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Anniversari importanti a Linz

Turismo
08 settembre 2015

Cambiare, ricordando il passato

di Anna Pugliese
Dagli 80 anni dal completamento del duomo neogotico al ricordo della spartizione della città dopo la Seconda guerra mondiale: ecco perché il 2015 non è una data come le altre.
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Spettacoli notturni a Linz (ph. Linz Tourismus)
Turismo
08 settembre 2015 di Anna Pugliese

In puro stile neogotico, può ospitare 20.000 persone e supera per grandezza il maestoso Stephansdom, il duomo di Santo Stefano a Vienna. È il duomo dell’Immacolata Concezione, Mariendom o Neuer Dom, la chiesa principale di Linz, fortemente voluta sin dal 1855 dal vescovo di allora, Franz Josef Rudiger. 

Realizzato a partire dal 1862 grazie ai finanziamenti raccolti dai singoli cittadini, il duomo di Linz è un’opera rimasta a lungo incompiuta, tanto che l’ultimo lotto è stato completato solo nel 1935Quest’anno, quindi, il possente duomo neogotico celebra gli 80 anni, insieme ai 230 anni della diocesi di Linz. La chiesa però era consacrata sin dal completamento del primo lotto di costruzione. La prima pietra venne posata il 1 maggio 1862: era l’inizio del più grande progetto architettonico europeo dell’epoca. Si trattava di un edificio ispirato al duomo di Colonia,  con 142 finestre, 54 colonne e 17 altari e ci vollero 15 anni per concludere solo il campanile.

I numeri di questo edificio di culto sono impressionanti: misura un totale di 5.170 metri quadrati, con 7.120 metri quadrati solo di tetti, è lungo 130 metri, il campanile svetta per 134,80 metri ed è solo due metri più basso di quello di Santo Stefano a Vienna (nessuna chiesa austriaca può superarlo), e l’altezza della navata centrale, internamente, è di 31 metri. Se si sceglie di visitare la chiesa da soli bisogna prestare grande attenzione alle vetrate,  preziose opere d’arte che raccontano la storia del duomo e della città: la prima, a destra dell’altare maggiore, mostra l’inizio dei lavori di costruzione, con vescovo e finanziatori, nel 1862. Stupiscono anche il coro a baldacchino, alto 15 metri, la preziosa cripta, che si raggiunge con una scenografica scalinata in marmo, sotto la cappella votiva,  e le due campane più antiche, le poderose Anna e Gioacchino. Per il duomo lavorano, fissi, un maestro scalpellino e tre restauratori artistici, costantemente impegnati nel mantenimento della struttura e delle opere d’arte. Nel campanile, infine, è installata anche una camera per l’eremitaggio, ancora attiva per chi desidera ritirarsi, per almeno una settimana, in riflessione e meditazione.

Il Mariendom (Herrenstrasse 26, tel. 0043 732 956100; www.mariendom.at) è aperto tutti i giorni dalle 7.30 alle 19, domenica e i giorni festivi dalle 8 alle 19.15.

Quest’anno a Linz si celebrano anche i 70 della fine della Seconda guerra mondiale. Per 10 anni, sino al 1955, la città fu occupata: il sud, con il centro storico, fu gestito dagli statunitensi, il nord, con il quartiere di Urfahr e poi tutto il resto della regione sino al confine con l’allora Cecoslovacchia, dai sovietici. In mezzo, a fare da confine, il Danubio. Linz fu, realmente, una città divisa, con stili di vita assolutamente diversi nelle due aree. Si può scoprire la storia di quegli anni difficili in alcune splendide mostre proposte dai musei cittadini. Il Nordico (Dametzstraße 23, tel. 0043 732 70701901; www.nordico.atpropone sino al 26 ottobre la mostra “Geteilte Stadt, Linz 1945-1955”, cioè “Città divisa, Linz 1945-1955”: sono esposte foto, oggetti e documenti che raccontano qui difficili anni. Imperdibile è anche l’esposizione “Befreit und besetz. Oberösterreich 1945-1955“, cioè “Liberati e occupati. Alta Austria 1945-1955” che racconta anche con filmati dell’epoca e allestimenti davvero coinvolgenti la vita in quel decennio in tutta l’Alta Austria occupata dagli alleati.  Viene ospitata sino all’8 novembre dal museo del castello, lo Schlossmuseum (Schlossberg 1, tel. 0043 732 772052300; www.landesmuseum.at).

Presso la sede centrale dell’acciaieria Voestalpine (Voestalpine Strasse 1, tel, 0043 50304158900; www.voestalpine.com ),  si può inoltre visitare la mostra “1938-1945” dedicata ai lavoratori coatti dell’epoca: mai come in quell’epoca tanti stranieri- ovviamente prigionieri- lavorarono a Linz. L’esposizione racconta difficoltà, fatiche e grandi opere realizzate. Inoltre per chi desidera approfondire la storia di questa città così ricca di sfaccettature , c’è un tour dedicato alla storia degli anni di guerra e di occupazione, dal 1934 al 1955, fruibile anche dai turisti individuali grazie a un libretto - in inglese e tedesco con mappa - offerto gratuitamente da Linz Tourismus. Propone un tour dedicato ai cambiamenti di Linz, da città in guerra a città di pace. Si passa dal campo di concentramento di Mauthausen, a pochi chilometri dalla città, al vecchio municipio, dove Hitler annunciò l’Anschluss, dal ricordo delle barricate durante la guerra civile del 1934 nella Polygonplatz al Castello di Hartheim, una fortezza rinascimentale nei pressi di Linz passata alla storia come uno dei campi del programma di “eutanasia nazionalsocialista”, dove venivano uccise persone con handicap fisici o psichici e malattie considerate inguaribili. Le guide di Austria Guide, inoltre, propongono, anche in italiano, tour storici della città.

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