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Chat e social network

Polizia di Stato
14 marzo 2014

Giovani e web, istruzioni per l'uso

di Polizia di Stato della Provincia di Gorizia
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Polizia di Stato
14 marzo 2014 di Polizia di Stato della Provincia di Gorizia

Fino a circa vent’anni fa il computer era un oggetto che non tutti possedevano, era relativamente costoso e poco adatto a un utilizzo “personale”; oggi è diffuso nelle nostre case al pari di altri più comuni “elettrodomestici”.

Principalmente l’uso domestico del pc è legato alla navigazione sul web; internet è uno strumento sempre più utilizzato da persone di tutte le fasce d’età e in particolare dai giovani essendo di fatto una straordinaria opportunità di informazione, svago, apprendimento e comunicazione.

Oltre ai numerosi oggettivi vantaggi cela però anche delle insidie come i virus, le truffe, il furto dell’identità, la pedopornografia. In questi casi la rete assottiglia notevolmente la definita contrapposizione tra “virtuale” e “reale”, materializzando gli effetti negativi sulla nostra vita.

Le difese a questi pericoli comunque non mancano; è importante proteggere il pc, installando e mantenendo sempre aggiornati software antivirus, antispam e firewall (dispositivo di protezione contro connessioni indesiderate), e tutelare noi stessi durante la navigazione usando, come sempre, semplici regole e buon senso.

Una particolare attenzione va data alla navigazione dei ragazzi seguendoli ed educandoli per una corretta e consapevole esplorazione del web. Infatti, i consigli e le regole che ogni genitore dà al proprio figlio (quali comportamenti tenere nelle diverse situazioni di ogni giorno, essere prudenti con gli estranei, ecc.) sono gli stessi che sulla rete vanno rispettati per tutelare noi stessi e gli altri.

Non siamo circondati da persone cattive, ma anche su internet ci sono i malintenzionati e, quindi, è fondamentale fare attenzione così come lo faremmo se uno sconosciuto ci chiamasse al telefono, suonasse alla porta o ci fermasse per la strada; può capitare che chi incontriamo on-line non sia chi dice di essere così come non tutte le informazioni disponibili in rete sono affidabili.

Ed è proprio per quanto concerne una delle attività preferite dai ragazzi, le chat e i social network, che ci soffermiamo ad approfondire quali sono le attenzioni da prestare. La prima cosa da tutelare sono i nostri dati. È importante, prima di registrarsi al servizio, leggere attentamente le condizioni d’uso e le garanzie alla privacy e del trattamento dei dati personali fornite dal gestore del servizio. Infatti, la maggior parte dei social network hanno sede all’estero; vuol dire che in caso di controversie legali non sempre siamo tutelati dalle leggi italiane e/o europee.

Evitiamo di fornire informazioni personali, come il nome, l’indirizzo di casa, il numero di telefono o altre informazioni a carattere riservato, facendo attenzione a cosa “carichiamo” sul nostro profilo.

Il rischio principale derivante dai social network, infatti, è la condivisione di fotografie, filmati, indirizzi e amicizie. Se da un lato ci permettono di espandere la possibilità di comunicazione e aggregazione con gli altri, dall’altro ci espongono al pericolo del “furto” della nostra identità o a un utilizzo fraudolento della stessa.

Non è assolutamente da sottovalutare che una volta inseriti i dati personali questi possano essere registrati da tutti i contatti cui abbiamo aderito e a loro volta elaborati e diffusi, anche a distanza di anni.

Da sottolineare, inoltre, che alla nostra eventuale decisione di non far più parte di un social network, il più delle volte ci è consentito solo di disattivare il nostro profilo ma non di cancellarlo. I dati, quindi, potrebbero essere conservati nei server del provider che offre il servizio.

Ma da tutelare sono anche i dati di terze persone, conoscenti o amici “taggati” (attribuzione di un nome o un cognome a un volto) on-line. È bene chiedersi, infatti, se una nostra azione comporti la violazione della privacy di qualcuno e, nel dubbio, chiederne l’eventuale consenso per evitare il rischio di incorrere in sanzioni, anche penali.

Al tempo stesso pensiamoci su prima di accettare “richieste di amicizia” da altre persone, soprattutto da parte di quelle che non ci sembra di conoscere.

Come detto qualche riga più sopra, potrebbe succedere che il nostro interlocutore non sia chi dice di essere e, o per sfida o per fini illeciti, cerchi di carpire informazioni personali.

Ciò che può anche accadere è imbattersi nei falsi profili; non sono rari i casi di persone che sono “comparse” a loro insaputa su social network con foto, nome e informazioni personali. La cosa può, logicamente, diventare molto spiacevole nell’eventualità che l’identità “rubata” possa servire a scopi criminali quali, ad esempio, il cyberbullismo o la pedopornografia.

In conclusione non ci resta che ribadire il concetto espresso all’inizio: internet non è un mostro, è una “società” che noi tutti contribuiamo a espandere e migliorare e, come in tutte le società c’è purtroppo chi cerca di trarne illeciti profitti o dedicarsi a qualche azione delinquenziale. Facciamo attenzione e usiamo la testa.

La Polizia di Stato, attraverso gli esperti della Polizia Postale e delle Comunicazioni, è costantemente impegnata nel monitoraggio della rete, vigilando sul suo corretto utilizzo e contrastando le eventuali attività illecite che possono essere compiute attraverso internet.

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