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Dal 13 al 16 marzo

Cultura e Spettacolo
07 marzo 2014

A Udine le "Giornate di Cultura Polacca"

di Ilaria Zanzi
Incontri, concerti e proiezioni cinematografiche. Con un omaggio speciale a Jerzy Stuhr.
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Jerzy Stuhr (ph. M. Gierat)
Cultura e Spettacolo
07 marzo 2014 di Ilaria Zanzi

Organizzate dall’associazione Polonik, si terranno a Udine dal 13 al 16 marzo le Giornate di Cultura Polacca, in ricordo del professor Andrzej Litwornia, grande polonista e docente della locale Università per oltre un decennio, scomparso nel 2006. Quattro i protagonisti degli incontri, invitati dall’Associazione Polonik che vuole essere ambasciatore della cultura polacca nella regione Friuli-Venezia Giulia e costituire un ponte tra la cultura polacca, quella italiana e numerose altre presenze culturali nella Regione, si svolgeranno in vari luoghi della città nelle quattro giornate, mentre sarà possibile visitare ben cinque mostre fino al 30 marzo e al 21 aprile.

Tra gli omaggi, il più importante è quello rivolto al pluripremiato attore e regista polacco Jerzy Stuhr, uno dei pochi artisti polacchi conosciuti anche al pubblico italiano, in particolare per le sue interpretazioni nei due ultimi film di Nanni Moretti, Il Caimano e Habemus Papam. Proprio il primo dei due film morettiani aprirà il 13 marzo le serate di cinema dedicate al grande attore, che prevedono lo stesso giorno la proiezione del Cinematore, di Krzysztof Kieślowski, mentre nell’ultima giornata sarà possibile vedere la sua ultima interpretazione con Moretti in Habemus Papam e il film da lui stesso diretto nel 2000 Il Grande Animale (da una sceneggiatura di Kieślowski).

“Del professor Litwornia ero un grande amico – dichiara Jerzy Stuhr – e si può dire che ho imparato molto da lui, ho condiviso con lui la passione per l’Italia, paese che ho potuto comprendere meglio grazie alla sua guida preziosa.  Litwornia mi ha fatto capire la mentalità, l’estetica, la storia e anche il senso dell’umorismo e dell’assurdo degli italiani, a volte davvero difficile da cogliere per uno straniero. Per questo ho accettato con entusiasmo – conclude Stuhr – l’invito di Udine a partecipare a questo importante e dovuto omaggio a un grande umanista e amante dell’Italia”.

A Udine, dopo Jacek Dehnel, uno degli scrittori polacchi più apprezzati, e il poeta-musicista Robert Marcinkowski il 14 marzo, la jazz band JazzZoom di Katarzyna Zawieracz e il fotografo italiano e guida di Danzica Roberto M. Polce il 15 marzo, Le Giornate di Cultura Polacca daranno spazio domenica 16 marzo alle 17 presso il Cinema Visionario alla viva voce di Jerzy Stuhr, intervistato dalla critica cinematografica ed esperta di Polonia Marina Fabbri. Insieme ripercorreranno la formidabile carriera di Stuhr, attore e regista di teatro e di cinema, docente (è stato Rettore della Scuola Teatrale di Cracovia), scrittore e uomo di spettacolo che ha attraversato gli anni migliori della cinematografia e del teatro polacchi, viaggiando e lavorando spesso anche in Italia, dove ha portato i suoi spettacoli e i suoi seminari rivolti ai giovani attori, e dove ha ottenuto numerosi riconoscimenti, tra cui l’ultimo è il Premio Flaiano alla carriera ricevuto a Pescara nel 2013.

Stuhr racconterà i suoi esordi in teatro e poi al cinema, il suo rapporto con grandi autori come Wajda e Kieślowski, l’ampia e variegata esperienza italiana anche questa divisa tra cinema e teatro, tra grandi nomi come Moretti ed esordienti assoluti, tra festival prestigiosi come quello di Venezia a cui ha partecipato come regista per due volte, e workshop che nel tempo gli hanno conquistato un grande seguito di allievi nel nostro paese. Un’occasione unica per scoprire e approfondire la figura di uno degli artisti più significativi della scena europea degli ultimi trent’anni, la cui maschera comica da tempo ha illuminato, e continua a farlo ancor’oggi, gli angoli più bui della tragedia del vivere contemporaneo, nella società socialista della vecchia Polonia come in quella consumista e cosmopolita  di oggi.

