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Classic art

Un grande grido d'amore

In scena Barbara De Rossi e Francesco Branchetti
32826
15/02/20
20.45

Le sue commedie e i suoi testi riscuotono, ovunque nel mondo vengano messi in scena, sempre un clamoroso successo. La fortuna scenica, l'estro e la genialità drammaturgica di Josiane Balasko sono ormai un fenomeno conosciuto in ogni teatro importante.

E sarà proprio una commedia dell'attrice e scrittrice francese, “Un grande grido d'amore”, il banco di prova per due attori di spessore come Barbara De Rossi e Francesco Branchetti, ospiti sabato 15 febbraio alle 20.45 della Corte di Osoppo all'interno della stagione di Anà-Thema Teatro.

I protagonisti dello spettacolo, Gigì Ortega, magistralmente interpretata da Barbara De Rossi che ritorna sul palco di Osoppo con un nuovo lavoro, e Hugo Martial, il bravissimo Francesco Branchetti che firma anche la regia, fino a 15 anni prima erano una coppia di attori, nella vita così come sul palcoscenico. Dato che Gigì aveva abbandonato le scene, Hugo aveva comunque continuato a recitare, anche se il suo il nome, senza la compagna storica, non risultava più così di richiamo come prima. Poco prima del debutto di un nuovo spettacolo, l'attrice protagonista dà forfait. L'agente e il regista della pièce, interpretati da Isabella Giannone e Simone Lambertini, decidono così di sostituirla con Gigì, cercando in questo modo di riformare la mitica coppia Ortega-Martial sperando che la rentrée porti pubblicità. Da qui una serie di stratagemmi e imbrogli per convincere i due protagonisti a tornare insieme. Ne scaturiscono una serie di esilaranti situazioni e un susseguirsi di equivoci in un’atmosfera spesso deflagrante, ricca di suspense, ma anche di tenerezza.

La regia, affidata allo stesso Branchetti, restituisce al testo della Balasko la capacità di coniugare ritmi forsennati e trovate sceniche geniali con la capacità di indagare le psicologie dei personaggi, indagando al contempo l'animo umano e le tortuose relazioni che si instaurano nel corso della vita. Le musiche originali di Pino Cangialosi, così come le scene e costumi, offrono un apporto fondamentale a questo viaggio nella straordinaria drammaturgia di Josiane Balasko e nelle rocambolesche vicende dei suoi personaggi.