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L'idea di Stella Nocchieri, fra impresa e cultura

Società
25 febbraio 2014

La civiltà rurale rivive a Gorizia

di Vanni Veronesi
Presso l'Autoporto una selezione di preziosi oggetti provenienti dal Museo della civiltà contadina di Aiello. Un modo per osservare con occhi nuovi i testimoni delle nostre origini.
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Gli utensili provenienti dal Museo di Aiello (ph. museiformentini.it)
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25 febbraio 2014 di Vanni Veronesi Image

Ancora negli anni Cinquanta, l’Italia era un paese principalmente agricolo: buona parte della popolazione era impiegata nel settore primario. Poi, il boom economico e un’industrializzazione rapida che ha portato ricchezza e benessere, ma anche una progressiva degradazione del paesaggio italiano e, soprattutto, l’oblio, quando non la perdita completa, di alcune tradizioni secolari ancora vive ai tempi dei nostri nonni. Oggi, nell’era della rivoluzione digitale, si assiste per converso a un rinnovato interesse nei confronti del ‘mondo di ieri’: negli ultimi anni, i mercatini dell'usato sono presi letteralmente d'assalto e i tanti musei afferenti alla grande area dell’etnografia vivono una stagione di riscoperta sempre più entusiasta.

Il Museo della civiltà contadina di Aiello, ospitato all'interno di quattro antichi fabbricati (XVIII – inizio XX secolo) facenti parte di una storica azienda agricola, da decenni è uno dei punti riferimento nel settore: con la sua collezione di oltre 20.000 oggetti originali, suddivisi in trenta sezioni tematiche, il Museo racconta la storia della civiltà contadina del territorio in un arco di tempo che va dal 1500 al 1918, spaziando dai trasporti (carri agricoli, calessi, aratri, carriole, ecc.), al vino, alla grappa, ai mestieri, ai lavori femminili e molto altro ancora.

In questi giorni, una selezione di questi preziosi oggetti trova una nuova temporanea collocazione all’interno di Star Flower, un’azienda goriziana di vendita all’ingrosso di articoli per fioristi diretta da Stella Nocchieri. L’idea è quella di unire impresa e cultura, valorizzando la collezione del Museo di Aiello, come sottolinea Stella: «Abbiamo scelto per l'occasione macchine agricole particolari, sgranatori di mais ed altri utensili usati per la lavorazione agricola. Tuttavia, abbiamo inserito anche altri articoli dello stesso museo, quali biciclette d'epoca, macchine da scrivere, macchine da cucire, barili del lattaio, culle in vimini, macchine tappabottiglie, la mola dell’arrotino e molti altri oggetti che vanno da metà Ottocento fino ai primi anni del Novecento. Nell'insieme, ne emerge un assortimento molto interessante, in grado di portare il visitatore indietro nel tempo per ritrovare le proprie origini: da parte mia, mi sono commossa davanti alla bilancia per pesare i neonati e ho provato grande tenerezza vedendo una culla in vimini fatta a mano».

Ma fra i pezzi forti della collezione ‘in trasferta’ c’è anche la bicicletta del primo spazzino di Gorizia, testimone di una storia curiosa: «Nell’Ottocento, lo spazzino era l’unico plebeo’ ammesso a circolare lungo il Corso di Gorizia, poiché era incaricato di portare via le deiezioni dei cavalli che passavano trasportando le carrozze dei ricchi. Quella bicicletta spiega meglio di qualsiasi libro la divisione in vere e proprie ‘caste’ che vigeva in epoche non così lontane come sembra».

L’esposizione rimarrà visitabile fino alla metà di maggio negli spazi di Star Flower, presso il Padiglione F dell’Autoporto di Gorizia.  

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