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Classic art

Un eschimese in Amazzonia

A Udine lo spettacolo vincitore del Premio Scenario 2017
24915
(© DIANE - Ilaria Scarpa, Luca Telleschi)
Udine
via Sella
Teatro San Giorgio
23/04/18
21

The Baby Walk è il nome del sentiero riservato ai bambini nel romanzo “Peter Pan nei giardini di Kensington”, di J.M.Barrie. Ma The Baby Walk è oggi anche il nome della compagnia diretta da Liv Ferracchiati, regista e artista trentenne, presentato dalla Biennale Teatro di Venezia fra le rivelazioni dell’edizione 2017.
Un eschimese in Amazzonia arriva ora a Teatro Contatto lunedì 23 aprile, al Teatro S. Giorgio di Udine (inizio ore 21), come spettacolo vincitore ex equo del Premio Scenario 2017, come spettacolo capace di evidenziare “il confronto fra la persona transgender e la società. Un lavoro che colpisce per la scelta di una narrazione che rinuncia ai codici interpretativi per raccontare con ironia e delicata sfrontatezza una tematica alla quale aggiunge nuove risonanze” (cit. dalla motivazione della giuria del Premio).

Come ormai consuetudine per il pubblico di Contatto, al termine dello spettacolo, Liv Ferracchiati e la compagnia incontrano gli spettatori per un confronto sugli stimoli e le questioni sollevate dalla visione.

Con grande ironia e in un cortocircuito di citazioni pop anche generazionali e di riferimenti a fenomeni e notizie d’attualità, Liv Ferracchiati  porta allora in scena il confronto fra la persona transgender (L’Eschimese, da lei stessa interpretato) e la Società, impersonificata da un coro – gli attori Greta Cappelletti, Laura Dondi, Giacomo Marettelli Priorelli, Alice Raffaelli -  che parla attraverso una lingua musicale e ritmata, quasi versificata, all’unisono, utilizza una gestualità scandita, dando vita a una società ipnotica, veloce, superficiale, a rischio standardizzazione. La struttura è quella del “link web”, dove l’analogia del pensiero manovra le connessioni, con la possibilità anche di dare vita a un nonsense proprio dell’illogica internettiana.

Con lo stesso principio, anche l’Eschimese è parte degli stessi stereotipi della sua contemporaneità. Nella sua stand up comedy, davanti a un microfono, è personaggio autentico proprio perché vive la sua inautenticità di abitante del suo tempo. Si sforza di avere una visione soggettiva, ma anche la sua è, a ben guardare, infarcita di luoghi comuni e spersonalizzata. Il comico nasce dal mettere in rilievo quelle dinamiche che rendono l’essere umano marionetta, macchina, ovvero un essere sociale

Terzo capitolo di una Trilogia sull’identità, scritto e diretto da Liv Ferracchiati, Un eschimese in Amazzonia cita una definizione dell’attivista e sociologa Porpora Marcasciano che evidenzia l’incapacità della società di andare oltre il modello binario sesso/genere, omosessuale/eterosessuale, maschio/femmina, e che quindi racconta la compromissione di un percorso di vita che potrebbe essere dei più sereni e tranquilli.