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Ritorna "FrescoteatroSocial Concordia"

Cultura e Spettacolo
04 gennaio 2016

Alla ricerca ossessiva della facilità

a cura della redazione
Il 15 gennaio al via a Pordenone la rassegna teatrale con il mattatore radiofonico Max Paiella de "Il ruggito del coniglio".
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Max Paiella (ph. Ufficio stampa FrescoteatroSocial)
Cultura e Spettacolo
04 gennaio 2016 della redazione

Torna FrescoteatroSocial Concordia, la rassegna che dall’auditorium Concordia di Pordenone irradierà lungo il 2016 una serie di spettacoli teatrali dal sottotitolo “Testimoni - Cinque pezzi...difficili”, contro la facilità inseguita come valore assoluto (troppo spesso) in questi ultimi anni a ogni livello culturale. Ma difficile non vuol dire serio e infatti si parte il 15 gennaio alle 21 con Max Paiella, il mattatore della fortunata trasmissione radiofonica Rai “Il ruggito del coniglio”, il quale sarà sul palco del Concordia con l’opera “Dov’è l’uscita” in cui proporrà anche alcuni dei suoi fortunati personaggi satirici oltre a esibirsi pure nelle vesti di cantante.

L’11 febbraio alle 21 invece una prima assoluta: in “Immigrant song” Lucia Zaghet racconterà la vita di Thomas Sankara, fondatore del moderno Burkina Faso, rivoluzionario africano assassinato nel 1987. Il dialogo e la comunicazione diretta e senza barriere sono l’altro filo conduttore scelto dal gruppo di organizzatori composto da Scuola Sperimentale dell'Attore, EtaBeta Teatro e Coordinamento Operatori Teatrali Pordenone, con la collaborazione di Ortoteatro e di Molino Rosenkranz.

“La rassegna di quest'anno - spiegano Ferruccio Merisi e Andrea Chiappori del Coordinamento Operatori Teatrali Pordenone - cita a rovescio il titolo di un famoso film degli anni post-sessantotto, Cinque pezzi facili. Ora i pezzi sono invece “difficili” perché la facilità la inseguiamo ossessivamente ed è tempo di tornare a tessere gli elogi del suo opposto, senza scorciatoie. Naturalmente sarà una "difficoltà" assistita, di volta in volta da risate, come nello spettacolo di Paiella, da poesia, da virtuosismo scenico… Saremo "testimoni" di un dissesto e di una crisi che sembrano ormai soprattutto culturali e mentali e che nascondono un punto epocale nella storia della civiltà: la coscienza sempre più chiara che l'egoismo di massa è alla frutta, come il visionario Sankara aveva predetto”. In primavera la rassegna proseguirà con altri tre spettacoli.

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