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Corsi in programma a Cormòns

Società
20 ottobre 2014

Ritorna la ginnastica per potatori di vite

di Marina Tagliaferri
Dal 17 al 20 novembre nella città del Collio lezioni per la schiena, il collo, le braccia, le mani da fare prima e dopo il lavoro.
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Lezioni di potatura nelle vigne del Cormonese
Società
20 ottobre 2014 di Marina Tagliaferri

Sono aperte le iscrizioni ai corsi della Scuola Italiana di Potatura della Vite, che i Preparatori d’Uva terranno all’Enoteca di Cormons dal 17 al 20 novembre. Partner è l’Università degli studi di Udine Facoltà di Agraria. Visto l’ottimo riscontro ottenuto l’anno scorso, quando erano state avviate in via sperimentale, saranno riproposte le lezioni di ginnastica per potatori di Catherine Berger, esperta in risorse umane, e Pierre Le Guennec, fisioterapista. Si tratta di esercizi per la schiena, il collo, le braccia, le mani da fare prima e dopo il lavoro, studiati appositamente per i movimenti che compie il potatore “perché - dichiara Marco Simonit, organizzatore dell’evento - per prendersi cura delle vigne, bisogna innanzitutto prendersi cura del proprio corpo. Perciò abbiamo deciso di mettere al centro della formazione in vigna anche il benessere del potatore”.

La Scuola, creata da Simonit&Sirch, consolida in questa sesta edizione la sua presenza nei territori di pregio della viticultura italiana, con 13 sedi permanenti e Tutor di potatura, che fanno parte del team di Marco Simonit e che lavorano in varie zone viticole d’Italia e d’Europa. Frequentata da centinaia di persone ogni anno, rafforza anche le collaborazioni con importanti Università e Istituti di Ricerca Italiani che contribuiscono al progetto con approfondimenti di fisiologie e patologia della vite. Novità di questa edizione è la collaborazione con la Sezione di Scienze della Vigna e del Vino dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.

I corsi 2014/2015 si terranno oltre che in Friuli Venezia Giulia, in Trentino Alto Adige, Piemonte, Lombardia, Veneto (nelle due sedi di Conegliano e della Valpolicella), Emilia Romagna, Lazio, Campania, Sicilia, Toscana (nelle due sedi in Chianti e in Maremma). La tredicesima sede, in via di definizione entro l’anno, sarà in Sardegna, in provincia di Cagliari, e vedrà la collaborazione dell’Università degli Studi di Sassari.

Le lezioni sono aperte a tutti (addetti ai lavori, tecnici, studenti o anche semplici appassionati del verde) e si articoleranno in 4 giorni di lezione in inverno ed 1 in primavera per la potatura verde.

In inverno il corso sarà focalizzato su teoria e pratica della potatura ramificata sulle forme di allevamento a taglio corto e lungo. Saranno date nozioni di anatomia, morfologia e patologia della vite. Alla parte teorica si affiancherà quella pratica, in vigneti dove il team Simonit&Sirch applica già da tempo il Metodo, con dimostrazione di potatura da parte dei tutor (in cui verranno evidenziate manualità e postura corrette) e esercitazioni individuali di potatura per i partecipanti. A chi frequenterà sia le lezioni invernali che quella primaverile e supererà i test finali, sarà rilasciato un attestato di frequenza.

L’obiettivo della Scuola è insegnare le basi su cui si fonda il Metodo Simonit&Sirch di potatura ramificata della vite, ormai adottato da oltre 130 fra le principali cantine italiane ed europee.

“I risultati di una corretta potatura e di un’attenta gestione del verde si vedono chiaramente durante la vendemmia. Le viti potate secondo il nostro Metodo – dice Marco Simonit – danno uve più sane, omogenee, di migliore qualità, più facili da raccogliere anche in annate di vendemmia difficile come è il 2014. Infatti, essendo delle piante equilibrate, hanno una maturazione più omogenea, cosa che quest’anno ha fatto la differenza, soprattutto al Nord, che ha dovuto affrontare più che le altre zone della penisola le note problematiche meteorologiche".

In sintesi, il Metodo Simonit&Sirch si fonda su 4 regole base che possono essere applicate universalmente: permettere alla pianta di crescere con l’età, di occupare spazio col fusto e con i rami; garantire la continuità del flusso linfatico; eseguire tagli di piccole dimensioni sul legno giovane, poco invasivi; utilizzare la cosidetta tecnica “del legno di rispetto” per allontanare il disseccamento dal flusso principale della linfa.

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