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La fattoria sociale "Primo Campo"

Società
19 marzo 2014

La terapia della campagna

di Vanni Veronesi
Ad Aiello del Friuli un progetto rivolto a bambini e adolescenti con problemi cognitivi e sociali.
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Due asinelli all'interno della Fattoria
Società
19 marzo 2014 di Vanni Veronesi Image

Quanto si può imparare dalla vita nei campi e dal contatto diretto con gli animali? Moltissimo, a tutti i livelli: per questo, l’Azienda Sanitaria 5 ‘Bassa Friulana’ ha intrapreso da qualche anno un progetto di terapia rivolto a bambini e adolescenti con problemi cognitivi e sociali. In collaborazione con una realtà tutta da scoprire: la Fattoria Sociale ‘Primo Campo’ di Aiello del Friuli.

Un profilo della Fattoria ‘Primo Campo’

La società agricola ‘Primo Campo’, nata nel 1983 dalla passione di Luca Mastrototaro per gli alberi e il cui nome coincide con l’acquisto del primo campo agricolo da convertire in bosco, occupa attualmente circa 7 ettari di terra situati nel comune di Aiello del Friuli, disseminati di svariate tipologie di alberi e piante. Assieme a Luca, apicoltore con grande esperienza nella gestione di attività contadina integrata con offerta di servizi educativi, l’altra anima della fattoria è la moglie Chiara Rossi, imprenditrice agricola, allevatrice di asini per affezione da 11 anni, operatrice in Attività ed Educazione Assistita con l’Asino e responsabile dei progetti di fattoria didattica e sociale. Accanto a loro lavora Hanna Latini, laureata in Scienze e Tecniche Psicologiche presso l’Università di Trieste, operatore di fattoria didattica qualificata dall’ERSA ed esperta in mediazione con l’asino.

Al centro di un bosco recintato di circa 15.000 mq, la fattoria presenta una bella casetta in legno e un laghetto che ospita oche, anatre e, a cadenza regolare, uccelli migratori di passaggio. In questo angolo naturale, oltre a capre e animali da cortile, vivono in grandi recinti degli asini, che durante la giornata vengono portati al pascolo in aperta campagna. Non lontano ci sono l’apiario, il vigneto e l’orto biologico.

Trattandosi di una piccola realtà a gestione familiare, l’attività agricola è orientata all’autoproduzione, ma offre l’opportunità di fare numerose esperienze. Vi si producono principalmente frutta, verdure, uova, latte, miele e foraggi; l’energia elettrica viene prodotta da pannelli fotovoltaici e per il riscaldamento viene utilizzata la legna. L’azienda dispone di strutture e spazi coperti che consentono di svolgere attività durante tutto l’arco dell’anno.

Accreditata dall’ERSA come fattoria didattica e sociale, ‘Primo Campo’ ha al suo attivo numerose collaborazioni con le scuole dell’infanzia e primarie: dal 2008, organizza settimane di centro vacanza in fattoria; dal 2009 il progetto ‘Scuole in fattoria’ offre percorsi didattici per alunni, con particolare attenzione per i soggetti con svantaggio psico-fisico/sociale; dal 2012 ‘Orto in classe’ dà la possibilità ai bambini di imparare i primi rudimenti dell’agricoltura. Oltre alle scuole, la Fattoria vede la presenza settimanale delle persone ospitate dalla casa-famiglia ‘Il Mulino’ e degli utenti del CISI (Consorzio Isontino Servizi di Integrati) di Gorizia.

La migliore cura è l’apprendimento

Particolare attenzione merita il progetto sperimentale ‘SOS Età evolutiva e disabilità’, in convenzione con l’Equipe Multidisciplinare Territoriale dell’Ass 5 di Cervignano del Friuli, distretto est, con l’Equipe Minori con i servizi Sociali dell’Ambito Socio-Assistenziale. Rivolta a bambini e adolescenti dalle ridotte competenze cognitive e dall’autonomia personale e sociale deficitaria, l’esperienza è nata dalla necessità di dare risposte diverse rispetto a quelle ‘istituzionali’, talvolta insufficienti: occorreva, in particolare, trovare una formula che contrastasse l’esclusione sociale e andasse al di là della semplice ‘cura’ da manuale.

«Le soluzioni sono state molteplici», come sottolinea la psicologa Cristina Masutto. «Dal lavoro nell’orto biologico alla cura del verde in un’ottica di green therapy; dalla cura e manutenzione della fattoria all’accudimento degli animali. Quest’ultima attività favorisce lo sviluppo della percezione di bisogni, diversi dai propri, e promuove la regolazione del comportamento. In questo contesto acquisisce importanza l’attività di educazione assistita con gli asini: ci si avvale cioè delle straordinarie qualità caratteriali dell’asino, per permettere alle persone con disabilità psichica o fisica di vivere un’esperienza intensa e ricca di stimoli, soprattutto tattili. Per le sue caratteristiche, l’asino è un animale facilitatore di relazioni: lento, affettuoso, intelligente, morbido, disponibile, socievole. L’asino accetta le persone come sono, non giudica, non proietta nulla, reagisce al loro agire».

Come afferma la stessa Masutto, «i principali obiettivi che ci eravamo dati erano l’inclusione sociale, l’acquisizione di competenze, l’autonomia personale e sociale, l’autostima, l’orientamento, la conoscenza dell’ambiente. L’ avvio del progetto personalizzato all’interno fattoria “Primo Campo”, costruito sull’analisi del profilo di funzionamento, ha permesso nell’arco di un anno un graduale miglioramento della situazione di ogni ragazzo e il suo successivo reinserimento sociale. Tutti i progetti finora conclusi sono stati regolarmente portati a termine, nel rispetto e  raggiungimento degli obiettivi concordati. Durante la verifica in itinere e al termine del percorso, abbiamo riscontrato piena adesione e soddisfazione da parte delle famiglie, che hanno valutato positivamente l’esperienza ed espresso la richiesta di darne continuità. Inoltre, le famiglie hanno avuto l’occasione di conoscersi e di instaurare delle relazioni di confronto e di auto-mutuo aiuto: un successo al di là delle aspettative».

Nuove sfide

A questa richiesta di continuità, forti dell’esperienza maturata negli ultimi anni, l’Azienda sanitaria e ‘Primo Campo’ intendono dare seguito, estendendo la formula a minori con disturbi dello spettro autistico e disabilità medio-grave: una nuova sfida, ancora più ambiziosa. L’idea è quella di creare un modulo di sei incontri e un altro di dodici mirati a una progressiva acquisizione, da parte dei singoli ragazzi, di comportamenti meno aggressivi e più rilassati e di semplici regole di comportamento, fino a un ampliamento delle conoscenze sociali e delle relazioni umane: perché imparare a salutare, aspettare il proprio turno, domandare anziché esigere, imparare a esprimere le proprie emozioni, saper guardare negli occhi, evitare la ripetizione di stereotipi e schemi preconfezionati, migliorare la coordinazione e il movimento, stimolare la manualità, ma anche andare in bagno, bere e mangiare da soli sono vere e proprie conquiste. Anche in questo caso, nelle attività saranno coinvolti gli animali, fondamentali per creare stimolo e interesse nei soggetti coinvolti.

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