 

Jerzy Stuhr  - Cenni Biografici

Dopo gli studi a Cracovia, a partire dai primi anni Settanta inizia la sua carriera di attore sia teatrale che cinematografico. A teatro lavora in particolare con Jerzy Jarocki e Andrzej Wajda, cimentandosi con i classici russi e con Shakespeare. A partire dal film Blizna (La cicatrice, 1976) inizia l'importante collaborazione con Krzysztof Kieślowski, per il quale interpreta fra gli altri Il cineamatore (Amator, 1979) e Decalogo 10 (Dekalog dziesięć, 1989).

Fin dal 1980 frequenta l’ambiente teatrale italiano, prima invitato da "L'ATELIER di FORMIA - Istituto Internazionale di Ricerca sul Teatro Contemporaneo" diretto dal regista Giovanni Pampiglione col quale diventa, per le scelte di repertorio presentate al pubblico italiano di opere di Mrożek, Jasieński e Witkiewicz "Ambasciatore del teatro polacco" in Italia e in Europa. Nel 1982 lo troviamo al Teatro Argentina di Roma recitare in perfetto italiano nell’Amleto di  Wajda, per il quale riceve il premio come miglior interprete straniero sui palcoscenici italiani, e poi con una pièce di Witkiewicz al Festival di Spoleto, dove tornerà anche nel 1984 con il Ballo dei manichini diretto da Pampiglione. In seguito incontrerà altri artisti del teatro e del cinema italiani come Adriana Asti, Paolo Graziosi, Michele Placido e Nanni Moretti lavorando al Piccolo di Milano, allo Stabile di Genova e a quello di Trieste. Nel 1989 viene invece premiato al Festival del Cinema d’Autore di Sanremo per il ruolo nel film Obywatel Piszczyk (Il cittadino Piszczyk).

Esordisce con successo alla regia teatrale nel 1985 con il monologo Il contrabbasso di Patrick Süskind, del quale è anche interprete. Nel corso degli anni Novanta dirige poi diverse opere shakespeariane. Esordisce alla regia cinematografica solo nel 1995, con Spis cudzołożnic (La lista delle adultere) tratto da un romanzo di Jerzy Pilch. Nel 1997 la sua seconda opera cinematografica, Storie d'amore (Historie miłosne), dedicata a Kieślowski, scomparso l'anno precedente, viene presentata in concorso alla Mostra del cinema di Venezia, vince il Premio FIPRESCI e altri riconoscimenti, tra cui nel ’98 il Nastro d'argento europeo. Ritorna a Venezia due anni dopo con Sette giorni nella vita di un uomo (Tydzień z życia mężczyzny). Il successivo Il Grande Animale (Duże zwierze, 2000), da una sceneggiatura di Kieślowski, vince il Premio Speciale della Giuria al Festival Internazionale del cinema di Karlovy Vary, mentre, di nuovo a Venezia, nel 2005 gli viene consegnato il Premio Robert Bresson alla carriera.

Con il ruolo di un produttore cinematografico ne Il Caimano (2006), inizia la collaborazione ed amicizia con Nanni Moretti che proseguirà con il ruolo del portavoce della Santa Sede nel film del 2011 Habemus Papam, presentato lo stesso anno in concorso al Festival di Cannes.

Infaticabile star della scena culturale polacca (è anche autore di un’autobiografia di successo tra l’altro) ha al suo attivo collaborazioni con altri registi di cinema italiani come Michele Sordillo (La vita altrui, 2000) e Guido Chiesa (Io sono con te, 2010), mentre è recentissima, del 2013, la partecipazione alla miniserie tv italiana L’ultimo Papa Re, per la regia di Luca Manfredi, mentre in Polonia oggi continua con successo la carriera teatrale e sta ultimando il montaggio del suo nuovo film Obywatel (Il cittadino), in uscita nel prossimo autunno.

 

Luoghi

Proiezioni: Cinema Visionario, via Fabio Asquini 33, Udine

Incontri: Libreria Feltrinelli, via Canciani 15 (Galleria Bardelli), Udine

Caffè Caucigh, via Gemona 36, Udine

L’incontro con Jerzy Stuhr si terrà al Cinema Visionario, il 16 marzo alle ore 17

 

Organizzazione:

Associazione di promozione sociale Polonik, via Martignacco 146, 33100 Udine

www.polonik.org, Blog: www.facebook.com/Polonik, info@polonik.org   Per informazioni:  cell. +39 377 274 6991

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