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Accettare se stessi

Psicologia
22 gennaio 2016

Liberarsi dei propri limiti

di Giuliana De Stefani
Qual è la strada per essere più sereni, empatici e rilassati con gli altri, capaci di godere della nostra condizione in ogni momento della vita?
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Psicologia
22 gennaio 2016 di Giuliana De Stefani

Abbiamo precedentemente analizzato alcuni aspetti del concetto di autostima e le dinamiche della svalutazione di sé e degli altri mediante l’atteggiamento dell’invidia.

In molte persone si sviluppa la convinzione di essere meno fortunate di molti conoscenti o amici, che vengono visti come persone con una vita facile e piacevole, priva di grossi problemi o preoccupazioni. È realistica questa percezione? Non potrebbe essere semplicemente legata a un egocentrismo molto radicato, con difficoltà di empatia con gli altri? Prestare veramente attenzione alle persone è un’esperienza assai interessante… Con questa funzione di ascolto, tipica delle professioni d’aiuto, si scopre facilmente la comune area di problematicità del vivere che investe la maggioranza degli individui.

Per contro, accanto ai temi e problemi comuni, per i quali tutti possediamo la normale capacità per risolverli, si è soliti riscontrare un ridotto numero di problematiche rare, singolari o addirittura eccezionali che effettivamente metterebbero in seria difficoltà chiunque. Al di là di queste due tipologie reali (problemi banali – problemi ardui), esiste purtroppo la categoria dei problemi dell’Ego. Sono tematiche intrapsichiche che danno origine a un fittissimo dialogo interiore nella persona e possono diventare una fissazione.

Qualcuno può sviluppare una vera sofferenza perché non ha finito gli studi e si sente ignorante nelle conversazioni e ora si rammarica delle proprie scelte; qualcuno può invidiare persone più belle di lui e favoleggia interventi estetici che gli daranno la rivincita e l’occasione di esibirsi. Spesso si sentono persone tormentate dal problema denaro, anche se ben pasciute, ben vestite e con molte vacanze alle spalle, poiché aspirano a standard di vita elevati spacciati come normali da televisione e riviste patinate.

Ancora più spesso si assiste allo sgomitare di persone mature che cercano i riflettori a tutti i costi perché necessitano di diventare famose o almeno di farsi fotografare, emuli frustrati dei talent televisivi per adolescenti.

L’esito di queste ossessioni? Talvolta una ferrea volontà e molto sacrificio (o molta spregiudicatezza) possono far raggiungere anche obiettivi fortemente distanti dal nostro posizionamento esistenziale. Ma di solito chi si lamenta molto consuma tanta energia psichica in questo lavoro e altra nell’invidiare chi è più interessante o fa cose interessanti. E, di conseguenza, agisce poco.

Una strategia di questi soggetti è andare a rimorchio di qualcuno che ha qualche dote, sperando di ricevere almeno le briciole del successo altrui. Naturalmente, se anche queste briciole arrivassero, la gioia sarebbe breve, perché è molto difficile ingannare la nostra autostima. Come abbiamo spiegato, è un’istanza che si forma precocemente e non si modifica con un semplice maquillage della nostra vita. Sono altri i parametri che la possono migliorare e corrispondono alle buone pratiche dei valori che abbiamo interiorizzato da bambini nell’ambito dell’educazione ricevuta.

Questo sistema di valori resiste a ogni nostro tentativo di liberazione, ribellione e rifiuto pratico a operare in armonia con gli insegnamenti, perché costituisce una specie di bussola interna, generando il senso di colpa che richiama la nostra attenzione sul fatto che “agiamo male”. Qual è la strada per essere più sereni, empatici e rilassati con gli altri, capaci di godere della nostra condizione in ogni momento della vita?

Molte discipline filosofiche lo spiegano, ma senza scomodarle, pensiamo al termine “accettazione”. Per poter progredire, andare avanti, devo accettare veramente il mio punto di partenza, in particolare i miei limiti. Cercare di mascherarli li radicalizza e pone uno stigma sulla nostra personalità che percepiremo come inadeguata, perpetuando il circolo vizioso dell’autosvalutazione e dell’invidia.

Naturalmente lasciare le  cattive abitudini è un lavoro non facile, e diventa ancora più arduo quando si frequentano persone con simile problema di autostima: in questi casi sembra di sentire ripetere mantra tematici su denaro, successo, fortuna, fama, potere e bellezza onnipotente. Magari cercare persone equilibrate e non invidiose, che si accontentano di ciò che sono o che sanno effettivamente fare, potrebbe essere consolatorio e tranquillizzante: darà il “permesso di esistere”, così come si è.

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