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L'Associazione “Friuli x Capo Verde Onlus”

Turismo
22 gennaio 2015

Solidarietà friulana per una nuova imprenditorialità

di Andrea Doncovio
Rilanciare l’economia locale attraverso il turismo rurale ed ecosostenibile. Un progetto regionale per aiutare la popolazione africana a divenire artefice del proprio futuro.
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La costa nord dell’isola di S. Nicolau, con le caratteristiche abitazioni locali
Turismo
22 gennaio 2015 di Andrea Doncovio Image

Quando parla di Capo Verde, gli occhi di Dario Andrian si illuminano di una luce dall’energia contagiosa. «È un luogo dal fascino straordinario, con più affinità di quello che sembra con il Friuli Venezia Giulia», sottolinea mentre mi guida tra i pannelli fotografici della mostra “Itinerando S. Nicolau”, dedicata proprio all’arcipelago dell’Africa nord occidentale.

Una storia, quella tra Andrian e Capo Verde, iniziata diversi anni fa e che ha cominciato a concretizzarsi nel 2003 con la nascita dell’Associazione Friuli x Capo Verde Onlus, da lui presieduta. «È stata la conseguenza naturale – racconta – di una serie di visite effettuate a scopo turistico sull’isola di S. Vicente e a cui avevano anche fatto seguito iniziative di solidarietà a titolo personale e privato da parte di coloro che sono poi stati i soci fondatori».

Soci fondatori rimasti fin da subito stregati dal fascino dei luoghi magici delle isole capoverdiane, abitate da persone genuine ma con molte carenze in ambito sociale, scolastico e sanitario.

«La nostra associazione – spiega Andrian – opera per tentare di migliorare le condizioni di vita delle fasce più povere della popolazione, con un occhio di riguardo a quella infantile. Il tutto con l’obiettivo di responsabilizzare i beneficiari dei nostri sforzi affinché possa essere garantita la continuità di quanto realizzato».

E proprio questa filosofia ha guidato l’associazione friulana verso progetti via via più complessi, resi possibili grazie al coinvolgimento a 360 gradi di enti e istituzioni. «La nostra attività – precisa Andrian – si avvale dell’appoggio dell’Ambasciata di Capo Verde in Italia e dei vari partner coinvolti. Nello specifico, in territorio capoverdiano operiamo mediante referenti locali, con la collaborazione di associazioni di volontariato del luogo, oltre al coinvolgimento attivo della popolazione in loco».

Il nuovo passo in avanti, tuttavia, è rappresentato da un progetto pilota tanto complesso quanto affascinante, destinato a legare in modo ancora più saldo il Friuli Venezia Giulia a Capo Verde. L’obiettivo, infatti, è quello di mirare allo sviluppo economico dell’arcipelago nordafricano attraverso il sistema del turismo rurale ecosostenibile. «Da qualche anno – entra nel dettaglio Andrian – il Governo capoverdiano sta valutando strategie alternative al turismo di massa praticato nelle isole di Sal e Boavista, cercando invece di puntare alla valorizzazione delle risorse del territorio delle restanti isole abitate. Per questo motivo la nostra associazione è stata invitata al Congresso mondiale della “Diaspora capoverdiana” (l’organizzazione degli emigrati di Capo Verde nel mondo): in quel contesto abbiamo proposto di considerare il sistema di turismo ecosostenibile e delle attività a esso correlate quale strategia alternativa di sviluppo e distribuzione economica, per la valorizzazione delle risorse naturali e del patrimonio culturale e storico del territorio».

Le caratteristiche geofisiche di Capo Verde – mare, pianura e montagna – sono infatti molto simili a quelle del Friuli Venezia Giulia. E proprio da questa considerazione, lo scorso mese di ottobre si è concretizzata la prima fase del progetto pilota, con la visita di studio nella nostra regione da parte di una delegazione capoverdiana, che ha potuto toccare con mano l’esperienza agrituristica delle realtà del nostro territorio.

Un’esperienza che ora dovrà essere mutuata sulle isole di Capo Verde, iniziando da quella di S. Nicolau, ritenuta per le sue caratteristiche ambientali e sociali il luogo di partenza ideale da cui sviluppare la progettualità ecosostenibile. Se i risultati saranno successivamente replicabili anche sulle altre isole si tratterà di una nuova tappa di successo nel lungo percorso della solidarietà friulana.

 

Il Parco naturale di Monte Gordo

Grazie alla collaborazione del CAI di Cervignano del Friuli, che ha fornito le competenze per realizzare un sistemata di tracciatura dei sentieri, ha preso avvio sull’isola di San Nicolau la realizzazione di percorsi naturalistici-storico-culturali che, utilizzando vie costruite dall’uomo e antichi passaggi di attraversamento dell’isola, consentono di scoprire e apprezzare la natura del territorio nonché i luoghi più significativi della storia e della cultura capoverdiana.

Ecco nel dettaglio i quattro percorsi da poter effettuare sia a piedi che i mountain bike:

Il cammino di Padre Gesualdo: un itinerario in omaggio a Padre Gesualdo Fiorini, un religioso, nativo di Fiuggi, che per la sua volontà, capacità e determinazione e per le opere realizzate nel corso della sua vita, dedicata interamente a quest’isola, è considerato il pioniere dello sviluppo sociale ed economico di S. Nicolau.

Il cammino della Pesca: un museo interattivo a cielo aperto, alla scoperta della storia di questa attività, culminata con la caccia alla balena da terra, una tecnica unica al mondo nel suo genere, che parte da Preguissa (piccolo e antico borgo di pescatori, a cui approdò Cabral, per proseguire successivamente alla scoperta del Brasile) e termina al Museo espositivo della Pesca a Tarrafal.

Il cammino della Saudade: per percorrere i luoghi che hanno dato origine all’emigrazione della popolazione capoverdiana, alla nostalgia per la propria terra; con conclusione a Ribeira da Prata ove fu scritta la mitica “Sodade”, autentico inno di Capo Verde, cantata in tutto il mondo dalla Diva dai piedi scalzi Cesaria Evora.

Il Cammino dell’arte sacra: attraverso le Chiese e Cappelle realizzate nel corso della storia, culminando con la Cattedrale a Villa da Ribeira Brava, riconosciuta dal Papa come Cattedrale di Capo Verde e della Guinea.

 

Friuli x Capo Verde, un decennio di solidarietà

Dall’ambito sanitario a quello sociale, passando per quelli scolastici e sportivi, sono numerosi i progetti che il sodalizio friulano ha coordinato negli anni in favore della realtà capoverdiana. Tra questi anche il progetto musicale “Capo Verde Terra d’Amore”, sviluppato grazie alla collaborazione con l’Associazione “Numar Un” del giornalista e produttore Alberto Zeppieri. Iniziativa che ha condotto alla produzione di un cofanetto di 5 CD (con prospettiva di arrivare a 10 considerato l’interesse suscitato nel ambiente discografico) con musiche capoverdiane e testi in italiano, con la partecipazione a titolo benefico di artisti sia capoverdiani che italiani, per raccogliere fondi in favore dell’organizzazione “Lotta contro la fame del mondo” - sede di Capo Verde. La ricerca e il coinvolgimento degli artisti capoverdiani in questo progetto ha consentito la scoperta della cantante Solange Cesarovna, che nel 2009 si è esibita a Città del Vaticano al concerto conclusivo del Sinodo dei Vescovi Africani.

L’associazione ha sede a San Vito al Torre (tel. 0432 997640).

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