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Progetto "Carnia Dream"

Turismo
11 maggio 2015

Un sogno chiamato bicicletta

di Marina Tagliaferri
Tra radure e boschi, una fitta rete di percorsi e sentieri permette di raggiungere ogni luogo: dai paesi di fondovalle, alle vette dei monti.
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(ph M. Verin - Archivio Turismo FVG)
Turismo
11 maggio 2015 di Marina Tagliaferri

Gli itinerari ciclistici fra le montagne della Carnia sono sempre più richiesti sia dagli sportivi che dai turisti appassionati delle due ruote. Gli amanti della bici da strada possono infatti contare su lunghi percorsi che si snodano fra radure e boschi: itinerari articolati e mai troppo trafficati, per tutti i livelli di preparazione fisica. Le valli carniche sono molto frequentate anche dagli appassionati di mountain bike, che ne apprezzano la fitta rete di mulattiere e sentieri, di vario genere di difficoltà.

Carnia Dream, passione mountain bike

Montagne aspre come la sua gente, ma dal cuore grande come gli spazi che la caratterizzano. La Carnia è punteggiata da una fitta rete di sentieri che permettono di raggiungere ogni luogo: dai paesi di fondovalle, alle vette dei monti. Percorsi ben segnalati, pensati per ogni esigenza e ogni livello di preparazione, si snodano nelle diverse vallate e conducono a rifugi o malghe, come ad esempio quello di Curiedi, vicino a Tolmezzo, che su strada sterrata permette di raggiungere Malga Croce, a m. 1246, con una discesa di ritorno abbastanza impegnativa; o quello che da Forni di Sopra sale fino al Rifugio Giaf, a m 1400, da dove è possibile godere di una spettacolare vista a 360 gradi sulle vette circostanti.

Un itinerario adatto ai bikers alle prime armi è quello di Ravascletto, lungo circa 13 km, si snoda fra splendidi boschi e prati; mentre è riservata ai più allenati la spettacolare e impegnativa Panoramica delle vette che, da Ravascletto, si sviluppa su 35 km (di cui il 75% su strada asfaltata) fino a raggiungere i 1929 m su Punta di Soffrucella, da dove si gode un panorama veramente splendido.

Zoncolan per i supersportivi

Simbolo del grande ciclismo internazionale e salita più dura d’Europa, lo Zoncolan vanta nelle recenti edizioni del Giro d’Italia ben cinque arrivi di tappa; raggiungibile sia da Sutrio che da Ovaro, questa vetta è la meta carnica più ambita dai ciclisti. In alto, un punto informativo, dove si trovano i gadget griffati Zoncolan, mappe e informazioni turistiche.

Cicloturismo per chi ama la pedalata slow

Molti gli anelli turistici, alla portata anche dei meno allenati e delle famiglie con bambini. Fra gli altri:

• Anello della Val Degano Percorso facile, con pochissima salita adatto anche a famiglie con bambini. Si attraversano le campagne di Villa Santina e Raveo percorrendo strade poco trafficate. Lungo il percorso, con partenza da Villa Santina, da non perdere il Santuario della Beate Vergine.

• Alle Pendici del Monte Col Gentile Percorso rivolto a tutti, senza particolari dislivelli. Presenta un’unica breve salita a metà percorso. Bello il tratto pianeggiante lungo il torrente Degano. Da non perdere la località di Applis con il Museo del Legno e della segheria veneziana e la Chiesa di S. Martino di Cella, una tra le più antiche basiliche paleocristiane.

• Il Canale di San Pietro Percorso poco impegnativo, con salite poco pendenti, ricco di belle vedute panoramiche e con la possibilità di effettuare delle soste per godere delle bellezze artistiche dei luoghi attraversati. Da non perdere l’antica pieve di Santa Maria Maddalena e il vicino sito archeologico di Col di Zuca a Invillino. Verso nord si può anche sostare presso le miniere di Cludinico e la Pieve di Gorto.

• Anello della Val del But Itinerario “andata e ritorno” sul medesimo percorso. L’itinerario è accessibile a tutti con salite leggere e brevi in località Terzo. Lungo il tragitto ci si può fermare a Zuglio per visitare il sito archeologico di origine romana o a Tolmezzo, il capoluogo della Carnia, con un incantevole centro storico.

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