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Classic art

Une autre passion

A Pordenone in prima ed esclusiva nazionale
29649
(© Gregory Batardon)
Pordenone

21/05/19
20.45
4
Pordenone
via Martelli 2
Pordenone

Sarà una grande ospitalità internazionale in prima nazionale e in esclusiva assoluta per l’Italia a chiudere martedì 21 maggio la Stagione 2018/2019 del Teatro Verdi di Pordenone. Alle 20.45 di scena il Ballet Grand Théâtre De Génève, nuovamente al Verdi dopo il trionfo della passata Stagione, con il nuovo spettacolo “Une autre passion” firmato da Pontus Lidberg.

Un cielo scuro, nubi gravide di pioggia, sei pannelli che uniti formano uno schermo, l’acqua in cui un uomo affonda: ha un fascino magnetico la danza del coreografo svedese, artista in grande ascesa, ancora poco conosciuto in Italia ma molto noto all’estero, invitato da compagnie di fama mondiale come il New York City Ballet. Una danza, la sua, che rifugge da ogni esibizione virtuosistica e muscolare, niente energia in evidenza. Al contrario, movimenti liquidi, morbidi, che fanno ricorso alle molte possibilità del contemporaneo e che si impongono in una spirale di leggerezza e spiritualità. Per il Ballet de Génève il coreografo Pontus Lidberg ha allestito uno spettacolo su alcuni passi della “Passione secondo Matteo” di Bach. Non tutta la monumentale opera, solo alcuni brani. E la Passione di Cristo diventa simbolo delle sofferenze dell’umanità, rappresentate nei corpi dei nuovi diseredati, delle vittime delle migrazioni e delle guerre. Corpi che non hanno nulla di sensuale, ma incarnano una purezza mistica: figure che si sostengono nel cammino per la sopravvivenza, che si scontrano contro il muro formato dai pannelli, “simbolo di tutti i muri, ma anche dei muri dentro di noi”. Una rilettura intensa e molto personale, dove cinema e coreografia si interrogano sulla sublime partitura bachiana esprimendone appieno tutto il dolore e l’estrema bellezza.

La coreografia, la scenografia, e i filmati sono di Pontus Lidberg, la musica di Johann Sebastian Bach (Passione secondo Matteo) è proposta nella registrazione Münchener Bach-Orchester, direttore Karl Richter. Luci e scenografia di Carolyn Wong, costumi Reid & Harriet Design, direttore della fotografia Martin Nisser.