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Progetto della Provincia di Gorizia

Sport
03 marzo 2014

Lo sport secondo i ragazzi

di Stefano Caso
Coinvolti giovani, genitori e società sportive di Fogliano Redipuglia, Sagrado e San Pier d’Isonzo. Ecco i risultati.
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Sport
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Il gruppo dei ragazzi ritiene che fra gli atleti, le famiglie, le società sportive ci debba essere un patto costituito da alleanza, impegno, lealtà, serietà, soldi. Di questo patto i Comuni devono esserne i garanti.

Queste le conclusioni del percorso “Educare con lo sport” che ha coinvolto ragazzi, genitori e società sportive di Fogliano Redipuglia, Sagrado e San Pier d’Isonzo. Un percorso di dialogo che ha portato ad analizzare l’ambiente sportivo, a ricercarne gli aspetti problematici e a definire concrete proposte migliorative da poter immediatamente mettere in campo.

Nella Biblioteca Civica di Fogliano Redipuglia il coordinatore scientifico del progetto, Franco Santamaria, ha presentato gli esiti dell’iniziativa e le proposte per rendere più educativa la pratica sportiva: non far fare alcuna attività sportiva specifica fino agli 11-12 anni, ma incentivare la conoscenza e la sperimentazione di tante discipline sportive; è necessario recuperare tempi e spazi di gioco, di divertimento nella vita dei bambini e dei ragazzi; le città e i paesi vanno ripensati a dimensione di bambino e di ragazzo.

La scuola deve incrementare il tempo dedicato all’attività motoria e allla conoscenza delle discipline sportive così da orientare poi il ragazzo verso una scelta mirata.

Nella pratica sportiva serve adeguatezza e manutenzione degli impianti sportivi, allenamenti in orari adeguati. Sempre secondo la comunità coinvolta, i Comuni dovrebbero, insieme alle società, predisporre delle borse di studio, per garantire il diritto allo sport.

Servirebbe formare gli allenatori e i genitori anche sul piano psicopedagogico, educare i dirigenti, così che essi possano scegliere i tecnici più idonei per i ragazzi e individuare in modo competente le linee sportivo-educative della società, creare una collaborazione continuativa tra genitori e allenatori.

Ma esistono anche degli aspetti problematici: la debole cultura della pratica sportiva, soprattutto nell’istituzione scolastica (a volte non si è consapevoli del rapporto molto stretto fra attività motoria e sviluppo cognitivo). Parallelamente a questo sono emersi problemi organizzativi per i genitori (orari degli allenamenti non accettabili, spostamenti, costi elevati sul piano economico) e impianti sportivi non idonei. Nello mondo dello sport  si inizia a fare sport troppo presto, si punta a una specializzazione precoce. La pratica sportiva si è velocizzata, contribuendo ad aumentare il numero degli infortuni.

A 12 anni spesso emergono le crisi e alcuni fanciulli abbandonano le attività; diversi ragazzi praticano uno sport sbagliato (non corrisponde alle loro caratteristiche e ai loro interessi) oppure le giornate dei ragazzi sono troppo cariche di impegni. Dall’altro lato molto tempo è dedicato ai cellulari, ai giochi elettronici, a internet  e si nota una minore passione per lo sport.

L'incontro è stato introdotto dall’assessore provinciale allo sport Vesna Tomsič nonché dagli assessori di Sagrado, Fogliano Redipuglia, San Pier d’Isonzo. Presente anche Sara Vito, assessore regionale all’ambiente.

Ospiti gli assessori allo sport di Savogna, Cormòns e Doberdò del Lago, dove il progetto è stato realizzato nel corso del 2013. Molte le società sportive dei tre comuni, rappresentate da dirigenti e allenatori, ma anche da numerosi ragazzi coinvolti nel progetto e dai loro genitori.

“Educare con lo Sport, fin dal 2010 - ha ricordato nel suo intervento l’assessore Tomsič - ha coinvolto molte associazioni sportive del territorio isontino: complessivamente più di 300 persone. Il progetto, che si è sviluppato in due fasi, intende diffondere la cultura dell’educazione nello sport, coinvolgendo tra l’altro dirigenti sportivi, allenatori, tecnici, docenti, genitori e soprattutto gli atleti stessi. Il focus principale è stato quello di comprendere, innanzitutto, come i ragazzi interpretino la pratica sportiva, come la vivano e come vorrebbero fosse. La prima fase del progetto ha portato alla sottoscrizione del “patto istituzionale” da parte di 20 assessori allo sport dei Comuni isontini: una condivisione di principi e metodi per avviare assieme buone prassi nell’educazione alla pratica sportiva rivolta a bambini e ragazzi.”

Proprio la buona riuscita di questa fase ha spinto la Provincia di Gorizia a proseguire nel progetto coinvolgendo anche la Regione Friuli Venezia Giulia e la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il prestigioso istituto di formazione Ires e l'associazione formativa Lab.

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