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Le aree naturali della regione

Turismo
13 marzo 2010

Parchi da scoprire

a cura della Redazione
Sentieri immersi nel verde, specie di animali protette, acque cristalline: tutte le meraviglie e i segreti delle aree naturali del Friuli Venezia Giulia.
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Riserva della Valle Cavanata (ph. Glauco Vicario)
Turismo
13 marzo 2010 della Redazione

Magici silenzi interrotti solamente dalle voci e dai suoni della natura. Quelli di animali altrove rari e di uccelli dal fascino senza tempo. Il tutto in un ambiente incontaminato, geloso della propria unicità ma al tempo stesso pronto ad aprirsi al contatto con l’uomo. Con rispetto. Ancora una volta il Friuli Venezia Giulia si conferma terra dalle meraviglie infinite: dalla piccole aree protette ricche di scenari inusuali ai vasti parchi che racchiudono patrimoni straordinari. Luoghi che, con l’approssimarsi della bella stagione, possono divenire meta ideale per giornate all’aria aperta per tutta la famiglia. iMagazine ve ne propone alcuni.

 

FALESIE DI DUINO

La Riserva si estende per 107 ettari e l’alto grado di biodiversità dà vita ad un paesaggio di rara bellezza, caratterizzato da bianchi ciglioni calcarei a picco sul mare. La zona posta sotto tutela rende evidente il passaggio dal bosco alla macchia mediterranea, composta in maniera prevalente da lecci e carpini, i quali, man mano che ci si avvicina al mare, lasciano spazio agli arbusti. Si tratta di un habitat adatto ai rettili e alla nidificazione di uccelli stanziali, come il falco pellegrino, inserito nella lista degli animali in pericolo di estinzione, che ha trovato rifugio nelle zone più inaccessibili delle falesie. In autunno e in primavera è facile osservare varie specie migratorie o svernanti, come gli svassi, mentre la pineta ospita fringuelli, ghiandaie, picchi, sparvieri e anche alcune colonie di scoiattoli.

 

DOBERDÒ E PIETRAROSSA

L’area è caratterizzata da due depressioni carsiche parzialmente riempite da laghi e separate da una dorsale. La depressione maggiore ospita il lago di Doberdò, uno dei pochi esempi in Europa di lago carsico. Il livello delle sue acque varia in relazione alle portate dei fiumi Vipacco e Isonzo. Durante i periodi di magra dei due corsi d’acqua il livello cala e la superficie lacustre si riduce a canali e piccole pozze. Lungo le sponde del lago di Doberdò si trova una sottile striscia di bosco ripario, formato in prevalenza da pioppo nero e da altre specie di alto fusto, che rappresentano un rifugio ottimale per i picchi, che qui vengono a nidificare.

 

FOCE DELL’ISONZO

Si tratta dell’area umida più settentrionale del Mediterraneo. Il territorio è caratterizzato da numerosi ambienti eterogenei, che favoriscono la presenza di molte specie animali e vegetali, anche estremamente rare. Visitando l’area protetta è quindi possibile immergersi nella natura incontaminata e ammirare splendidi paesaggi: zone marine, paludi d’acqua dolce, canneti, praterie umide, boschi planiziali e golene fluviali. Si tratta di una zona di notevole interesse naturalistico, grazie all’elevato grado di biodiversità. Le strutture progettate per l’osservazione della fauna sono adatte a soddisfare le esigenze di chiunque sia alla ricerca di momenti di pace e tranquillità.

 

FORRA DEL CELLINA

La Riserva comprende la parte più significativa della grande incisione che il torrente Cellina ha scavato negli strati calcarei, fra l’ampia valle prealpina di Barcis e l’alta pianura di Montereale. La stretta forra assomiglia a un grande canyon ed è caratterizzata da intensi fenomeni di erosione e carsismo che danno vita ad un paesaggio di forte impatto. Si può visitare l’area protetta lungo il precorso aereo “Troi del Dint” (“Sentiero del Dint”), un itinerario tematico ricco di spunti naturalistici e di ampie vedute sull’impressionante canyon. Sono inoltre in preparazione itinerari all’interno della Forra e di altre cavità naturali, quali le “Grotte didattiche della Valcellina e della Vecchia Diga”.

 

MIRAMARE

La Riserva è stata istituita nel 1986 e si estende attorno al promontorio di Miramare. È situata all’interno di un polo turistico che coniuga aspetti naturalistici e storico-culturali. La zona a protezione integrale ha un’estensione di 30 ettari ed è circondata da un’area a protezione parziale, detta “buffer”, di 90 ettari, istituita nel 1994. All’interno dei giardini annessi al castello di Miramare si trova un piccolo edificio, detto comunemente il “castelletto di Miramare”, sede operativa della Riserva Marina. Oltre alla direzione, la struttura ospita il Centro visite, il Centro di Educazione all’Ambiente Marino (CEAM), una biblioteca tematica, un’aula didattica e un laboratorio scientifico.

 

VAL ALBA

Il territorio compreso nella Riserva, esteso su 3.000 ettari, racchiude un ambiente alpino pressoché incontaminato, collocato nel settore orientale delle Alpi Carniche meridionali, a contatto con Alpi e Prealpi Giulie. Solcata dal rio Alba e dal rio Simon, la valle offre spettacolari creste rocciose, salti d’acqua, torrenti cristallini e boschi selvaggi.

A quote relativamente basse si riscontrano formazioni di ornello e carpino nero, ma anche di pino nero, che colonizza gli ambienti rocciosi particolarmente scoscesi, mentre negli ambienti umidi di forra si registra la presenza del tasso. Di grande significato anche la presenza di specie floristiche a distribuzione limitata come il ranuncolo bianco, il papavero delle Giulie e il giglio della Carniolia.

 

VALLE CAVANATA

La Riserva si estende per circa 340 ettari (di cui 67 in mare): si tratta di un’area ricca di canali e corsi d’acqua, che comunicano con il mare aperto tramite chiuse regolabili. Oltre ad alcuni tratti di spiaggia, all’interno della Riserva si possono ammirare numerose barene, isole ricche di vegetazione in grado di vivere a contatto con l’acqua salata, mentre durante i periodi di bassa marea si verifica il fenomeno delle velme, aree fangose che affiorano dal letto dei corsi d’acqua. La Valle Cavanata è stata riconosciuta area di valore internazionale per l’avifauna: garantisce condizioni ottimali per la sosta e la nidificazione di numerosi volatili delle zone umide.

 

VAL ROSANDRA

La Riserva racchiude una valle fortemente incisa dal torrente Rosandra. L’area rappresenta una via preferenziale per la discesa della Bora dall’entroterra alla zona costiera e anche questo fenomeno contribuisce a creare un microclima unico e multiforme. È un territorio di straordinario interesse per gli anfibi e i rettili che lo abitano e per l’avifauna che vive e nidifica nelle zone boscose. Numerosi itinerari guidano gli escursionisti alla scoperta di grotte con antiche iscrizioni, di resti di antichi castelli e castellieri, costeggiando i ruscelli e i punti panoramici da dove si gode di una straordinaria vista sul golfo di Trieste.

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