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Livio Di Blasi e Graphite

Attualità
27 dicembre 2012

Il cambiamento? Una sfida, non un problema

di Andrea Doncovio
Nei tempi della crisi economica, in provincia di Treviso opera una realtà impegnata quotidianamente nella ricerca di soluzioni per il successo di numerose aziende.
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Livio Di Blasi nato a Milano il 29/07/1964. Sposato da 25 anni con Florenza, è padre di tre fi gli (Emanuele 20 anni, Sara 12, Giada 9). È titolare dell’azienda Graphite di Maserada sul Piave (TV). Info: www.graphite.it
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27 dicembre 2012 di Andrea Doncovio Image

«L’unica cosa da evitare di fronte a un problema è quella di non fare niente»: questa la filosofia vincente di Graphite. Che iMagazine ha voluto farsi raccontare direttamente dal suo fondatore.

 

Livio Di Blasi, partiamo dal nocciolo della questione: in cosa consiste l’attività di Graphite?

«Ogni azienda ha problemi. La crisi ha esasperato la situazione, ma ha anche costretto a mettere in discussione il modo di operare che si è usato per anni. E il cambiamento produce ulteriori problemi. Ma l’unica cosa da evitare davanti a un problema è quella di non fare niente. Da qui nasce l’esigenza delle aziende di cercare soluzioni innovative per i loro problemi. E questa è la nostra missione».

Tradotto nella pratica?

«L’approccio parte dal riconoscimento e dall’analisi del problema e nell’individuazione della possibile soluzione. L’analisi è la parte fondamentale del processo: se non si individua il vero problema non si può risolvere la situazione. E per farlo si possono utilizzare varie metodologie».

Lei ha detto che la missione di Graphite è quella di individuare soluzioni innovative ai problemi delle aziende: com’è nato questo vostro progetto?

«Circa 20 anni fa, messo davanti a una sfida da un imprenditore, ho voluto dimostrare che si poteva risolvere un problema che fi no ad allora veniva ritenuto irrisolvibile. Io riuscii a risolverlo e le aziende che beneficiarono di questo mio risultato sono oggi leader di mercato e riconosciute a livello mondiale come riferimento per il loro settore».

L’inizio di un’avventura entusiasmante…

«Da allora tutte le sfide che gli imprenditori mi hanno portato sono state per me sfide da affrontare e da vincere. Negli anni ci siamo concentrati su progetti che facciano crescere il business dei nostri clienti, proponendo loro soluzioni innovative dal punto di vista informatico e strategico. Questo perché due eventi storici hanno cambiato il modo di fare e gestire le aziende: internet e il web marketing da un lato, la metodologia di gestione organizzativa per processi dall’altro».

E la vostra risposta a tali cambiamenti qual è?

«Gli strumenti che portano valore e innovazione sono proprio quelli che agiscono in maniera efficace in queste zone di competenza. Con soluzioni innovative noi proponiamo tecnologie e metodologie che introducono, con semplicità, miglioramenti nei processi organizzativi. Le aree di lavoro su cui stiamo ottenendo risultati significativi riguardano il CRM (Customer Relationship Management – Gestione delle Relazioni con i Clienti), il web marketing, il mobile e la gestione della produzione per gli stampisti nella logica innovativa dell’eccellenza operativa. Per verificare, infine, che gli obiettivi producano i risultati attesi, usiamo strumenti di Business Intelligence».

Ottimizzare il proprio lavoro per ottimizzare i risultati. In base alla sua esperienza, come giudica le metodologie di lavoro delle aziende del Nordest?

«Ci troviamo di fronte a un panorama naturalmente variegato. Quello che osservo è che a fronte di proposte mirate, accurate e innovative la risposta delle imprese, di qualsiasi dimensione, è sempre molto attenta e propositiva».

Eppure al giorno d’oggi sono ancora molte le aziende che non riescono a esprimere e a valorizzare pienamente il proprio potenziale, con ripercussioni negative sul proprio operato e sul proprio futuro…

«Spesso le aziende non riescono a sviluppare il proprio potenziale perché non posseggono le conoscenze marketing necessarie per affrontare il radicale cambiamento che internet ha operato sul modo di lavorare. Non riuscendo così a valorizzare in termini di profitto le proprie attività, rischiando di perdere tutto il valore e le competenze accumulati nella propria storia imprenditoriale».

