuggono da violenze e da matrimoni combinati

Claudia Pontel di Aiello del Friuli è missionaria in Costa d’Avorio, si occupa di bambini da 0 a 6 anni, piccoli orfani o abbandonati dalla famiglia troppo povera per sfamarli. Nel centro fondato 10 anni fa da Denise, una donna africana, hanno trovato accoglienza centinaia di bambini da 0 a 18 anni.

In Thailandia è aperta la prima missione del Triveneto, sostenuta dal Centro missionario goriziano, formata da parrocchie di convertiti al cattolicesimo di etnie diverse. Danno sostegno a oltre 500 ragazzi che, attraverso borse di studio, possono studiare dalle primarie all’università.

In Messico, paese sconvolto dalla malavita legata alla droga, i missionari sono presenti nelle periferie e nei paesi sperduti in montagna, dove si parla la lingua preispanica Nahuatl. “Le offerte raccolte durante la Quaresima e non solo – spiega don Franco Gismano, direttore del Centro Missionario diocesano goriziano – vengono distribuite nei paesi dove siamo presenti, secondo criteri di importanza e urgenza stabiliti dagli organismi pastorali della diocesi di Gorizia. I garanti del loro corretto uso sono i responsabili delle chiese e delle comunità religiose locali”.

Le offerte vanno versate sul conto 1019465531 della Cassa di Risparmio FVG.

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