Torniamo alla soluzione dei problemi: è più una questione di mentalità o di capacità?

«La ricerca di soluzione dei problemi risulta efficace solo se si agisce in un quadro operativo ben definito e noi partiamo proprio da questo principio. Sulla base delle nostre esperienze abbiamo messo a punto una metodologia che si sviluppa e si formalizza con un procedimento consolidato: dapprima si focalizza e si contestualizza la richiesta, poi la si analizza nei dettagli e quindi si propone la risoluzione in una logica di alternative diverse, infine si passa alla fase di realizzazione esecutiva. In questo modo le persone imparano per induzione. La stretta collaborazione e la formalizzazione metodologica trasferiscono l’esperienza, così la mentalità si diffonde in maniera naturale e non invasiva».

Secondo la visione di Graphite è molto importante lavorare sulla leadership di un gruppo per raggiungere l’eccellenza operativa. Cosa significa per lei essere leader?

«L’eccellenza operativa è una condizione fondamentale per mantenere la competitività. Noi siamo convinti di un principio: le persone fanno la differenza. La nostra spinta all’eccellenza operativa passa più attraverso l’organizzazione di squadra, secondo la filosofia Kaizen, che non attraverso la singola leadership. E la leadership si conquista sulla base delle professionalità e delle motivazioni direttamente misurate sul campo».

In base alla sua esperienza, quali sono al giorno d’oggi le cause più comuni di insuccesso per un’azienda?

«Una risposta unica e complessiva non c’è, ma può dipendere da tanti fattori diversi fra loro. In alcuni casi l’insuccesso può essere riconducibile al settore di business, in altri dipende dalla storia imprenditoriale e in altri ancora da cause esterne spesso non riconducibili alle proprie capacità».

Investimenti, impianti, produzione, personale, vendita, leadership, formazione: tutti ambiti sui quali si può lavorare, intervenire, migliorare nel corso del tempo. Quali sono invece a suo avviso le peculiarità di base indispensabili per avviare qualsiasi tipo di business?

«È fondamentale preparare un modello di business efficace e reale, quindi progettare una linea di sviluppo che sia attendibile e realistica nelle previsioni».

Dalle aziende in generale alla sua in particolare: che caratteristiche deve possedere una persona per lavorare nella sua azienda?

«I miei collaboratori devono essere persone che amano quello che fanno. Devono condividere le mete del gruppo. L’etica è una componente fondamentale. Devono desiderare crescere mettendosi costantemente in gioco. Non devono temere il cambiamento e prendersi la responsabilità per le loro aree di influenza. Siamo un gruppo che gioca per vincere e far vincere chi gioca con noi».

In un mondo globalizzato ogni azienda è destinata a confrontarsi con competitori internazionali: le aziende italiane in generale e del Nordest in particolare, per mentalità e metodologia di lavoro, a suo avviso sono pronte per affrontare questa sfida?

«La mia opinione è che se lo si vuole fare i nostri imprenditori hanno le carte in regola per farlo. Siamo davanti ad aziende italiane che cercano di entrare nei mercati esteri e ad aziende estere che cercano di entrare nel nostro mercato. Le risposte sono per forza diverse. Alcuni nostri clienti hanno capito che per combattere Paesi dove la manodopera costa meno si deve investire in tecnologia e miglioramento dei processi produttivi. Noi li abbiamo affiancati in questo. Abbiamo creato con loro reti d’impresa per mettere in comune le soluzioni innovative nell’automazione, nella gestione dell’azienda attraverso i processi e nel controllo di efficienza e di gestione. Spesso i competitori esteri sono forti e hanno i capitali che a noi mancano. Noi però abbiamo tante storie di successo che dimostrano che possiamo essere anche più bravi. Credo fortemente che l’unione faccia la forza. E le idee innovative fanno la differenza».

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